La Sacra Bibbia rilegata con copertina in Pelle e lastra in Argento. La Sacra Bibbia e Vangelo Rilegati con Copertina in Pelle Marrone e/o Bianca con una Lastrina in Argento a scelta tra varie icone. Produzione Artigianale Nazionale.
Idea Regalo per ricorrenze varie
Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Greche Originali Serigrafia su Foglia Oro Icone Originali Greche
Copie fedeli e austeri stile bizantino (Scuola Cretese – Teofanis) realizzate da padre Pefkis, agiografo diplomato dell’Accademia Ecclesiastica del Monte Santo (località Athos) con colori autentici e tradizionali con foglio dorato, su tela e legno invecchiato

-Il Santo del Calendario:



I Quattro Peccati Che Gridano Vendetta
Al Cospetto Di Dio


OPPRESSIONE DEI POVERI

Chi sono i poveri?

Nella seconda parte della preghiera che il Signore ci ha insegnato, noi diciamo: Padre nostro, dacci oggi il nostro pane quotidiano. Gesù ci mette nel cuore e sulle labbra la richiesta più umana di tutte, quella degli affamati: Abbiamo fame, chiediamo un boccone di pane. È il grido dei bambini: Mamma, ho fame.

In questa supplica al Padre, il Signore mette l’accento su ciò che è essenziale alla vita dell’uomo sulla terra: il pane, che comprende anche il companatico e l’acqua, il vestito e le medicine, il lavoro e la casa, senza dimenticare l’istruzione e la sicurezza. Queste sono le cose necessarie per vivere e coloro che, in parte o tutte, non le hanno, sono poveri.

Dunque noi ci rivolgiamo a Dio come figli. Diciamo infatti: Padre nostro. E osiamo dirgli con molta confidenza: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, quel pane che ci è dovuto da un Padre buono come sei tu.

Questa richiesta rivolta a Dio, viene ribaltata, in ogni famiglia, sul padre e sulla madre. A loro infatti i figli chiedono il cibo quotidiano. Il dramma scoppia quando essi non hanno nulla da dare ai loro figli. Ricordo: eravamo bambini e più di una volta in casa nostra, a mezzogiorno, il fuoco era spento e la tavola spoglia e noi ci guardavamo in faccia, silenziosi. Ma a sera abbiamo sempre trovato, appesa al portone, una sporta con il necessario per quel giorno.

Dio bussa con insistenza al cuore di chi ha in abbondanza, perché doni il superfluo a chi non ha. Siamo tutti responsabili, gli uni gli altri, infatti preghiamo così: dacci il nostro pane.

Allarghiamo l’orizzonte: coloro che hanno fame si rivolgono ai responsabili della cosa pubblica. A loro la richiesta pressante di pane e di lavoro e anche della casa, perché gli affitti sono troppo cari. Questa non è prepotenza ma giustizia e quanti non fanno di tutto per alleviare la condizione dei poveri, meritano il nome di oppressori della gente.

Oggi un grosso rischio colpisce la nostra terra: all’interno di molte nazioni si stanno evidenziando regioni ricche, molto industrializzate e quelle povere. La stessa cosa avviene a raggio mondiale: nazioni ricche e ben sviluppate e nazioni sottosviluppate, quasi o del tutto ridotte alla fame.

Il grido dei poveri sale al cielo e le loro rivendicazioni toccano la coscienza dei ricchi, dei responsabili delle grandi concentrazioni del potere economico, senza mancare di scuotere i capi delle nazioni industrializzate. Bisogna fare giustizia, perché avvenimenti irreparabili non avvolgano la nostra terra.
Noi invochiamo Dio: “Padre nostro”, e non “Padre mio”, così chiediamo il “pane nostro” e non il “pane mio”.

Dio non ci ha creati come tante isole, ma ci ha legati insieme, l’uno all’altro. Così non posso pensare solo a me stesso, egoisticamente, dicendo: “oggi ho mangiato e tutto va bene, gli altri s’arrangino”. Chi ha pane in abbondanza deve in coscienza pensare concretamente alla condivisione.

San Giovanni Crisostomo dice che ogni boccone di pane è in qualche modo un boccone di quel pane che appartiene a tutti.

Che cosa dice la Bibbia

Opprimere i poveri è un peccato gravissimo di fronte a Dio. Un peccato che grida vendetta, come si esprime il Catechismo di Pio X: Un peccato che è un abominio al cospetto del Creatore, il quale offre i prodotti della terra a tutti gli uomini.

La difesa dei poveri e la condanna di ogni oppressione stanno sommamente a cuore al Dio d’Israele. Lo dimostra la visione del Roveto ardente. Mosè si prostrò a terra e udì una voce che diceva: “Ho udito il lamento degli Israeliti asserviti dagli Egiziani e mi sono ricordato della mia alleanza. Per questo di’ agli Israeliti: Io sono il Signore! Vi sottrarrò ai gravami degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi libererò con braccio teso e con grandi castighi” (Es 6,5-6).

Il Profeta Isaia (6,17) usa parole chiare e forti in favore dei poveri: “Imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”.
Dice ancora Isaia che l’oppressione del forestiero, della vedova e dell’orfano provoca l’ira di Dio e attira la sua punizione (cf Is 1,10-17).

Credenti e non credenti, tutti i responsabili della cosa pubblica devono prendersi cura, prima di tutto e in modo pratico e serio, dei poveri, dei senza lavoro, dei senza tetto, degli anziani e dei bambini, dei malati, delle famiglie che non sanno come arrivare alla fine del mese: si tratta sempre di oppressione dei poveri: un grido che dalla terra sale verso Dio.

Preghiamo con il Salmo 71

Rit.: Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.


Dio, da’ al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;
regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine. Rit.

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.
E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra. Rit.

Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,
avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri. Rit.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole persista il suo nome.
In lui saranno benedette
tutte le stirpi della terra
e tutti i popoli lo diranno beato. Rit.

Il pensiero dei Padri della Chiesa

Non possiamo dunque negare che la povertà sia un male, un grande male e anche una grande ingiustizia: in questo mondo ci sono ancora famiglie senza tetto, senza lavoro o con un lavoro da fame, senza medicine, con i bimbi laceri e sporchi e nudi, in balia di se stessi. In favore di tutti i bisognosi possiamo riascoltare le parole che San Basilio (320-379) rivolgeva ai ricchi del suo tempo:

Il pane che a voi sopravanza
è il pane dell’affamato;
la tunica appesa al vostro armadio
è la tunica di colui che è nudo;
le scarpe che voi non portate
sono scarpe di chi è scalzo;
il denaro che tenete nascosto
è il denaro del povero;
le opere di carità che voi non compite
sono altrettante ingiustizie che voi commettete.
Queste parole sono il commento pratico delle parole del profeta Amos (8,4-7), il quale precisa che l’attaccamento al denaro e ai beni terreni inaridisce il cuore, lo chiude davanti alle sofferenze degli altri e provoca delle ingiustizie a danno dei più poveri.

Preghiamo

O Padre nostro, guarda benigno i papà e le mamme che non sanno come sfamare i loro figli e sono in arretrato nel pagamento dell’affitto e senza lavoro. Aiutali a risolvere questi problemi assillanti. / Noi ti preghiamo.
O Padre di misericordia, i responsabili delle multinazionali hanno sfruttato e sfruttano ancora le terre del terzo mondo: fa’ che provvedano a quella gente, cibo, casa, lavoro e medicinali.
Noi ti preghiamo.
O caro Papà, ti presentiamo i bimbi abbandonati di tutto il mondo, troppi sono nudi, affamati, colpiti da brutte malattie e lacerati dagli insetti, e non pochi sono vittime della violenza. Abbracciali e salvali. Noi ti preghiamo.


D. Timoteo Munari sdb
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