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MESSAGGIO DELLA
MADONNA DI MEDJUGORJE DEL
2 Maggio 2012
Cari
figli, con amore materno
io vi prego: datemi le
vostre mani, permettete
che io vi guidi. Io, come
Madre, desidero salvarvi
dallinquietudine,
dalla disperazione e
dallesilio eterno.
Mio Figlio, con la sua
morte in croce, ha
mostrato quanto vi ama,
ha sacrificato se stesso
per voi e per i vostri
peccati. Non rifiutate il
suo sacrificio e non
rinnovate le sue
sofferenze con i vostri
peccati. Non chiudete a
voi stessi la porta del
Paradiso. Figli miei, non
perdete tempo. Niente è
più importante
dellunità in mio
Figlio. Io vi aiuterò,
perché il Padre Celeste
mi manda affinché
insieme possiamo mostrare
la via della grazia e
della salvezza a tutti
coloro che non Lo
conoscono. Non siate duri
di cuore. Confidate in me
ed adorate mio Figlio.
Figli miei, non potete
andare avanti senza
pastori. Che ogni giorno
siano nelle vostre
preghiere. Vi ringrazio.
Dato
a Mirjana Dragicevic, il
2 Maggio 2012 |
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Crocefisso di
San Damiano in Argento
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FEDE
E VITA Medjugorje, un mistero lungo 30 anni
La scena è unica al mondo e non può non
toccarti il cuore. Non si tratta di apparizioni
ma di qualcosa che tutti possono vedere coi loro
occhi: lunghe file di persone in attesa davanti a
tante nicchie di un vasto cortile su ognuna delle
quali è indicata la lingua in cui è possibile
confessarsi, unordinata Babele dove
compaiono perfino il coreano e il giapponese.
Questo sperduto villaggio dellErzegovina
che si raggiunge dopo aver percorso ripidi e
stretti tornanti (il nome Medjugorje significa
«tra i colli») è diventato il più grande
confessionale del mondo a cielo aperto. È uno
spettacolo che va in onda tutti i giorni, più o
meno da quando, trentanni fa, sei ragazzi
affermarono daver visto e parlato con la
Madonna sulla collina del Podbrdo, oggi chiamata
«la collina delle apparizioni». Cè un
fiume ininterrotto di pellegrini che arrivano qui
da ogni angolo del pianeta, si fermano nella
chiesa di San Giacomo, un grande edificio con due
campanili sulla facciata giallognola, pregano, si
confessano e poi sinerpicano su un terreno
brullo e pietroso fino al luogo dove oggi sorge
una bianca statua della «Gospa», la Signora in
croato.
Era il 24 giugno del 1981 quando su quel sentiero
«apparve una figura femminile luminosa» che il
giorno dopo si sarebbe presentata come la Vergine
Maria. Ma la visione più sconvolgente sarebbe
avvenuta allindomani, il 26 giugno, con la
Madonna che invoca la pace e lancia un accorato
appello alla riconciliazione. Esattamente dieci
anni più tardi, il 26 giugno 1991, la Jugoslavia
si spacca con il suo sanguinoso strascico di
guerre e di atrocità efferate. Il messaggio di
Medjugorje acquista una sua tragica attualità.
Le visioni e i messaggi della Madonna sarebbero
proseguiti negli anni ad appuntamenti fissi e
continuano ancora oggi, sostengono i veggenti. Un
fenomeno su cui la Chiesa non si è ancora
pronunciata ufficialmente ma che è ormai
notissimo in tutto il mondo ed alimenta un flusso
di fedeli in continua crescita.
Quando venni qui la prima volta, a metà degli
anni Ottanta, cerano soltanto povere case
di contadini e le apparizioni erano un argomento
tabù. Il regime comunista vedeva con fastidio e
preoccupazione larrivo dei pellegrini ed i
presunti veggenti erano inavvicinabili. Mi
ricordo che durante la Messa se ne stavano
nascosti in sacrestia, praticamente invisibili.
Spesso dovevano subire gli interrogatori della
polizia. I padri francescani di Medjugorje
venivano minacciati e perseguitati.
Proprio in questi giorni sono usciti i documenti
dei servizi segreti jugoslavi, pubblicati dal
giornale di Zagabria «Vecernij List», che
mostrano gli intrighi e le manipolazioni messi in
atto dal partito comunista, approfittando delle
antiche rivalità tra il vescovo della diocesi di
Mostar ed i francescani di Medjugorje. Contro
lautenticità delle apparizioni si era
dichiarato, in modo molto duro, lallora
vescovo di Mostar, monsignor Zanic, il cui
giudizio è condiviso anche dal suo successore
attuale, monsignor Peric. Altri prelati la
pensano in modo opposto.
Di fatto oggi Medjugorje, benché non possa
essere definito ufficialmente un santuario
«mariano», è uno dei luoghi-simbolo della
venerazione alla Madonna come Lourdes e Fatima.
Sono migliaia i casi di guarigioni inspiegabili e
di conversioni repentine. E le folle che giungono
qui sono davvero impressionanti. Si parla di 30
milioni di pellegrini in questi trentanni.
«Ma è difficile calcolare il numero preciso
spiega padre Milenko Steko, responsabile
della comunicazione e vice provinciale dei
francescani dellErzegovina . Abbiamo
i dati a partire dal 1985: 27 milioni di ostie e
600 mila Messe».
Nei prossimi giorni, per il trentesimo
anniversario delle apparizioni, non è prevista
alcuna celebrazione speciale ma è in corso una
novena segnata dal ritmo quotidiano della recita
del Rosario sulla collina del Podbrdo, della
Messa sulla spianata della chiesa di San Giacomo
alle 19, e delladorazione eucaristica alle
22 che proseguirà per tutta la notte tra
venerdì e sabato. Si prevede larrivo di
100 mila fedeli che hanno già iniziato a
riempire questo piccolo villaggio di quattromila
abitanti dove ogni giorno spuntano nuovi hotel e
negozi di souvenir. Ma il chiasso e la confusione
si fermano sulle soglie dellarea centrale,
attorno alla chiesa, dove campeggia la scritta
«Silentium» e domina un clima di grande
raccoglimento. Cè gente di ogni età e
nazionalità, gruppi organizzati e famigliole.
Cè chi dice daver assistito a dei
prodigi come il roteare del sole. Ma le voci più
commoventi sono quelle che raccontano la fede
ritrovata.
«È questo il miracolo più grande e si ripete
ogni giorno» mi dice Marija Pavlovic, una delle
presunte veggenti che afferma davere
apparizioni quotidiane della Madonna. «Ma ancora
non si è stancata?», chiedo con una battuta un
po scettica. Lei sorride, spiega che con la
Vergine non fa conversazioni da salotto bensì
invocazioni e preghiere. Non cè fanatismo
nelle parole di Marija, mi sembra una donna molto
serena che cerca di vivere con normalità quella
che ritiene una grazia speciale. È appena
tornata dal supermercato con le borse della spesa,
ha con sé tanti fiori. Il motivo? «Oggi da
Cracovia mi portano una reliquia del beato
Giovanni Paolo II», sussurra con aria furtiva,
come volesse farmi complice della sua felicità
contagiosa.
Luigi Geninazzi - TRATTO DA AVVENIRE IL 23 giugno 2011 |
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