

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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Progresso e profondità
Dopo le precedenti nozioni elementari e ancora
esteriori, veniamo ora al combattimento che si
impegna nelle profondità del nostro essere.
Quando si sbuccia una cipolla, si tolgono uno
dopo laltro i veli che lavvolgono, e
si arriva infine al cuore del bulbo da cui
germoglia lo stelo verso la luce. Così, quando
sarai giunto nella tua cella interiore, allora
potrai intravedere la dimora celeste, poiché
secondo s. Isacco il Siro, sono entrambe una sola
cosa.
Quando ti sarai sforzato di penetrare nella cella
interiore, vi scorgerai, oltre la tua vera faccia,
quello che s. Esichio chiama le nere facce degli
Etiopi, cioè i pensieri cattivi. S. Macario
dEgitto li paragona ad un serpente annidato
nel cuore e che colpisce gli organi più vitali
dellanima. Se riesci ad uccidere quel
serpente, egli dice, puoi inorgoglirti della tua
generosità davanti a Dio. Ma finché non
lhai ucciso, prostrati umilmente, come un
povero peccatore, e prega Dio, poiché il nemico
è sempre nascosto in agguato
Ma come potremmo ingaggiare la lotta, dal momento
che non siamo ancora penetrati nel nostro cuore?
Ci fermiamo davanti alla porta; ma dobbiamo
picchiare con il digiuno e la preghiera, come ci
prescrive il Signore: «Picchiate e vi sarà
aperto» (Mt 7,7). Picchiare è operare. Se
rimarremo fermi nella parola del Signore, nella
pover tà, nellumiltà e in tutto quello
che il Vangelo ci prescrive, se giorno e notte
busseremo alla porta di Dio, allora potremo
ottenere quello che cerchiamo.
Chiunque voglia uscire dalla prigione e dalle
tenebre, può entrare nella libertà solo
attraverso questa porta. Qui, dice s. Macario,
riceverà la libertà spirituale e potrà
raggiungere il Cristo, il Re celeste.
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