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Evitare
lesagerazione
È un fatto desperienza che il pianista che suona
con ardore esagerato e lo scrittore che scrive troppo in
fretta, si espongono a dei crampi. Scoraggiati e ridotti
allimpotenza, si vedono allimprovviso
costretti a interrompere il loro lavoro, essi che, un
momento prima, erano pieni di slancio. E linazione
espone a molte cattive influenze.
Questo esempio contiene per noi una lezione. Il digiuno,
lobbedienza, lausterità di vita,
lattenzione, la preghiera, costituiscono un insieme
di pratiche necessarie, ma non sono che pratiche. E ogni
pratica deve essere messa in opera con naturalezza, con
calma, tenendo conto della misura delle proprie forze (cf.
Lc 14,28- 32), ed evitando ogni esagerazione. «Siate
dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera» (i
Pt 4,7 ci raccomanda lapostolo Pietro e, tramite
lui, il Signore stesso.
Ci si può ubriacare anche non di alcool. Altrettanto
dannosa è lebbrezza provocata da una eccessiva
fiducia in se stessi e lattività incalzante che ne
segue. Animato da uno zelo sfrenato che si traduce in
esagerazioni e mancanza di misura, si semina così nel
terreno della propria vita spirituale ciò che si crede
siano sacrifici. Ma i frutti che si raccolgono sono
bacati: saranno una tensione eccessiva, limpazienza
riguardo ai difetti del prossimo, lautogiustificazione.
Si tratta dunque di «non discostarsi né a destra né a
sinistra» (Dt 5,32), e di non avere la più piccola
fiducia in se stessi.
Se non vediamo in noi dei frutti abbondanti di amore, di
pace, di gioia, di moderazione, di umiltà, di
semplicità, di rettitudine, di fede e di pazienza, tutto
il nostro lavoro è vano, come ci avverte s. Macario di
Egitto. Noi dobbiamo lavorare in vista della messe, ma
questa messe è opera del Signore.
Sii dunque attento a te stesso e abbi discernimento. Se
noti che diventi irritabile ed esigente verso gli altri,
alleggerisci un po il tuo fardello. Se cerchi di
esaminare la condotta degli altri, far loro la lezione,
rivolger loro delle osservazioni, sei per una strada
falsa; colui che rinuncia veramente a se stesso non ha
niente da rimproverare agli altri. Se tu trovi che quelli
che ti circondano o le circostanze esteriori ti
disturbano e infastidiscono, vuoi dire che non hai ancora
capito in che cosa consiste il tuo lavoro: tutto quello
che, di primo acchito, sembra importunarti, ti è dato in
realtà come unoccasione per praticare la
sopportazione altrui, la pazienza e lobbedienza.
Una persona umile non può essere infastidita dagli altri:
può soltanto mettere gli altri a disagio.
Cerca dunque di eclissarti, evita di metterti in mostra,
nasconditi. Entra nella tua camera e chiudi la porta (Mt
6,6), anche quando sei obbligato a trovarti nel chiasso
di una numerosa compagnia. E se questo diventa talvolta
troppo difficile da sopportare, esci, va dove vuoi,
purché tu possa trovarti solo, e gridare con tutta
lanima verso il Signore che ti aiuti, ed egli ti
ascolterà.
Considerati come una ruota, diceva lo staretz Ambrogio.
Una ruota, più tocca leggermente la terra, più corre e
avanza con facilità. Non pensare alle cose terrestri,
non parlarne, non preoccuparti più del necessario. Ma
ricordati pure che una ruota completamente in aria, non
può nemmeno girare.
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