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Il giardino del
cuore
La nuova vita che hai iniziato è stata spesso paragonata
a quella dellortolano. Il terreno che egli coltiva
è un dono di Dio, come pure le sementi, il calore del
sole, la pioggia e la forza che fa crescere i legumi. Ma
il lavoro è stato affidato a lui.
Se lortolano vuoi avere un raccolto abbondante,
deve lavorare dalla mattina per tempo alla sera tardi;
sarchiare, zappettare, innaffiare, potare, perché le sue
coltivazioni sono minacciate da molti pericoli che
compromettono il raccolto. Egli deve lavorare senza posa,
sempre allerta, sempre vigilante, sempre pronto a
intervenire. E nonostante tutto questo, in fin dei conti,
il raccolto dipende interamente dal tempo e dagli
elementi, cioè da Dio. Lorto che noi abbiamo
incominciato a coltivare e sul quale dobbiamo vigilare,
è il nostro cuore: il raccolto è la vita eterna.
Eterna, perché non misurata dal tempo e dallo spazio,
non legata alle circostanze esteriori. È la vera vita,
una vita di libertà, di amore, di misericordia e di luce.
È senza alcun limite, ed è per questo che è eterna.
Una vita spirituale, condotta in una sfera spirituale.
Una nuova dimensione dellesistenza. Inizia quaggiù
e non ha più fine. Nessuna autorità terrena ha potere
su di essa. La si scopre nel fondo del cuore.
«Perseguita te stesso, disse s. Isacco il Siro, e il tuo
nemico sarà messo in fuga al solo tuo avvicinarti.
Fa la pace con te medesimo, e il cielo e la terra
faranno la pace con te. Datti da fare per entrare nella
tua cella interiore, e vedrai la dimora celeste, che è
una sola e medesima cosa: penetrando nelluna,
contemplerai anche laltra. La scala del Regno è in
te, nascosta nel tuo cuore. Liberati dal peso dei tuoi
peccati, e scoprirai in te il sentiero che ti renderà
possibile la salita».
La dimora celeste, di cui parla il santo, è un altro
nome della vita eterna. È pure chiamata Regno dei cieli,
Regno di Dio, o semplicemente: il Cristo. Vivere nel
Cristo, è vivere nella vita eterna.
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