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Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013 Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro
che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

Papa Francesco - PREGHIERA DELLE CINQUE DITA



Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo:

Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio



Omelie Giornaliere di Papa Francesco
Archivio
MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano

Accorciamo le distanze - Venerdì, 26 giugno 2015

Avvicinarsi alle persone emarginate, accorciare le distanze fino a toccarle senza aver paura di sporcarsi: ecco la «vicinanza cristiana» che ci ha mostrato concretamente Gesù liberando il lebbroso dall’impurità della malattia e anche dall’esclusione sociale. A ogni cristiano, e alla Chiesa intera, il Papa ha chiesto di avere questo atteggiamento di «vicinanza» durante la messa di venerdì mattina, 26 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta. La prossima celebrazione è prevista per martedì 1° settembre.

«Quanto Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì»: Francesco ha iniziato l’omelia ripetendo proprio le prime parole del Vangelo di Matteo (8, 1-4) proposto dalla liturgia. E tutta quella gente, ha spiegato, «aveva ascoltato le sue catechesi: erano stupiti perché parlava loro “con autorità”, non come i dottori della legge» che erano abituati a sentire. «Erano stupiti» precisa il Vangelo.

E, dunque, proprio «questa gente» si mise a seguire Gesù senza stancarsi di ascoltarlo. Tanto che, ha ricordato il Papa, quelle persone «sono rimaste tutta la giornata e, alla fine, gli apostoli» si resero conto che avevano sicuramente fame. Ma «sentire Gesù per loro era gioia». E così «quando Gesù finì di parlare, scese dal monte e la gente lo seguiva» radunandosi «intorno a lui». Questa gente, ha ricordato, «andava per le strade, per i cammini, con Gesù».

Però «c’era altra gente che non lo seguiva: lo guardava da lontano, con curiosità», chiedendosi: «Ma chi è questo?». Del resto, ha spiegato Francesco, «non avevano sentito le catechesi che stupivano tanto». E così c’era «gente che guardava dal marciapiede» e «c’era altra gente che non poteva avvicinarsi: le era vietato dalla legge, perché erano “impuri”». Proprio fra loro c’era il lebbroso di cui parla Matteo nel vangelo.

«Questo lebbroso — ha fatto notare il Papa — sentì nel suo cuore la voglia di avvicinarsi a Gesù: si fece coraggio e si avvicinò». Ma «era un emarginato», e dunque «non poteva farlo». Però «aveva fede in quell’uomo, si fece coraggioso e si avvicinò», rivolgendogli «semplicemente la sua preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi”». Disse così «perché era “impuro”». Infatti «la lebbra era una condanna a vita». E «guarire un lebbroso era tanto difficile come resuscitare un morto: per questo li emarginavano, erano tutti lì, non potevano mischiarsi con la gente».

C’erano, però, ha proseguito Francesco, «anche gli auto-emarginati, i dottori della legge che guardavano sempre con quella voglia di mettere alla prova Gesù per farlo scivolare e poi condannarlo». Invece il lebbroso sapeva di essere «impuro, malato, e si avvicinò». E «Gesù, cosa ha fatto?» si è chiesto il Papa. Non è rimasto fermo, senza toccarlo, ma si è avvicinato ancora di più e gli ha teso lo mano guarendolo.

«Vicinanza», ha spiegato il Pontefice, è una «parola tanto importante: non si può fare comunità senza vicinanza; non si può fare pace senza vicinanza; non si può fare il bene senza avvicinarsi». In realtà Gesù avrebbe potuto dirgli: «Sii guarito!». Invece gli si è avvicinato e lo ha toccato. «Di più: nel momento in cui Gesù toccò l’impuro, divenne impuro». E «questo è il mistero di Gesù: prende su di sé le nostre sporcizie, le nostre cose impure».

È una realtà, ha proseguito il Papa, che san Paolo dice bene quando scrive: «Essendo uguale a Dio, non stimò un bene irrinunciabile questa divinità; annientò se stesso». E, poi, Paolo va oltre affermando che «si fece peccato»: Gesù si è fatto peccato, Gesù si è escluso, ha preso su di sé l’impurità per avvicinarsi all’uomo. Quindi «non stimò un bene irrinunciabile essere uguale a Dio», ma «si annientò, si avvicinò, si fece peccato, si fece impuro».

«Tante volte penso — ha confidato Francesco — che sia non dico impossibile, ma molto difficile fare del bene senza sporcarsi le mani». E «Gesù si sporcò» con la sua «vicinanza». Ma poi, racconta Matteo, andò anche oltre, dicendo all’uomo liberato dalla malattia: «Vai dai sacerdoti e fa’ quello che si deve fare quando un lebbroso viene guarito».

Insomma, «quello che era escluso dalla vita sociale, Gesù include: include nella Chiesa, include nella società». Gli raccomanda: «Vai, perché tutte le cose siano come devono essere». Dunque «Gesù non emargina mai alcuno, mai!». Di più, Gesù «emargina sé stesso per includere gli emarginati, per includere noi, peccatori, emarginati, con la sua vita». Ed è «bello questo», ha commentato il Pontefice.

«Quanta gente seguì Gesù in quel momento e segue Gesù nella storia perché è stupita di come parla» ha fatto notare Francesco. E «quanta gente guarda da lontano e non capisce, non le interessa; quanta gente guarda da lontano ma con cuore cattivo, per mettere Gesù alla prova, per criticarlo, per condannarlo». E, ancora, «quanta gente guarda da lontano perché non ha il coraggio che ha avuto» quel lebbroso, «ma ha tanta voglia di avvicinarsi». E «in quel caso Gesù ha teso la mano, prima; non come in questo caso, ma nel suo essere ci ha teso la mano a tutti, facendosi uno di noi, come noi: peccatore come noi ma senza peccato; ma peccatore, sporco dei nostri peccati». E «questa è la vicinanza cristiana».

«Bella parola, quella della vicinanza, per ognuno di noi» ha proseguito il Papa. Suggerendo di domandarci: «Ma io so avvicinarmi? Io ho forza, ho coraggio di toccare gli emarginati?». E «anche per la Chiesa, le parrocchie, le comunità, i consacrati, i vescovi, i preti, tutti», è bene rispondere a questa domanda: «Ho il coraggio di avvicinarmi o sempre prendo distanza? Ho il coraggio di accorciare le distanze, come ha fatto Gesù?».

E «adesso sull’altare», ha sottolineato Francesco, Gesù «si avvicinerà a noi: accorcerà le distanze». Perciò «chiediamogli questa grazia: Signore, che io non abbia paura di avvicinarmi ai bisognosi, ai bisognosi che si vedono o a quelli che hanno le piaghe nascoste». È questa, ha concluso, «la grazia di avvicinarmi».

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.144, 27/06/2015)

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Vangelo e Commento del mese di AGOSTO 2015
PAGINA ARCHIVIO


Sabato 1 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (14, 1-12)
Salterio: prima settimana

Domenica 2 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (6, 24-35)
Salterio: seconda settimana


Lunedì 3 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (14, 13-21)


Martedì 4 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (14, 22-36)


Mercoledì 5 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (15, 21-28)


Giovedì 6 agosto 2015
Vangelo secondo Marco (9, 2-10)
Trasfigurazione del Signore


Venerdì 7 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (16, 24-28)


Sabato 8 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (17, 14-20)


Domenica 9 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (6, 41-51)
Salterio: terza settimana


Lunedì 10 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (12, 24-26)


Martedì 11 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (18, 1-5.10.12-14)


Mercoledì 12 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (18, 15-20)


Giovedì 13 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (18, 21-19, 1)


Venerdì 14 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (19, 3-12)


Sabato 15 agosto 2015
Vangelo secondo Luca (1, 39-56)
Assunzione della beata Vergine Maria


Domenica 16 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (6, 51-58)
Salterio: quarta settimana






Lunedì 17 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (19, 16-22)


Martedì 18 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (19, 23-30)


Mercoledì 19 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (20, 1-16)


Giovedì 20 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (22, 1-14)
San Bernardo


Venerdì 21 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (22, 34-40)
San Pio X


Sabato 22 agosto 2015
Vangelo secondo Luca (1, 26-38)
Beata Vergine Maria regina


Domenica 23 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (6, 60-69)
Salterio: prima settimana


Lunedì 24 agosto 2015
Vangelo secondo Giovanni (1, 45-51)
San Bartolomeo


Martedì 25 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (23, 23-26)


Mercoledì 26 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (23, 27-32)


Giovedì 27 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (24, 42-51)
Santa Monica


Venerdì 28 agosto 2015
Vangelo secondo Matteo (25, 1-13)
Sant'Agostino


Sabato 29 agosto 2015
Vangelo secondo Marco (6, 17-29)
Martirio di San Giovanni Battista


Domenica 30 agosto 2015
Vangelo secondo Marco (7, 1-8.14-15.21-23)
Salterio: seconda settimana


Lunedì 31 agosto 2015
Vangelo secondo Luca (4, 16-30)







LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
Si è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.

Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?
Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?


I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI






Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen».


La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami».

Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.


Esicasmo - la preghiera del cuore o preghiera di Gesù. Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo

Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare che possa adattarsi alla vita dei laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il bisogno di svago e di riposo...) di: Roberto Vitale
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia. Cercherò di declinarle, nel loro significato e nelladinamica che comportano per il nostro cuore, in quattro puntate. Di: p. ELIA CITTERIO - FRATELLI CONTEMPLATIVI DI GESU’ – 15060 CAPRIATA D’ORBA (AL) - Tratto dalla rivista “In caritate Christi”, delle Suore Elisabettine di Padova, anno 2010.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."




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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione


Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.

L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.

Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.

Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI




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Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà


Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).



Leone Magno, Sermone 25,5


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Maria Valtorta - L’Evangelo come mi e' stato rivelato


RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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I Sette doni dello Spirito Santo
I Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio

Voglio Confessarmi Bene
VOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero

Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici

Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto
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In Dialogo il Teologo Risponde


Perché la Chiesa non ammette la fecondazione eterologa? - Cosa c'è di male se una coppia sterile, con desiderio di maternità genuino e sincero, pensa alla possibilità di un figlio con donazione di gameti?

La vicenda di un’amica mi ha messo in crisi. Ho sempre ritenuto giuste le indicazioni della Chiesa in materia di bioetica (pur senza farci, lo confesso, grande attenzione e non considerando questo un tema fondamentale per la mia fede cristiana). Adesso però questa mia amica mi ha raccontato della sua difficoltà ad avere figli, e che con il marito sta pensando alla fecondazione eterologa. È una coppia sposata già da alcuni anni, con un desiderio di maternità e paternità genuino e sincero. Sinceramente non me la sono sentita di dirle che stanno sbagliando. Ho fatto male? E quale alternativa avrei potuto consigliarle?

VAI SU: Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.