

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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La preghiera IV e ultima
parte
La preghiera non deve arrestarsi quando abbiamo
finito le preci del mattino. Ora si tratta di
mantenere la preghiera presente tutta la giornata,
nonostante la diversità e la complessità delle
quotidiane occupazioni. Il vescovo Teofano il
Recluso consiglia ai principianti di scegliere un
breve versetto del salterio, adeguato alle
proprie necessità; ad esempio: « Signore,
affrettati ad aiutarmi», o «Crea in me un cuore
puro», o «Benedetto sei tu, Signore», ecc. Il
salterio ci offre una scelta abbondantissima di
queste preghiere più o meno brevi. Lungo tutta
la giornata, si può conservare questa preghiera
nello spirito e ripeterla il più spesso
possibile, sia mentalmente, sia a bassa voce, o
meglio ancora a voce alta, se si è soli e
nessuno ci sente. Nellautobus o
nellascensore, al lavoro o a tavola, quanto
più spesso si può, si ripeta la preghiera
fermando la propria attenzione sul contenuto
delle parole. La giornata trascorre così fino
alla sera, in cui ci si riserva un momento di
tranquillità per leggere la preghiera della sera
nel Manuale di preghiere, prima di andare a
dormire.
Queste brevi preghiere sono adatte anche per
coloro che non possono avere un sufficiente
isolamento per le consuete preghiere del mattino
e della sera. Esse infatti possono accompagnarci
sempre e dovunque. In questo caso, la solitudine
interiore supplisce allassenza della
solitudine esterna.
È importante la frequente ripetizione. È
mediante questi colpi dala ripetuti che
luccello si innalza al di sopra delle nubi;
il nuotatore deve rifare lo stesso movimento
innumerevoli volte per giungere alla meta
prefissa. Ma se luccello cessa di volare,
dovrà accontentarsi di rimanere in mezzo alle
nebbie della terra, e il nuotatore che si arresta
è minacciato di affondare nellabisso
spaventoso che lagguata.
Prega così, ora dopo ora, giorno dopo giorno,
senza stancarti. Ma prega semplicemente, senza
enfasi, senza complicazioni, senza farti una
quantità di interrogativi: «Non affannarti per
il domani» (Mt 6,34). Quando sarà venuto il
tempo, ti sarà data la risposta.
Abramo partì senza chiedere: «Comè la
terra che mi devi mostrare? Là, che cosa mi
aspetta? ». Partì. Semplicemente. «Come gli
aveva detto il Signore» (Gen 12,4). Fa
come lui. Abramo prese con sé tutto quello che
aveva. Imitalo anche in questo; porta con te, nel
tuo viaggio, tutto il tuo essere; non lasciare
dietro a te niente che possa trattenere una parte
del tuo affetto nella terra che hai lasciato.
Noè impiegò centanni a costruire
larca; e mise insieme la sua nave pezzo a
pezzo. Fa tu pure altrettanto; costruisci
pezzo per pezzo, pazientemente, in silenzio,
giorno dopo giorno, e non ti preoccupare di
quanto ti circonda. Ricordati che Noè, al suo
tempo, era solo nel mondo intero a «camminare
con Dio» (Gen 6,9), cioè nella preghiera. Pensa
anche al disagio, alloscurità, al fetore
nel quale dovette vivere allinterno
dellarca, prima di poter uscire
allaria libera e innalzare un altare al
Signore. Laria pura e laltare, tu li
scoprirai in te, dice s. Giovanni Crisostomo, ma
soltanto quando avrai acconsentito a passare per
la stessa porta stretta di Noè.
Come Noè, fa anche tu «tutto quello che
Dio ti ha comandato» (Gen 6,22), e costruisci
«nella preghiera e nelle suppliche» il vascello
che ti permetterà di passare dal tuo «io»
carnale e dai tuoi molteplici ed egoistici
interessi alla pienezza dello Spirito. Quando nel
nostro cuore viene lUno, dice s. Basilio il
Grande, la molteplicità scompare. I tuoi giorni
allora scorrono in un grande senso di pienezza,
sotto la protezione di Colui che tiene la
pienezza delluniverso nella sua mano.
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