

Crocefisso di
San Damiano in Argento

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MYRIAM
Lectio
(Es 15,20-21)
15, [20] Allora Maria, la profetessa, sorella di
Aronne, prese in mano un timpano: dietro a lei
uscirono le donne con i timpani, formando cori di
danze. [21] Maria fece loro cantare il ritornello:
"Cantate al Signore perché ha mirabilmente
trionfato: ha gettato in mare cavallo e cavaliere!".
Myriam sorella di Mosè e Aronne, è una delle
otto donne bibliche che portano il nome di Maria,
il cui nome significa signora o amata.
Ella compare in Es 2,4 quando Mosè alletà
di tre mesi, per salvarlo da un decreto del
Faraone, fu messo in una cesta e posto nel
canneto sulla riva del Nilo. Poi in un altro
scenario, nel contesto di un dissenso familiare
per la guida del popolo di Dio nel deserto.
In questi pochi versetti leggiamo la sua vita in
chiave vocazionale accanto ai suoi fratelli Mosè
e Aronne, al momento culminante
dellesperienza di liberazione
dallEgitto sotto la guida di Mosè, per
intervento divino.
Myriam entra in scena quando il popolo di Israele
sono arrivati dalla parte opposta del Mar Rosso,
asciutti.
DallAutore Sacro, Maria ci viene presentata
come profetessa. Il termine profeta
significa Colui che parla a nome di
Qualcuno, con le sue specifiche
caratteristiche di profeta: fermamente
convinto di aver ricevuto dallalto un
messaggio speciale, escatologico, che trascende
la loro diretta intuizione con lordine di
trasmetterlo ad altri.
Myriam anche se non è un vero profeta cioé,
designato a tale scopo, assume queste in qualche
modo queste caratteristiche in mezzo alla sua
gente, in mezzo a coloro con cui ha condiviso
sofferenze e oppressioni, si fa animatrice del
coro e delle danze intonandone un ritornello di
gioia che richiama lEsodo. Ella capisce che
«La vera profezia nasce da Dio,
dallamicizia con Lui, dallascolto
attento della sua Parola nelle diverse
circostanze della storia
» (Giovanni Paolo
II). È una donna che in qualche modo, come dirà
Mic 6,4, occupa un posto molto importante. Ella
è chiamata da Dio in mezzo alla sua gente
perché Lo riconosca, Lo serva e Lo testimoni in
mezzo alle genti.
Myriam fa tutto questo, come profetessa,
cioé con un carisma del tutto particolare
ricevuto dal Signore a beneficio del popolo. Lo
fa come animatrice di una comunità perché la
sua gente trovi attraverso lei quellintima
forza persuasiva, la sua armonia con il
Trascendente e formulare un nuovo programma di
vita. Questarmonia diventa un continuo
ripetere col salmista: «Tu sei il mio Dio e io
ti cerco. Sono assetato di te, ti desidero con
tutto me stesso: sono terra arida, secca,
senzacqua. Così ti ho cercato nel tuo
santuario per conoscere la tua forza e la tua
gloria» (Sal 63 [62]).
Questo ripetere in continuazione, per gli
Israeliti si è trasformato in spazio sacro a Dio,
dove ognuno è chiamato a costruire luomo
nella sua totalità perché egli esiste solo in
quanto essere in relazione: «Cantate al
Signore
» (v. 21), cioé una relazione
fatta con regola e misura in modo che tutto sia
unarmonia divina.
Il cantare di Myriam per la grandezza del Signore,
si è trasformato in un cammino verso Lui nelle
sue tre dimensioni:
a. dimensione interiore: verso linterno di
se stesso, perché è composto di un corpo, di un
cuore, di una mente nellunità di una sola
persona;
b. dimensione orizzontale: verso la natura e
tutto il creato, verso tutta lumanità;
c. dimensione verticale: è la relazione con la
Sorgente della vita che comunemente, come
credenti, chiamiamo Dio.
Il Salmista dirà: «Cantate al Signore un canto
nuovo» (Sal 149,1). Myriam è colei che invita a
celebrare Dio con atteggiamenti profondi
dellanima, di esprimerlo con atteggiamenti
interiori vibranti della propria vita, con gioia
ed esultanza sempre nuova.
Myriam è colei che apre lorizzonte
escatologico di Dio. «Cantavano un canto
nuovo: "Tu sei degno di prendere il libro e
di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato
e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini
di ogni tribù, lingua, popolo e nazione e li hai
costituiti per il nostro Dio un regno di
sacerdoti e regneranno sopra la terra"» (Ap
5,9-10).
È il cammino di ciascuno verso la Gerusalemme
celeste; e chi è chiamato come Myriam, deve
camminare, certo con strumenti
adeguati, in quelle tre dimensioni insite della
vita umana.
La nostra profetessa Myriam, forse ancora non
conosceva queste tre dimensioni, ma sono
dimensioni racchiuse anche nellarte
musicale.
Nella vita della beata Elisabetta della Trinità,
monaca carmelitana francese (1880-1906), si narra
che era una grande musicista e qualcuno
ascoltandola suonare il Canto del nocchiero di
Diemer disse: «
cera qualcosa che
emanava da lei, qualche cosa che veniva dalle
profondità del suo essere e che lei traduceva
nel suo modo di suonare, ed effondeva musica
umanamente, naturalmente, ma anche
soprannaturalmente. [
] Era qualcosa che non
veniva forse nemmeno da lei: come una grazia
soprannaturale che passava da lei a noi, [
]
anche a persone non cristiane dava
limpressione di un essere capace di
raggiungere ciò che sta al di là del contenuto
umano di ciascuno
» (M.D.POINSENET, Questa
presenza di Dio in te, Milano 1971, pp.253-254).
Quale insegnamento, quale messaggio possiamo
ricavare per la nostra vita quotidiana dalla
profetessa Myriam per metterci in cammino nelle
vie di Dio?
Myriam trasmette alla sua gente una grazia
soprannaturale che passava da lei al suo popolo,
perché ognuno potesse conoscere la
grandezza di Dio Salvatore che «Ha
rovesciato i potenti dai troni e innalzato gli
umili» (Lc 1,52).
Guardando questo nostro mondo che va avanti nella
sua postmodernità, penso che il nostro essere
non debba farsi incorporare dagli eventi, ma
essere penetranti, psicologicamente esatti,
teologicamente felici, essere continuamente
miracolati dalla Libertà di Dio che attraversa a
volte, senza limitarla, la libertà della
creatura, lasciandosi incarnare dentro e farla
agire per nostro mezzo.
Myriam è colei che fa da guida perché ognuno
trovi la sua melodia e trovandola, diventa quando
la esegue, sacramento di Dio: attrae
tutti totalmente a sé e totalmente rimanda ad
Altro e questo perché «La musica la più
immateriale e arcana espressione di arte, che
può avvicinare lanima fino ai confini
delle più alte esperienze spirituali, ha la sua
grande parola da dire anche davanti al mondo di
oggi
» (Paolo VI). Per questo «Gioisca
Israele nel suo Creatore, esultino nel loro re i
figli di Sion
Esultino i fedeli nella
gloria, sorgano lieti dai loro giacigli» (Sal
149,2.5).
Mettersi nelle vie di Dio comporta gioia,
esultanza e letizia perché sono autentici stati
danimo di vita vissuta. Il cantico di
Myriam richiama anche alla danza nel suo valore
originale di azione sacra, di levitazione
spirituale del corporeo, innalzato
allAltissimo in pienezza di lode.
Tutto questo è un cammino avendo negli occhi la
risurrezione di Gesù, che ci farà incontrare il
Mistero in una eterna danza: «Io ero come un
amôn ed ero la sua danza ogni giorno, danzando
davanti a lui in ogni istante, danzando sul globo
terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli
delluomo» (Pr 8,30-31). «La danza,
simbolo anche liturgico (2Sam 6,21; 1Cr 15,29;
Sal 118,27) di contemplazione estetica ed
estatica, diventa la celebrazione della bellezza
del Creatore» (G. RAVASI, Dio vide che era
bello
, Prato 1997, p. 16).
In questo cantare anche con il corpo vi è un
ascoltare il ritmo: chi ha vissuto l'esperienza
che il canto celebra non può non partecipare con
tutto se stesso, con il suo corpo, oltre che con
la sua voce.
Myriam imposta una sua coreografia, sopratutto
perché proviene dallesperienza sofferta e
lo esprime guidandoci attraverso il canto.
Il canto esprime unesperienza di vita
vissuta con Dio, una vita vissuta sotto
ununica espressione: amore.
Questespressione chiama dai vari punti
cardinali ogni uomo e donna a vivere il grande
dono di sé, ad essere profeti per loggi
contemporaneo.
In queste parole troviamo luomo capace di
Dio! Egli è immagine di Dio e torna a Dio
attraverso un cammino di donazione e consegna di
sé!
Non è una vocazione ristretta, anche se Dio
chiama alcuni a seguirlo in senso più stretto,
ma tutti chiamati a vivere in una nuova
dimensione di generosità e di amore, ognuno per
la sua strada in un eterno canto damore.
interrogarsi
1. Il cantare di Myriam per la grandezza del
Signore, si è trasformato in un cammino verso
Lui nelle sue tre dimensioni
e il tuo canto,
a che punto è?
2. Myriam guida attraverso la musica a immergerci
con passione nel cuore della nostra vita.
Cè un piccolo angolo ancora a te
sconosciuto, chiuso, che solo in questo istante
si apre?
3. Cosa significa per te cantare e danzare al
Signore?
4. Il Signore oggi ci chiama ad essere suoi
strumenti, animatori di comunità: sono pronto ad
aprire le danze per cantare davanti a
tutti la Bellezza e Grandezza di Dio?
preghiera
Signore Gesù, in Te la terra e il cielo si sono
incontrati. Tu sei lAlleanza in persona, il
Figlio eterno che ha fatto suo il tempo degli
uomini, e ha aperto a noi il tempo della Gloria.
Donaci di credere in Te e di seguirTi nella
verità delle opere e dei giorni del nostro
cammino per confessarTi con le labbra e col cuore
come il Signore della nostra vita, in una eterna
danza divina.
Fa che di Te sappiamo essere testimoni
credibili, con umiltà e dolcezza, con la forza
contagiosa ed irradiante di una nuova chiave
musicale: lAmore.
agire
Nel cammino della tua vita, medita e porta nel
tuo quotidiano queste parole: «Noi ti rendiamo
grazie, o Dio, ti rendiamo grazie: invocando il
tuo nome, raccontiamo le tue meraviglie» (Sal 74
[75], 2).
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