

Crocefisso di
San Damiano in Argento

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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Bisogna vigilare sui
ritorni offensivi del nemico
Le tue prime vittorie su te stesso devono avere
per te valore di segno: ora sei sulla buona
strada. Ma non considerarti, per questo, virtuoso;
soltanto ringrazia Dio, perché è Lui che te ne
ha dato la forza; e non rallegrarti oltre misura,
ma affrettati a continuare la strada. Se no, il
demonio vinto raddrizzerebbe la testa e ti
prenderebbe alle spalle. Ricordati del comando
che gli Israeliti avevano ricevuto da Dio,
perché ti serva di lezione: «Quando avrete
passato il Giordano e sarete entrati nel paese di
Canaan, caccerete dinanzi a voi tutti gli
abitanti del paese,.., quelli di loro che vi
avrete lasciati saranno per voi come spine negli
occhi e pungoli nei fianchi» (Num 33, 51.55).
Limportanza apparente di questa vittoria su
te stesso, conta poco. Può trattarsi di
sopprimere la tua sigaretta del mattino, o anche
di una cosa così insignificante, di primo colpo,
come di non voltare la testa o di reprimere uno
scambio di sguardi. Non è quello che si vede
esternamente che conta. Le piccole cose possono
essere grandi e le grandi piccole.
Ma devi sempre aspettarti una nuova fase di
combattimento. Devi sempre tenerti pronto. Non
cè tempo di riposo.
Inoltre, ancora una volta, sii silenzioso.
Nessuno sappia quello che avviene in te. Tu
lavori per lEssere invisibile. Il tuo
lavoro sia invisibile. I santi ci dicono che se
noi gettiamo le briciole attorno a noi, saranno
avidamente raccolte dagli uccelli mandati dal
diavolo. Sta in guardia contro la
vanagloria: può divorarti in un boccone il
frutto di molte fatiche.
Per questo i Padri ci consigliano di agire con
discernimento. Di due mali, scegli il minore. Se
sei solo, scegli ciò che vi è di più umile; ma
se qualcuno ti guarda, prendi una via di mezzo,
per attirare lattenzione il meno possibile.
Rimani quanto più puoi nascosto e inosservato;
sia questa la tua regola in ogni circostanza. Non
parlare di te stesso; non raccontare come hai
dormito, che cosa hai sognato, che cosa ti è
successo; non dare il tuo parere se non ti è
richiesto, non fare confidenze sulle tue
preoccupazioni e i tuoi affanni. Simili soggetti
di conversazione non possono che solleticarri a
pensare troppo a te stesso. Non fare alcun
cambiamento nella tua abitazione, nel tuo lavoro,
né in altre simili cose. Ricordati che non
cè luogo, né ambiente, né alcuna
circostanza esterna, che non sia atta al
combattimento che hai intrapreso. La sola
eccezione sarebbe unoccupazione che
favorisse direttamente i tuoi vizi.
Non cercare le posizioni né i titoli in vista;
più il tuo stato sarà umile e ti metterà al
servizio degli altri, più sarai libero. Sii
soddisfatto della tua condizione presente:
Non essere sollecito di far valere le tue
conoscenze e il tuo saper fare. Trattieni le tue
osservazioni; non dire: «No, non così, non
cosà... Fate così, fate colà». Non
contraddire nessuno, non entrare in discussione
con nessuno, lascia sempre gli altri ad aver
ragione. Non preferire mai la tua volontà a
quella altrui. Questo ti insegnerà larte
difficile della sottomissione e, nello stesso
tempo, dellumiltà. Che è indispensabile.
Accogli le osservazioni senza recriminazione. Sii
riconoscente quando sei disprezzato, dimenticato,
ignorato. Però non crearti occasioni di
umiliazione: esse ti saranno fornite lungo tutta
la giornata, finché ne avrai bisogno. Si vedono
talvolta delle persone che hanno sempre la testa
china e fanno confusione per mettersi
allultimo posto. Forse ti verrà da dire:
«Come è umile!». Ma il vero umile ha
larte di non farlo notare. Il mondo non lo
conosce (i Gv 3,1). Per il mondo, è spesso «uno
zero».
Quando Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni,
lasciarono le loro reti e seguirono Gesù, che
avranno pensato i loro compagni di lavoro rimasti
sulla riva del lago? Per essi, quei discepoli non
esistevano più, erano partiti. Non esitare, non
temere di scomparire anche tu, lontano da
«questa generazione adultera e peccatrice». Che
cosa desideri guadagnare, il mondo o lanima
tua? (cf. 1VIc 8,34- 38). Guai a voi «quando
tutti gli uomini diranno bene di voi» (Lc 6,26)!
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