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Insufficienza delle
forze umane
I santi Padri ci dicono tutti, ad una voce: «La prima
cosa che devi metterti in mente, in modo assoluto, è di
non appoggiarti mai su te stesso. Il combattimento che
devi affrontare è straordinariamente arduo, e le tue
sole forze umane sono assolutamente insufficienti per
condurlo. Se ti fidi di te stesso, sarai immediatamente
buttato a terra, e perderai ogni voglia di continuare la
lotta. Solo Dio può darti la vittoria che desideri».
Risolversi così a non riporre alcuna fiducia in se
stessi, è per molti un serio ostacolo, che impedisce
loro di incominciare una volta per tutte. Bisogna venirne
a capo, sotto pena di dover abbandonare ogni speranza di
andare oltre. Come potrebbe infatti un uomo ricevere
consigli, formazione e soccorsi, se crede di sapere tutto,
di poter tutto, e di non aver alcun bisogno di
suggerimenti? Attraverso un simile muro di sufficienza
non può passare il più piccolo raggio di luce. «Guai a
coloro che si credono sapienti e si reputano
intelligenti» (Is 5,21); e s.
Paolo ci dà questo avvertimento: «Non fatevi
unidea troppo alta di voi stessi» (Rom 12,16).
Il Regno dei cieli è rivelato ai piccoli, ma rimane
nascosto ai sapienti e agli intelligenti (cf. Mt 11,25).
Dobbiamo dunque spogliarci di questa fiducia esagerata
che abbiamo in noi stessi. Essa è spesso così radicata
in noi, che nemmeno più ci accorgiamo dellimpero
che esercita sul nostro cuore. È precisamente il nostro
egoismo, la nostra preoccupazione di noi stessi, il
nostro amor proprio, la causa di tutte le nostre
difficoltà, della nostra mancanza di libertà interiore
nella prova, delle nostre contrarietà, dei nostri
tormenti di anima e di corpo.
Getta uno sguardo su te stesso, e vedrai fino a qual
punto sei invischiato dal desiderio di far piacere al tuo
«io», e soltanto a lui. La tua libertà è incatenata
dagli stretti nodi dellamore dite medesimo, e tu
sei così sballottato dal caso, da mattina a sera, come
un cadavere incosciente. «Ora, ho voglia di bere»,
«ora, ho voglia di uscire», «ora, ho voglia di
guardare il giornale»... Di momento in momento, i tuoi
desideri ti tengono per le redini, e se un qualche
ostacolo ti attraversa, immediatamente prendi fuoco,
vinto dalla contrarietà, dallimpazienza e dalla
collera.
Se scruti bene il fondo della tua coscienza, vi scoprirai
le medesime cose. Il sentimento di dispiacere che provi
quando qualcuno ti contraddice, ti permette di
constatarlo facilmente. Noi viviamo così come degli
schiavi. Ma «dove cè lo Spirito del Signore,
cè libertà» (2 Cor 3,17).
Che ci ricavi a gravitare ininterrottamente attorno al
tuo io? Il Signore non ci ha comandato di amare il
prossimo come noi stessi, e di amare Dio al di sopra di
tutto? Ma lo facciamo? Non siamo, al contrario, sempre
occupati a pensare al nostro benessere?
Sii dunque convinto che niente di buono può venire da te
stesso. E se capita che sorga in te qualche pensiero
disinteressato, sii certo che non viene da te, ma è
deposto in te dalla Sorgente della Bontà: è un dono di
Colui che dà la vita. Così pure il potere di far
passare allatto questo buon pensiero, non viene da
te, ma ti è concesso dalla Santa Trinità.
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