

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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La vittoria sul mondo
S. Basilio il Grande ha detto: «Non si può
giungere alla conoscenza della verità con il
cuore nel turbamento». Per questo noi dobbiamo
sforzarci di evitare tutto ciò che agita il
nostro cuore, tutto ciò che è causa di
disattenzione, di sovraeccitazione, tutto ciò
che sveglia le passioni o ci rende inquieti.
Dobbiamo liberarci, nella misura del possibile,
dal chiasso, dallagitazione e dal
turbamento causati da fatui oggetti. Poiché,
quando noi serviamo il Signore, non dobbiamo
«inquietarci e agitarci per molte cose», ma
ricordarci sempre che «una sola è necessaria»
(Lc 10,41).
Per fare il bagno, è necessario spogliarsi.
Così, anche il nostro cuore deve liberarsi da
tutti i rivestimenti esteriori di questo mondo
per poter essere raggiunto da Colui che vuole
purificarlo. I raggi benefici del sole non
possono agire sulla pelle, se essa non è esposta
allo scoperto. Così è della virtù salutare e
vivificante dello Spirito Santo.
Devi dunque spogliarti. Rifiuta ma senza
che sia troppo visibile tutto ciò che
procura godimento e piacere, benessere e
divertimento, tutto ciò che accarezza o lusinga
gli occhi, ludito, il palato e gli altri
sensi. «Chi non è con me è contro di me» (Mt
12,30). Spogliati, giorno dopo giorno, dei tuoi
bisogni e delle tue abitudini nel settore delle
relazioni sociali; fallo con calma, con
riflessione, senza rotture troppo brusche, ma
tuttavia in modo radicale. Taglia
progressivamente tutto ciò che ti porrebbe dei
legami che ti vincolerebbero al mondo esteriore:
inviti, concerti, ricevimenti, e in generale
«tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza
della carne, la concupiscenza degli occhi e la
superbia della vita», perché tutto questo «non
viene dal Padre, ma dal mondo», e combatte
contro lanima nostra (i Gv 2,16).
Che cosè dunque il mondo? Non
immaginartelo come una realtà esteriore e
tangibile che porta il sigillo del peccato. Il
mondo, dice s. Macario lEgiziano, è la
cortina di fiamme tenebrose che circonda il cuore
e chiude laccesso allalbero della
vita. Il mondo è tutto ciò a cui siamo
attaccati e che ci procura soddisfazioni
terrestri: è tutto quello che in noi «non ha
conosciuto Dio» (cf Gv 17,25).
I nostri desideri e i nostri impulsi fanno parte
del mondo. S. Isacco il Siro li enumera:
attrattiva per le ricchezze e propensione ad
accumulare e appropriarci ogni sorta di oggetti;
inclinazione verso i piaceri sensibili; desiderio
dellonore, da cui procede linvidia;
brama di dominare sugli altri e di farsi
ascoltare; orgoglio della gloria e del potere;
preoccupazione di essere ammirato e, amato; sete
delle lodi; assillo del proprio benessere fisico.
Tutte queste cose provengono dal mondo: esse si
alleano contro di noi per ingannarci e legarci
con pesanti catene.
Se vuoi liberartene, esaminati con laiuto
di questo elenco e vedi con chiarezza contro che
cosa devi lottare per avvicinarti a Dio. Poiché
«amare il mondo è odiare Dio» e «chi vuole
essere amico del mondo, si rende nemico di Dio»
(Gc 4,4). I vasti orizzonti non si aprono al
nostro sguardo se non quando lasciamo le
ristrette valli, con le occupazioni e i piaceri
loro propri. «Nessuno può servire a due
padroni» (Mt 6,24); è impossibile soggiornare
contemporaneamente nella valle e sulle vette.
Per salire con più facilità e liberarti più in
fretta possibile del tuo pesante bagaglio, poniti
spesso qualcuna delle seguenti domande: «Non è
per il mio personale piacere, piuttosto che per
quello degli altri, che io vado a questo concerto,
a questo cinema? È crocifiggere la mia carne
andare a questo divertimento? È vendere tutto
quello che possiedo fare questo viaggio di
piacere o acquistare questo libro? È mortificare
il mio corpo e ridurlo in schiavitù (i Cor 9,27)
sdraiarmi per leggere? Questo elenco di
interrogativi può essere modificato o allungato
in funzione alle tue abitudini e del loro
rapporto con lo stile di vita che il Vangelo
prescrive. E ricordati che «chi è fedele nel
poco, è fedele anche nel molto» (Lc i6,io). Non
temere la fatica; proprio essa ti aiuterà ad
uscire da questa valle angusta in cui vivi
secondo le tue carnali bramosie, seguendo le
voglie della carne e i desideri cattivi (cf. Ef 2,3).
Devi porti continuamente questi interrogativi. Ma
solo a te stesso. Mai, in nessun caso, nemmeno
col pensiero, devi poni a riguardo degli altri.
Nellistante stesso in cui ti sarai posto
una domanda di questo genere a riguardo di un
altro, ti sarai eretto a giudice, e quindi verrai
tu stesso giudicato. Ti sarai da te medesimo
spogliato di quello che avevi guadagnato con i
tuoi sforzi. Avevi fatto un passo avanti, ma
così ne fai dieci indietro. Allora, sì, avresti
ragione di piangere sulla tua testardaggine,
sullo smacco del tuo progresso e sul tuo orgoglio.
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