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Iniziazione alla vita spirituale

La vittoria sul mondo

S. Basilio il Grande ha detto: «Non si può giungere alla conoscenza della verità con il cuore nel turbamento». Per questo noi dobbiamo sforzarci di evitare tutto ciò che agita il nostro cuore, tutto ciò che è causa di disattenzione, di sovraeccitazione, tutto ciò che sveglia le passioni o ci rende inquieti. Dobbiamo liberarci, nella misura del possibile, dal chiasso, dall’agitazione e dal turbamento causati da fatui oggetti. Poiché, quando noi serviamo il Signore, non dobbiamo «inquietarci e agitarci per molte cose», ma ricordarci sempre che «una sola è necessaria»
(Lc 10,41).

Per fare il bagno, è necessario spogliarsi. Così, anche il nostro cuore deve liberarsi da tutti i rivestimenti esteriori di questo mondo per poter essere raggiunto da Colui che vuole purificarlo. I raggi benefici del sole non possono agire sulla pelle, se essa non è esposta allo scoperto. Così è della virtù salutare e vivificante dello Spirito Santo.

Devi dunque spogliarti. Rifiuta — ma senza che sia troppo visibile — tutto ciò che procura godimento e piacere, benessere e divertimento, tutto ciò che accarezza o lusinga gli occhi, l’udito, il palato e gli altri sensi. «Chi non è con me è contro di me» (Mt 12,30). Spogliati, giorno dopo giorno, dei tuoi bisogni e delle tue abitudini nel settore delle relazioni sociali; fallo con calma, con riflessione, senza rotture troppo brusche, ma tuttavia in modo radicale. Taglia progressivamente tutto ciò che ti porrebbe dei legami che ti vincolerebbero al mondo esteriore: inviti, concerti, ricevimenti, e in generale «tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita», perché tutto questo «non viene dal Padre, ma dal mondo», e combatte contro l’anima nostra (i Gv 2,16).

Che cos’è dunque il mondo? Non immaginartelo come una realtà esteriore e tangibile che porta il sigillo del peccato. Il mondo, dice s. Macario l’Egiziano, è la cortina di fiamme tenebrose che circonda il cuore e chiude l’accesso all’albero della vita. Il mondo è tutto ciò a cui siamo attaccati e che ci procura soddisfazioni terrestri: è tutto quello che in noi «non ha conosciuto Dio» (cf Gv 17,25).

I nostri desideri e i nostri impulsi fanno parte del mondo. S. Isacco il Siro li enumera: attrattiva per le ricchezze e propensione ad accumulare e appropriarci ogni sorta di oggetti; inclinazione verso i piaceri sensibili; desiderio dell’onore, da cui procede l’invidia; brama di dominare sugli altri e di farsi ascoltare; orgoglio della gloria e del potere; preoccupazione di essere ammirato e, amato; sete delle lodi; assillo del proprio benessere fisico. Tutte queste cose provengono dal mondo: esse si alleano contro di noi per ingannarci e legarci con pesanti catene.

Se vuoi liberartene, esaminati con l’aiuto di questo elenco e vedi con chiarezza contro che cosa devi lottare per avvicinarti a Dio. Poiché «amare il mondo è odiare Dio» e «chi vuole essere amico del mondo, si rende nemico di Dio» (Gc 4,4). I vasti orizzonti non si aprono al nostro sguardo se non quando lasciamo le ristrette valli, con le occupazioni e i piaceri loro propri. «Nessuno può servire a due padroni» (Mt 6,24); è impossibile soggiornare contemporaneamente nella valle e sulle vette.

Per salire con più facilità e liberarti più in fretta possibile del tuo pesante bagaglio, poniti spesso qualcuna delle seguenti domande: «Non è per il mio personale piacere, piuttosto che per quello degli altri, che io vado a questo concerto, a questo cinema? È crocifiggere la mia carne andare a questo divertimento? È vendere tutto quello che possiedo fare questo viaggio di piacere o acquistare questo libro? È mortificare il mio corpo e ridurlo in schiavitù (i Cor 9,27) sdraiarmi per leggere? Questo elenco di interrogativi può essere modificato o allungato in funzione alle tue abitudini e del loro rapporto con lo stile di vita che il Vangelo prescrive. E ricordati che «chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto» (Lc i6,io). Non temere la fatica; proprio essa ti aiuterà ad uscire da questa valle angusta in cui vivi secondo le tue carnali bramosie, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi (cf. Ef 2,3).

Devi porti continuamente questi interrogativi. Ma solo a te stesso. Mai, in nessun caso, nemmeno col pensiero, devi poni a riguardo degli altri. Nell’istante stesso in cui ti sarai posto una domanda di questo genere a riguardo di un altro, ti sarai eretto a giudice, e quindi verrai tu stesso giudicato. Ti sarai da te medesimo spogliato di quello che avevi guadagnato con i tuoi sforzi. Avevi fatto un passo avanti, ma così ne fai dieci indietro. Allora, sì, avresti ragione di piangere sulla tua testardaggine, sullo smacco del tuo progresso e sul tuo orgoglio.





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