

Foderina per la
Liturgia
delle Ore in 4
volumi
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Insufficienza delle
forze umane
I santi Padri ci dicono tutti, ad una voce: «La
prima cosa che devi metterti in mente, in modo
assoluto, è di non appoggiarti mai su te stesso.
Il combattimento che devi affrontare è
straordinariamente arduo, e le tue sole forze
umane sono assolutamente insufficienti per
condurlo. Se ti fidi di te stesso, sarai
immediatamente buttato a terra, e perderai ogni
voglia di continuare la lotta. Solo Dio può
darti la vittoria che desideri».
Risolversi così a non riporre alcuna fiducia in
se stessi, è per molti un serio ostacolo, che
impedisce loro di incominciare una volta per
tutte. Bisogna venirne a capo, sotto pena di
dover abbandonare ogni speranza di andare oltre.
Come potrebbe infatti un uomo ricevere consigli,
formazione e soccorsi, se crede di sapere tutto,
di poter tutto, e di non aver alcun bisogno di
suggerimenti? Attraverso un simile muro di
sufficienza non può passare il più piccolo
raggio di luce. «Guai a coloro che si credono
sapienti e si reputano intelligenti» (Is 5,21); e s. Paolo ci dà questo
avvertimento: «Non fatevi unidea troppo
alta di voi stessi» (Rom 12,16).
Il Regno dei cieli è rivelato ai piccoli, ma
rimane nascosto ai sapienti e agli intelligenti (cf.
Mt 11,25).
Dobbiamo dunque spogliarci di questa fiducia
esagerata che abbiamo in noi stessi. Essa è
spesso così radicata in noi, che nemmeno più ci
accorgiamo dellimpero che esercita sul
nostro cuore. È precisamente il nostro egoismo,
la nostra preoccupazione di noi stessi, il nostro
amor proprio, la causa di tutte le nostre
difficoltà, della nostra mancanza di libertà
interiore nella prova, delle nostre contrarietà,
dei nostri tormenti di anima e di corpo.
Getta uno sguardo su te stesso, e vedrai fino a
qual punto sei invischiato dal desiderio di far
piacere al tuo «io», e soltanto a lui. La tua
libertà è incatenata dagli stretti nodi
dellamore dite medesimo, e tu sei così
sballottato dal caso, da mattina a sera, come un
cadavere incosciente. «Ora, ho voglia di bere»,
«ora, ho voglia di uscire», «ora, ho voglia di
guardare il giornale»... Di momento in momento,
i tuoi desideri ti tengono per le redini, e se un
qualche ostacolo ti attraversa, immediatamente
prendi fuoco, vinto dalla contrarietà,
dallimpazienza e dalla collera.
Se scruti bene il fondo della tua coscienza, vi
scoprirai le medesime cose. Il sentimento di
dispiacere che provi quando qualcuno ti
contraddice, ti permette di constatarlo
facilmente. Noi viviamo così come degli schiavi.
Ma «dove cè lo Spirito del Signore,
cè libertà» (2 Cor 3,17). Che ci ricavi a gravitare
ininterrottamente attorno al tuo io? Il Signore
non ci ha comandato di amare il prossimo come noi
stessi, e di amare Dio al di sopra di tutto? Ma
lo facciamo? Non siamo, al contrario, sempre
occupati a pensare al nostro benessere?
Sii dunque convinto che niente di buono può
venire da te stesso. E se capita che sorga in te
qualche pensiero disinteressato, sii certo che
non viene da te, ma è deposto in te dalla
Sorgente della Bontà: è un dono di Colui che
dà la vita. Così pure il potere di far passare
allatto questo buon pensiero, non viene da
te, ma ti è concesso dalla Santa Trinità.
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