

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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L'obbedienza
Lobbedienza è un altro strumento
indispensabile nella lotta contro la volontà
propria. Secondo s. Giovanni Climaco,
lobbedienza è la condanna a morte delle
membra del nostro corpo a vantaggio della vita
dello spirito. È ancora la tomba della volontà
propria e la risurrezione dellumiltà (Scala,
grad. 3,3).
Ricordati che, liberamente, ti sei dato al
Signore come schiavo: la croce che porti al collo
te lo deve ricordare. È mediante questa
schiavitù che accederai alla vera libertà. Ma
uno schiavo può avere volontà propria? Egli
deve imparare ad obbedire.
Forse mi chiederai: A chi devo obbedire? I santi
rispondono: obbedisci ai tuoi capi (Eb 13,17). E tu riprendi: Chi sono i miei
capi? Dove ne troverò uno, mentre oggi è così
difficile scoprire un autentico capo? I santi
padri ti rispondono: La Chiesa vi ha provveduto.
Dal tempo degli apostoli, essa ci ha dato un
maestro che supera tutti gli altri e che ci può
raggiungere dovunque, dovunque noi siamo e in
qualunque situazione ci troviamo. Sia che noi
viviamo in città che in campagna, che siamo
sposati o celibi, poveri o ricchi, questo maestro
è sempre con noi e noi abbiamo sempre delle
occasioni per obbedirgli. Vuoi conoscere il suo
nome? È il santo digiuno.
Dio non ha bisogno del nostro digiuno. Non ha
nemmeno bisogno della nostra preghiera. Egli è
perfetto, non manca di niente, e non può aver
bisogno di qualunque cosa che noi, povere
creature, gli possiamo offrire. Noi non abbiamo
niente da donargli, ma, ci dice s. Giovanni
Crisostomo, egli vuole che gli presentiamo le
nostre offerte, in vista della nostra salvezza.
Lofferta più preziosa che noi possiamo
presentare al Signore, siamo noi stessi e non lo
possiamo fare che consegnandogli la nostra
volontà. Questo lo impariamo mediante
lobbedienza, e impariamo ad obbedire
attraverso la pratica. Il modo migliore per
praticare lobbedienza è quello che la
Chiesa ci fornisce prescrivendoci dei giorni e
dei periodi di digiuno. Ella, in certo modo, ci
dice come Dio ad Adamo: «Tu puoi mangiare di
tutti gli alberi del giardino, ma
dellalbero della conoscenza del bene e del
male non devi mangiare» (Gen 2,16-17).
Oltre al digiuno, abbiamo altri maestri a cui
dobbiamo obbedire. Noi li incontriamo ad ogni
passo, nel dettaglio della nostra vita quotidiana;
basta che sappiamo riconoscere la loro voce. La
tua donna ti dice di prendere limpermeabile:
fa come lei desidera, e praticherai
lobbedienza. Uno dei tuoi compagni di
lavoro ti domanda di fare un tratto di strada con
lui: accompagnalo, e praticherai
lobbedienza. Ti accorgi che un bambino ha
bisogno che ci si occupi di lui e che gli si
tenga compagnia:
fallo quanto puoi, e praticherai
lobbedienza. Un novizio nel suo monastero
non ha più numerose occasioni di praticare
lobbedienza, dite nella tua casa. E ne
troverai altrettante nel tuo lavoro e nei
rapporti con i tuoi vicini.
Lobbedienza apre molte porte. Tu giungerai
alla libertà e alla pace nella misura in cui il
tuo cuore praticherà la non-resistenza. Mostrati
obbediente, e siepi di spine si apriranno davanti
a te. Allora lamore avrà sufficiente
spazio per dilatarsi. Mediante lobbedienza,
distruggerai il tuo orgoglio, il tuo spirito di
contraddizione, la tua pretesa saggezza e la tua
testardaggine, che ti imprigionano in una corazza
impenetrabile. Finché ti rannichierai in questa
corazza, non potrai incontrare il Dio
dellamore e della libertà.
Prendi dunque labitudine di rallegrarti
quando ti si presenta unoccasione di
obbedire. È del tutto superfluo cercare di
creartene; potresti cadere in un servilismo
artificioso e andresti fuori strada compiacendoti
nella tua personale virtù. Sta sicuro,
troverai tante occasioni di obbedire quanto ti
sarà necessario, e saranno esattamente quelle di
cui hai bisogno. Se ti accorgi che ti sei
lasciato scappare unoccasione, rimproverati
questa negligenza. Ti sei comportato come un
marinaio che non approfitta del vento favorevole.
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