Home Page

I Quattro Peccati Che Gridano Vendetta Al Cospetto Di Dio









 

GIUSTA RICOMPENSA AGLI OPERAI

Il lavoro nella Bibbia

Se il lavoro è l’esercizio di un’arte, di un mestiere, possiamo dire che il primo lavoro al mondo è stato l’esercizio dell’amore, quando, sospinto dal suo grande amore, Dio creò il cielo e la terra. E Dio fece quanto aveva in mente di fare. E così avvenne e vide che era cosa bella. Dicendo una parola sola, tutto fu fatto e tutto dal nulla.

A prima vista sembrerebbe che Dio sia rimasto fuori e distaccato dal mondo che creò. Ma nel libro della Genesi notiamo altri interventi, come se Dio fosse sceso in terra a lavorare. Egli separò il cielo dalla terra, fece brillare il sole di giorno e la luna di notte.

E poi eccolo intervenire in tutti i particolari: la terra produca germogli, erbe e piante; le acque brulichino di esseri viventi; gli uccelli volino per l’aria e sulla terra vivano bestiame, rettili e bestie selvatiche.
E poi quando si trattò di creare l’uomo, l’azione di Dio è stata come quella di un padre e di una madre che vogliono dare tutto, anche se stessi ai loro figli. Egli disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci, sugli uccelli e su tutto il bestiame”. E aggiunse: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela”.

E ora notiamo l’insistenza dello scrittore sacro. Egli non si accontenta del “facciamo”, ma descrive Dio che con le sue stesse mani, al pari di un grande artista, modella e “plasma l’uomo con polvere del suolo e soffia nelle sue narici un alito di vita”. Questa scena graziosa la troviamo in una formella del portale di Nôtre Dame di Parigi. Nella sua bontà Dio non volle che Adamo fosse solo e da una sua costola “plasmò” anche Eva perché fossero una carne sola. Per sei giorni Dio lavorò alla creazione e nel settimo si riposò.
Dio creò l’uomo per amore e volle essere ripagato solo con amore. Ma un brutto giorno il suo capolavoro amò se stesso e volle essere un “qualcuno”, per competere con il suo creatore... e si trovò nudo. Allora Dio annunciò al Serpente Antico la venuta e la vittoria del Salvatore, e all’uomo disse: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Gn 1-3).

Preghiamo con il Salmo 128

Rit.: Beato l’uomo che teme il Signore.

Se sei uomo temi il Signore e cammina nelle sue vie. Vivrai del lavoro delle tue mani, sarai felice e godrai d’ogni bene. Rit.

La tua sposa come vite feconda nell’intimità della tua casa; i tuoi figli come virgulti d’ulivo intorno alla tua mensa. Rit.

Così sarà benedetto l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion! Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme per tutti i giorni della tua vita. Rit.

Il lavoro

Il lavoro è l’azione e l’effetto del lavorare. È l’esercizio di un’arte, di un mestiere. Uno vive del lavoro delle sue braccia, della sua mente. Tutte le famiglie cercano pane e lavoro. Una buona occupazione e la giusta mercede realizza l’animo umano e fa crescere la compagine familiare.

Lavorare vuol dire fare, impiegare le proprie forze, usare il proprio ingegno, vuol dire produrre, commerciare. Sarà un’arte, una professione. Senza dimenticare il significato della parola latina “laborare” che vuol dire “faticare”, proprio come dice la Bibbia: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane”.

Fatto a immagine di Dio, l’uomo considera il lavoro come un punto fondamentale della sua vita. Dio stesso infatti gli ha dato questa consegna: “Soggiogate la terra”.

Soggiogate la terra: un comando dalla portata quasi infinita: i primi strumenti di lavoro, la ruota, la scrittura, una scoperta dopo l’altra, fino al viaggio sulla Luna e oltre. Ogni traguardo diventa un punto di partenza. Il lavoro, in tutte le sue svariate dimensioni, ha soprattutto lo scopo di produrre beni materiali e culturali per la crescita umana, nella libertà e nella pace, perché ogni persona possa vivere e realizzarsi pienamente.

Il giusto salario

“Se uno ha ricchezze in questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità, gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?” (1 Gv 3).
Ogni creatura umana dal suo concepimento fino alla morte naturale ha il diritto sacrosanto a vivere e vivere dignitosamente. Con il sudore della tua fronte mangerai il tuo pane che ti mantiene in vita. Dunque per vivere è necessario lavorare: lavoro del braccio e lavoro della mente, con forte volontà e intelligenza.

Il lavoro del braccio e della mente può essere esercitato in proprio oppure sotto un datore di lavoro. Oggi, nell’era della globalizzazione la più alta percentuale di lavoro avviene sotto padrone. In questo caso l’operaio ha diritto a una retribuzione che rispecchi la giustizia di un dignitoso mantenimento della sua famiglia. Parliamo dunque dei doveri che ogni datore di lavoro ha verso gli operai e gli impiegati. Vanno stipulati i contratti che si devono rinnovare a ogni loro scadenza, perché l’inflazione è sempre in agguato.

Ogni contratto deve rispettare la giustizia che riguarda prima di tutto il dare a ogni dipendente il giusto compenso secondo il caro vita. La giustizia chiede inoltre di non pesare sull’operaio, di non opprimerlo per l’utile proprio. Bisogna avere un’attenzione particolare ai più bisognosi, ai meno dotati, agli sfortunati: siamo tutti egualmente figli di uno stesso Padre, sebbene di lingue e religioni diverse e tutti dobbiamo vivere. Non bisogna guadagnare sulla pelle degli altri.

Defraudare la dovuta mercede agli operai è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio (cf Gc 5,4). Sappiamo bene che Dio si è sempre impegnato a difendere i deboli e gli oppressi. La società e lo Stato devono assicurare all’operaio un livello salariale adeguato al mantenimento sia del lavoratore che della sua famiglia.

E sorvegliare per stroncare ogni sfruttamento, in questo e in altri casi particolari sarà sempre decisivo l’intervento dei sindacati addetti al controllo dei contratti, della sicurezza e del trattamento.
Fa parte della giusta ricompensa all’operaio e all’impiegato, il comportamento dei padroni e dei dirigenti verso i loro subalterni. Essi non devono ridurre i loro collaboratori a puri esecutori materiali, perché non sono macchine, ma persone intelligenti, con sicura esperienza, capacità, competenza e vanno ascoltati per il bene dell’azienda stessa.

Preghiera

Rit.: Ascoltaci o Signore.

O Spirito Santo, fa’ che i rapporti tra imprenditori e operai, tra dirigenti e impiegati siano improntati a reciproca fiducia, stima, comprensione e di leale e attiva collaborazione per la prosperità delle imprese e per il bene dei lavoratori. Rit.

Spirito Santo, ogni impresa di lavoro è fonte di benessere per tutti, pertanto è importante che anche l’impegno da una parte e dall’altra sia considerato come un adempimento sincero del proprio dovere di creature umane, si tratta infatti di un vero servizio che Dio ha consegnato a tutti i viventi. Rit.

O Spirito di misericordia a tutti sia concesso di raggiungere una buona formazione per un migliore rendimento dell’azienda sia per chi dirige sia per chi lavora, in modo che anche ai lavoratori sia concesso di far sentire la loro voce e dare il loro più sicuro e redditizio contributo per il buon funzionamento dell’impresa. Rit.

D. Timoteo Munari sdb


Il Vangelo
di ogni giorno con un Commento
 







Home Page

Torna Indietro - Pagina Indice


Home Page


Turibolo Navicella e Porta Turibolo Artigianato Italiano




Foderina Per la Bibbia di Gerusalemme in Vera Pelle disponibile in 4 colori




Vestine e Candele Rito Battesimo




Patene Dorate e Incise Prodotto finemente lavorato da artigiani italiani




Home Page