

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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La preghiera III parte
Quando ci si decide ad incominciare regolarmente
la propria preghiera del mattino, di solito, lo
si fa non perché già si possieda una certa
facilità, ma piuttosto in vista di giungere a
qualcosa che ancora non possediamo. Ora, colui
che possiede una cosa, corre il rischio di
preoccuparsi per timore di perderla; e colui che
non la possiede, è ansioso di poterla
conquistare. Per questo, tu devi incominciare a
praticare la preghiera senza aspettarti nulla da
te stesso, senza cercare di «riuscire a qualche
cosa».
Se hai la possibilità di una camera tutta per te,
puoi seguire alla lettera e tranquillamente le
indicazioni del Manuale di preghiere: «Appena
sveglio, prima di incominciare la giornata,
mettiti con rispetto alla presenza di Dio che
tutto vede. Fa il segno della croce e
di: Nel Nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo. Amen».
«Dopo aver invocato così la 5. Trinità, rimani
qualche minuto in silenzio, perché le tue parole
e i tuoi sentimenti si liberino dalle
preoccupazioni di questo mondo. Recita quindi
quelle preghiere, senza fretta e con tutto il
cuore: O Dio, abbi pietà di me, peccatore!
».
Seguono le altre preci, incominciando da quella
allo Spirito Santo, alla S. Trinità, il Padre
nostro, le prime fra le preghiere del mattino. È
meglio leggerne solo qualcuna, tranquillamente,
piuttosto che dirle tutte con precipitazione.
Queste preghiere sono il frutto
dellesperienza che la Chiesa ha accumulato
in tanti secoli. Con esse, tu entri nella vasta
comunione del popolo di Dio in preghiera. Non sei
solo; sei come una cellula nel corpo della Chiesa,
che è il Corpo di Cristo. La recita di queste
formule ti insegna anche la costanza e la
pazienza che sono necessarie non solo al corpo,
ma anche al cuore e allo spirito, affinché la
tua fede si rinsaldi.
La preghiera vera è quella in cui lo spirito e
il cuore si mettono allunisono con le
parole; è quindi indispensabile
lattenzione. Non lasciar vagabondare i tuoi
pensieri; riconducili incessantemente, e ogni
volta che ti sarai lasciato trasportare lontano
dalla tua preghiera, ritorna ad essa al punto
dove ti trovi. Nello stesso modo puoi recitare il
salterio. Imparerai così a praticare la
perseveranza e la vigilanza nella preghiera. Chi
sta davanti ad una finestra aperta, sente i
rumori del di fuori; sarebbe impossibile
diversamente. Ma può prestare o no attenzione
alle parole che gli giungono; questo dipende
dalla sua volontà. Luomo in preghiera è
continuamente sollecitato da unonda di
pensieri estranei, di sentimenti e di impressioni.
Arrestare lo svolgimento fastidioso di questo
film interiore è altrettanto impossibile quanto
impedire allaria di circolare in una stanza
la cui finestra è aperta. Ma è in potere di
ognuno fermarvi o no lattenzione. Non lo si
impara, ci dicono i santi, che con la pratica.
Quando preghi, il tuo «io» deve tacere. Tu non
preghi per vedere se realizzi i tuoi desideri
terreni, ma di invece: «Sia fatta la tua
volontà». Non servirti di Dio come di un
commissionario. Rimani in silenzio e lascia
parlare la preghiera.
Secondo s. Basilio, la tua preghiera deve
comportare quattro elementi: ladorazione,
il ringraziamento, la confessione dei peccati e
la domanda di essere salvato.
Non preoccuparti dei tuoi interessi e non mettere
a loro servizio la tua preghiera, ma «cerca
prima il regno di Dio e la sua giustizia, e
tutte queste cose ti saranno date in
aggiunta» (Mt 6,33).
Colui che cerca di fare la propria volontà e la
cui preghiera quindi non coincide con la volontà
di Dio, incontrerà molti ostacoli sulla sua
strada e cadrà continuamente nelle insidie del
nemico. Diventerà malcontento, irascibile,
infelice, esitante, impaziente e turbato; e
quando lo spirito è in questo stato, è
impossibile rimanere in preghiera.
La preghiera di colui che ha qualcosa contro il
suo prossimo, è impura. Noi non possiamo e non
dobbiamo fare dei rimproveri che a una sola
persona: a noi stessi. Senza questa accusa di sé,
la preghiera sarà altrettanto vana che se si
facessero nel proprio cuore dei rimproveri a
qualcun altro.
Non preoccuparti se ti trovi nellaridità.
La pioggia vivificante viene dallalto, e
non dal tuo terreno ingrato, capace soltanto di
produrre rovi e spine. Daltra parte, non
attenderti «stati di orazione» straordinari,
estasi, rapimenti e altre esperienze in cui
troveresti la tua soddisfazione.
Non si prega per cercare il proprio piacere.
«Gemete sulla vostra miseria, fate lutto e
piangete; il vostro riso si muti in lutto e la
vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti
al Signore ed egli vi esalterà» (Gc 4,9-Io).
Pensa a quello che sei, e supplica il Signore di
avere pietà dite. Il resto dipende da lui.
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