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Iniziazione alla vita spirituale

Bisogna vigilare sui ritorni offensivi del nemico


Le tue prime vittorie su te stesso devono avere per te valore di segno: ora sei sulla buona strada. Ma non considerarti, per questo, virtuoso; soltanto ringrazia Dio, perché è Lui che te ne ha dato la forza; e non rallegrarti oltre misura, ma affrettati a continuare la strada. Se no, il demonio vinto raddrizzerebbe la testa e ti prenderebbe alle spalle. Ricordati del comando che gli Israeliti avevano ricevuto da Dio, perché ti serva di lezione: «Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel paese di Canaan, caccerete dinanzi a voi tutti gli abitanti del paese,.., quelli di loro che vi avrete lasciati saranno per voi come spine negli occhi e pungoli nei fianchi» (Num 33, 51.55).

L’importanza apparente di questa vittoria su te stesso, conta poco. Può trattarsi di sopprimere la tua sigaretta del mattino, o anche di una cosa così insignificante, di primo colpo, come di non voltare la testa o di reprimere uno scambio di sguardi. Non è quello che si vede esternamente che conta. Le piccole cose possono essere grandi e le grandi piccole.

Ma devi sempre aspettarti una nuova fase di combattimento. Devi sempre tenerti pronto. Non c’è tempo di riposo.

Inoltre, ancora una volta, sii silenzioso. Nessuno sappia quello che avviene in te. Tu lavori per l’Essere invisibile. Il tuo lavoro sia invisibile. I santi ci dicono che se noi gettiamo le briciole attorno a noi, saranno avidamente raccolte dagli uccelli mandati dal diavolo. Sta’ in guardia contro la vanagloria: può divorarti in un boccone il frutto di molte fatiche.

Per questo i Padri ci consigliano di agire con discernimento. Di due mali, scegli il minore. Se sei solo, scegli ciò che vi è di più umile; ma se qualcuno ti guarda, prendi una via di mezzo, per attirare l’attenzione il meno possibile. Rimani quanto più puoi nascosto e inosservato; sia questa la tua regola in ogni circostanza. Non parlare di te stesso; non raccontare come hai dormito, che cosa hai sognato, che cosa ti è successo; non dare il tuo parere se non ti è richiesto, non fare confidenze sulle tue preoccupazioni e i tuoi affanni. Simili soggetti di conversazione non possono che solleticarri a pensare troppo a te stesso. Non fare alcun cambiamento nella tua abitazione, nel tuo lavoro, né in altre simili cose. Ricordati che non c’è luogo, né ambiente, né alcuna circostanza esterna, che non sia atta al combattimento che hai intrapreso. La sola eccezione sarebbe un’occupazione che favorisse direttamente i tuoi vizi.

Non cercare le posizioni né i titoli in vista; più il tuo stato sarà umile e ti metterà al servizio degli altri, più sarai libero. Sii soddisfatto della tua condizione presente:
Non essere sollecito di far valere le tue conoscenze e il tuo saper fare. Trattieni le tue osservazioni; non dire: «No, non così, non cosà... Fate così, fate colà». Non contraddire nessuno, non entrare in discussione con nessuno, lascia sempre gli altri ad aver ragione. Non preferire mai la tua volontà a quella altrui. Questo ti insegnerà l’arte difficile della sottomissione e, nello stesso tempo, dell’umiltà. Che è indispensabile.

Accogli le osservazioni senza recriminazione. Sii riconoscente quando sei disprezzato, dimenticato, ignorato. Però non crearti occasioni di umiliazione: esse ti saranno fornite lungo tutta la giornata, finché ne avrai bisogno. Si vedono talvolta delle persone che hanno sempre la testa china e fanno confusione per mettersi all’ultimo posto. Forse ti verrà da dire: «Come è umile!». Ma il vero umile ha l’arte di non farlo notare. Il mondo non lo conosce (i Gv 3,1). Per il mondo, è spesso «uno zero».

Quando Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, lasciarono le loro reti e seguirono Gesù, che avranno pensato i loro compagni di lavoro rimasti sulla riva del lago? Per essi, quei discepoli non esistevano più, erano partiti. Non esitare, non temere di scomparire anche tu, lontano da «questa generazione adultera e peccatrice». Che cosa desideri guadagnare, il mondo o l’anima tua? (cf. 1VIc 8,34- 38). Guai a voi «quando tutti gli uomini diranno bene di voi» (Lc 6,26)!





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