Novena.it E-Mail

Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)
La Pace del Signore Maurizio e Roberta Guidato

Regole per una vita devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)

Forzati ad alzarti presto e a un'ora fissa. Appena ti svegli, rivolgi la tua mente a Dio: fai il Segno della Croce, e ringrazialo per la notte che è passata e per tutte le sue misericordie nei tuoi confronti. Chiedigli di guidare ogni tuo pensiero, sensazione e desiderio, in modo che tutto ciò che dici o che fai gli sia gradito.

Quando ti vesti ricorda la presenza del Signore e del tuo Angelo custode. Chiedi al Signore Gesù Cristo di ricoprirti con il manto di salvezza.


Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia.
Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13


Padre Nostro
che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen


Archivio:Catechesi Udienze del Mercoledi'

Ultimo Inserimento: PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì,
15 maggio 2013



Pellegrino RussoUn piccolissimo Aiuto per la Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù - Preghiera Esicasta - Signore, Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore (o peccatrice) Di: Maurizio Guidato - Inserimento del 21 Maggio 2013

O Signore, mio Dio, "non allontanarti da me; Dio mio, volgiti in mio aiuto" (Sal 70,12); ché vennero contro di me vari pensieri e grandi terrori, ad affliggere l'anima mia. Come ne uscirò illeso, come mi aprirò un varco attraverso di essi? Dice il Signore: io andrò innanzi a te e "abbatterò i grandi della terra" (Is 45,2). Aprirò le porte della prigione e ti rivelerò i più profondi segreti. O Signore, fa' come dici; e ogni iniquo pensiero fugga dinanzi a te. Questa è la mia speranza, questo è il mio unico conforto: in tutte le tribolazioni rifugiarmi in te, porre la mia fiducia in te; invocarti dal profondo del mio cuore e attendere profondamente la tua consolazione.

Tratto dall'Imitazione di Cristo" indice alla pagina:
http://www.novena.it/imitazione_cristo/index.htm

Testimonianze Personali di un Momento di Preghiera con la "Preghiera del Cuore"

Vai su: 1 - Il Respiro del Mare - 2 - Ore 12,00 Angelus - 3 - Gesù Presente con noi in Preghiera - 4 - Tabernacolo - 5 - Piccolo Conforto = Grande Gioia - 6 - Esperienza di Preghiera con il metodo Teresiano - 7 Messaggio Immediato - 8 - Acqua Benedetta


Entra Archivio Vangelo e Commento di Ogni GiornoIl Vangelo di Ogni Giorno con il Commento

Martedì 21 maggio 2013
Vangelo secondo Marco (9, 30-37)
Ascolta

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti». E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Medita

La meta diventa Cafarnao, dove la casa di Pietro è la casa di famiglia anche per i discepoli. Durante il cammino le parole pesanti che anticipano la vera ultima meta. Vengono accolte in silenzio perché non comprese: è troppo difficile comprenderle, farle proprie. Poi, in casa, quando l’ambiente si è fatto più raccolto, più silenzioso, Gesù sollecita i suoi alla confidenza; esorta a farlo partecipe di quanto hanno “discusso”, di quanto li ha divisi, potremmo dire. “Avevano discusso tra di loro chi fosse il più grande”. E assume l’atteggiamento del Maestro: ha da consegnare un insegnamento tanto grande quanto problematico per i discepoli di ogni tempo, perciò si siede. “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”; tenda a somigliare al Maestro con tutto se stesso. Il gesto che segue rende ben comprensibile l’insegnamento: al centro del circolo dei discepoli che dovranno diventare maestri, più con la vita che con le parole, se vorranno davvero rendere presente l’unico Maestro, viene posto un bambino, che è stato abbracciato. Quasi uno scandalo: come potrà un bambino, che in un consesso di adulti non ha neanche diritto di parola, far da maestro nel regno che viene? Chi ha un cuore semplice e aperto come un bambino; chi si fida della parola ricevuta con la fiducia cieca di un bambino; chi sa ascoltare, non tanto chi sa parlare, questi sarà davvero un maestro che somiglia a Gesù.

Preghiamo

Signore, nostro Dio, fonte di gioia per chi cammina nella tua lode donaci un cuore semplice e docile, a immagine del tuo Figlio per divenire discepoli della sapienza e compiere solo e tutto ciò che a te piace.


Cliccami: Archivio dei mesi precedenti:

Il Vangelo di ogni giorno con un Commento per tutto il mese di: Maggio 2013



L' Eucaristia Comunione con Cristo e Tra Noi - 21 Maggio 2013

Regni della terra, cantate a Dio!

Rinnova nella nostra epoca, con una nuova Pentecoste, le tue meraviglie, e dona alla Chiesa — che veglia in preghiera con Maria, la Madre di Gesù, sotto la guida di Pietro — di estendere il regno del Salvatore: regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, d’amore e di pace.

p. Luca Zanchi


Suor Anna Baucina Ricevuta dal Santo Padre  Giovanni Paolo II nel 2003Suor Anna Baucina - UN'AVVENTURA MERAVIGLIOSA
Riscoprire la mia grande dignità nel continuo dialogo con il Signore

Inserimento del 12 MAGGIO 2013 - 11 - VIA DEI PRINCIANTI: 1. APPROFONDIMENTI UTILI PER COLORO CHE VANNO PER QUESTA LA VIA.

PAROLE: di don Sergio Andreoli

di don Sergio Andreoli - Inserimento del 21 Maggio 2013 donsergioa@gmail.com - http://www.donandreoli.it

SUGGERIMENTI

2. Amare

La certezza che Dio ti ama, non può impedirti di dire:
“Padre, amami.
Figlio, amami.
Spirito Santo, amami”.
Prova a farlo e chissà se sperimenterai qualcosa di bello e prezioso.
Qualcosa di utile per te e per chi vive con te.
Per chi ti incontra e ti parla.
Per chi non ti vuole bene.
Per chi ce l’ha con te, senza alcun motivo.
Per chi vorrebbe vederti umiliato.
Prova e poi parlane con la Santissima Trinità.

DIVINE PAROLE AD ANGELA

19.

«Ita te astrictam tenebo, et multo plus, quam possit considerari cum oculis corporis.
Et modo est hora, filia dulcis, templum meum, delectum meum, ut adimpleam quod dixi tibi, quia pro ista consolatione dimitto te, sed te non dimittam umquam, si me diliges».
*
Angela sta guardando la vetrata della Basilica Superiore di Assisi, che presenta Francesco raffigurato in piccolo nel seno di Cristo. Lo Spirito Santo prende spunto da questa immagine, per dire ad Angela quanto la terrà stretta. Poi, però, le annuncia che la consolazione che lei prova, grazie a questo suo atteggiamento d’amore, sta finendo. Se, però, lei lo amerà, egli non la lascerà mai. Mirabile!
*
Sèntiti anche tu abbracciato dallo Spirito Paràclito. Amato. Custodito. Difeso. Digli, allora, non solo una volta: “Continua ad amarmi”.


Preghiera dell'Angelus Al mattino, luce di sole che illumina il nostro cammino; A mezzogiorno, forza del nostro lavoro;
Al tramonto
, serena nostalgia dei cieli ai quali siamo avviati.
Al mattino, luce di sole che illumina il nostro cammino; A mezzogiorno, forza del nostro lavoro; Al tramonto, serena nostalgia dei cieli ai quali siamo avviati.

1 - L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria.
Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo
Ave, o Maria......

2 - Ecco l’ancella del Signore.
Sia fatto di me secondo la tua parola.
Ave, o Maria......


3 - E il Verbo si è fatto carne.
Ed ha abitato fra noi
Ave, o Maria......
4 - Prega per noi santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo

Preghiamo:
infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annuncio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen - Tre Gloria al Padre.

Entra: NOTE STORICHE
La preghiera dell'Angelus Domini (L'Angelo del Signore) del mattino, del mezzogiorno e della sera, ha una storia molto bella



Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

Sono 33 giaculatorie da pregare ognuna per 33 volte in onore dei 33 anni di vita del Signore. Come Gesù, nella sua Misericordia , quando ci fu bisogno di pane, moltiplicò il pane, ora, che c'è bisogno di preghiera, perché il male dilaga, moltiplicherà anche la potenza della preghiera, se fatta con fede.

Le novene di giaculatorie si sono rivelate particolarmente efficaci per ottenere qualsiasi grazia, purché conveniente per l’anima.

Segue Cliccami: Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie

DEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIEDEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIE

SI RECITA TUTTI I GIORNI...


Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dal Maligno in vita e nell'ora della morte,

- per il Potere che ti ha concesso l'Eterno Padre:

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

- per la Sapienza che ti ha concesso il divin Figlio:

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

- per l'Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo:

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

LA DEVOZIONE DELLE TRE "AVE MARIA" LA CHIAVE PER ENTRARE IN PARADISO...

Volete salvarvi? Siate devoti della Vergine Santissima, Mediatrice di tutte le grazie, recitando ogni giorno Tre Ave Maria. Santa Matilde di Hackeborn, monaca benedettina morta nel 1298, pregava la Madonna d'assisterla nel momento della morte. Consolantissima fu la risposta della Madre di Dio: "Sì, farò quello che tu mi domandi, figlia mia, però ti chiedo di recitare ogni giorno Tre Ave Maria: la prima per ringraziare l'Eterno Padre per averMi resa ponnipotente in Cielo e in terra; la seconda per onorare il Figlio di Dio per AverMi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e di tutti gli Angeli e per averMi circonfusa di tanto splendore da illuminare, come sole splendente, tutto il Paradiso; la terza per onorare lo Spirito Santo per aver acceso nel mio Cuore le fiammi più ardenti del Suo Amore e di averMi fatta così buona e benigna da essere, dopo Dio, la più dolce e la più misericordiosa".

Ecco la speciale promessa della Madonna che vale per tutti: "Nell'ora della morte:

(1) Io ti sarò presente, confortandoti e allontanando da te ogni forza diabolica,
(2) t'infonderò luce di fede e conoscenza, affinchè la tua fede non venga tentata per ignoranza,
(3) t'assisterò nell'ora del tuo trapasso infondendo nell'anima tua la soavità del Divino Amore, affinchè prevalga in te, tanto da mutare ogni pena e amarezza di morte in grande soavità.

Molti santi tra cui Sant'Alfonso Maria de Liguori, San Giovanni Bosco, il Beato Pio da Pietrelcina, furono propagatori della devozione delle Tre Ave Maria. L'apostolato delle Tre Ave Maria è stato approvato e incoraggiato dai Sommi Pontefici. "Non è forse nelle abitudini del Signore di operare le più grandi meraviglie con dei mezzi che sembrano i più semplici e sproporzionati". Per questo il Venerabile Servo di Dio Luigi Maria Baudoin scrisse: "Recitate ogni giorno le Tre Ave Maria. Se siete fedeli nel pregare questo tributo di omaggio a Maria, io vi prometto il Paradiso".


Vedi Anche:NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI” - 15 Orazioni di Santa Brigida - Novena a Santa Rita - Novena allo Spirito Santo - NOVENA A S. BENEDETTO DA NORCIA - Novena a Santa Lucia - NOVENA IN ONORE A SAN GIUDA TADDEO - Le sette offerte all'eterno padre - Novena alla Madonna del Carmine - Novena a Dio Padre - Supplica al Bambino Gesù di Parga - Novena per la Natività della B. V. Maria - Invocazione ai Tre Arcangeli - Novena a San Michele e ai 9 Cori degli Angeli - NOVENA A PADRE PIO - Novena a San Francesco d'Assisi - Corona Angelica - SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa - Novena alla Madonna del Rosario - Devozione al Santo Volto - Novena alle Sante Anime del Puragatorio - IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA - Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie - Novena all’Immacolata concezione - Preghiera per Chiedere la Grazia della Devozione - Novena a Cristo Re - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena a Dio Padre Onnipotente - Novena di Natale - Novena ai Santi Magi - NOVENA A GESÙ BAMBINO DI PRAGA - Preghiere in Latino - Novena a San Giovanni Bosco - Novena e Preghiera a Nostra Signora di Lourdes - Novena a San Giuseppe - Novena a San Giuseppe Lavoratore - Scuola di umilta' - le regole - 15 Minuti Con Gesù - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei

Indice Calendario Dei Santi:
Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre


Il Santo Del Calendario Di Oggi: 21 Maggio - S. Caterina da Genova Religiosa.


S.Caterina, chiamata dai contemporanei Caterinetta, nacque a Genova nel 1447 da Francesca di Negro e Giacomo Fieschi, già viceré di Napoli sotto Renato d'Angiò. 1 Fieschi avevano dato alla Chiesa due papi (Innocenzo IV e Adriano V) e con i Grimaldi capeggiavano il partito guelfo. Giunta all'età di 16 anni, i suoi genitori la diedero in sposa al ghibellino Giuliano Adorno, nonostante che tre anni prima ella avesse fatto richiesta di diventare canonichessa lateranense come sua sorella Limbania. La vita dispendiosa e dissoluta di Giuliano (che aveva non meno di cinque figli naturali) influenzò negativamente Caterina, che adombrò i primi anni del suo matrimonio nell'autobiografico Dialogo della detta Madonna Caterinetta tra l'anima et il corpo.

Insieme con l'amor proprio reduto poi al spirito con l'umanità. La santa v'immagin a che un'Anima stringa col Corpo questo patto: «Andremo per il mondo, e se io troverò cosa che mi piaccia, me la godrò, e il simile farai tu, quando troverai cosa che ti piaccia, e chi meglio troverà se lo godrà » (Le opere di S. Caterina da Genova, Ed. Paoline, 1963, p. 77). Ma l'alleanza tra il Corpo e l'Amor proprio riduce ben presto l'Anima a mal partito: « all'Anima non restò più che un piccolo rimorso (stimolo), del quale però faceva pochissimo conto... Questa povera Anima, in poco tempo, si trovò tanti peccati e tanta ingratitudine alle spalle, senza vedere alcun rimedio, tanto che restava fuori di ogni speranza di uscirne » (op. cit., p. 90 e 98); allora esclama: « 0 misera me, chi mai mi trarrà fuori da tanti guai? Solo Dio lo può! Signore, fa' che io veda la luce, acciocché io possa uscire da tanti lacci » (op. cit., p. 99).

Ebbero inizio allora le sue esperienze interiori cui Caterina s'ispirò per un'altra sua celebre opera, il Trattato del purgatorio, il cui prologo la dichiarava « posta nel purgatorio dell'affocato divino amore, il quale tutta la bruciava e purificava di quanto le era da purificare » (op. cit., p. 219). S. Caterina concretizzò il suo desiderio di rinnovamento spirituale nella mortificazione e nella carità.

Fu lei a stimolare Ettore Vernazza a trasformare la Compagnia della Misericordia in Compagnia (e poi Oratorio) del Divino Amore, un'iniziativa che si diffuse anche a Roma e Napoli e che ebbe come « soci » S. Gaetano da Thiene e il futuro Paolo IV. Era l'attuazione di quanto aveva scritto nel Dialogo: « Non si trova via né più breve, né migliore, né più sicura per la nostra salvezza di questa nuziale e dolce veste della carità» (op. cit., p. 191).


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Inserimento del 21 Maggio 2013


Il suo Santo Spirito

Se il Cristo non fosse risorto, se non avesse inviato il suo Santo Spirito, non sarebbe presente accanto a noi. Resterebbe un personaggio importante come tanti altri nella storia dell’umanità. Ma non sarebbe possibile dialogare con lui. Non oseremmo chiamarlo:

«Gesù Cristo, in ogni istante mi appoggio su dite; anche quando non riesco a pregare, sei tu la mia preghiera».
Prima di lasciare i suoi discepoli, il Cristo ha assicurato loro che avrebbe inviato lo Spirito Santo come un sostegno e una consolazione. Allora possiamo fare questa scoperta: come Cristo è stato presente sulla terra accanto ai suoi, per mezzo dello Spirito Santo continua anche oggi a essere presente per tutti.

Più accessibile per qualcuno, più velata per altri, la sua misteriosa presenza è sempre lì. E come se lo sentissimo dire: «Non sai che sono accanto a te e che per mezzo dello Spirito Santo vivo in te? Non ti lascerà mai».
Questa misteriosa presenza è invisibile ai nostri occhi. Per tutti, la fede rimane un’umile fiducia nel Cristo e nello Spirito Santo.

Roger Schutz
La Libreria Edizioni Paoline di Pisa propone numero tre quadretti in Argento adatti per ogni occasione e ricorrenza: Nascite, Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni ecc. ecc



Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen».


La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami». Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.
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La Notizia Cattolica in EvidenzaInserimento del 21 Maggio 2013 Tratto http://vaticaninsider.lastampa.it



Francesco: "La preghiera, umile, forte e coraggiosa compie miracoli" - 20/05/2013


Nell'omelia mattuttina il pontefiche ha richiamato la fondamentale esperienza quotidiana del rapporto diretto con Dio nell'orazione e raccontato un episodio di un bambina in Argentina

Una preghiera coraggiosa, umile e forte, compie miracoli: è quanto ha affermato il Papa stamani nella messa presieduta a Santa Marta. Erano presenti alcuni dipendenti della Radio Vaticana accompagnati dal direttore, padre Federico Lombardi.

«Tutti noi - ha sottolineato il Pontefice, secondo quanto riporta l'emittente - abbiamo un pezzo di incredulità, dentro». È necessaria «una preghiera forte, e questa preghiera umile e forte fa che Gesù possa fare il miracolo. La preghiera per chiedere un miracolo, per chiedere un'azione straordinaria - prosegue - dev'essere una preghiera coinvolta, che ci coinvolga tutti».

Il Papa ha raccontato un episodio accaduto in Argentina, di una bimba di 7 anni ammalata cui i medici davano poche ore di vita, e poi guarita tra lo stupore dei medici dopo che il padre era corso a pregare al Santuario mariano di Lujan. «Questo succede ancora, eh?, i miracoli ci sono!», ha osservato Bergoglio.

Ma secondo il Papa è necessario pregare col cuore: «Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo; non quelle preghiere per cortesia».

«La preghiera fa miracoli, ma dobbiamo credere!», ha insistito, invitando anche a pregare «con il cuore» per «tanta gente che soffre nelle guerre, tutti i rifugiati, tutti questi drammi che ci sono adesso».



Vedi: OPITALITA' CONVENTUALE Elenco: ABBAZIE, CONVENTI, MONASTERI IN ITALIA


Entra Testo Integrale Imitazione di CristoImitazione di Cristo Archivio Imitazione di Cristo

Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.

Artigianato Equosolidale
Cristo il Buon Pastore  Artigianato Equosolidale America Latina
Cristo nella Comunita' Artigianato Equosolidale America Latina
Cristo Risorto Artigianato Equosolidale America Latina

Artigianato Equosolidale



Archivio preghiere per ogni occasione

Preghiamo
- Inserimento 21 Maggio 2013


Preghiera



Signore Gesù, che a prezzo del tuo Sangue prezioso hai redento il mondo, volgi il tuo sguardo misericordioso sull’umanità che ancora giace nelle tenebre e nell’ombra della morte e manda ancora i tuoi Apostoli, che con la loro parola e il loro sacrificio portino la luce del tuo “Vangelo” e la forza del tuo “Pane di vita”.

Rispondendo alla tua chiamata, sappiano rinunciare per te alle cose del mondo, ad ogni brama di gloria materiale o umana, e si dimostrino disponibili alle necessità urgenti della Chiesa in qualsiasi missione venga loro affidata.

Nella tua bontà ricorda in modo particolare il sacrificio dei missionari, i quali, per amore tuo, hanno lasciato il loro paese di origine, le loro famiglie, tutto quanto avevano, per venire e vivere, in mezzo ai loro nuovi fratelli, per amarli come loro nuovo popolo e per servirli.

Ricompensa, Signore, tanta generosità! Fai che essa sia riconosciuta, che susciti altre vocazioni, che risvegli in tutti un autentico spirito missionario.

Cuore dolcissimo di Gesù, che hai detto: “Pregate il Padrone della mèsse perché mandi operai nella sua mèsse”, ti supplichiamo di mandare i buoni operai alla santa Chiesa.
Amen.









Inserimento del 21 Maggio 2013 - Ogni Giorno Con il Tuo Angelo Custode e Con Madre Teresa



Il Tuo Angelo Custode

Facendo parte della Chiesa, sei “convocato” all’assemblea del popolo di Dio, per scelta divina. Valuta questo privilegio con la giusta misura; è infinito. Tu fai parte del popolo di Dio convocato da ogni parte del mondo. Vivi della Parola e del Corpo di Cristo. Tu ne sei una particella. E questo che mi rende felice.

Madre Teresa di Calcutta

“Ci è indispensabile una profonda vita di preghiera per poter amare come Lui ama ciascuno di noi. Dobbiamo chiedere a Maria: “Cara Madre, insegnami ad amare, preparami per questo”. Non basta entrare nel sacerdozio, o divenire fratello o religiosa. Non è abbastanza; è indispensabile diventare sempre più umili come Maria e santi come Gesù. Magari fossimo umili come Maria, potremmo diventare santi come Gesù! “.

In Cammino con Padre Pio - Inserimento del 21 Maggio 2013

Lascia pure libero corso alle lagrime, perché questa èopera di Dio e non ti rammaricare di ciò che possono immaginare gli astanti. Quelle strette che esperimenti al cuore sono anch’esse volute da Dio ed egli le vuole perché la sua misericordia ti renda a sé cara e vuole che tu rassomigli al suo diletto Figliuolo nelle angosce del deserto, dell’orto e della croce.

Lunico consiglio che posso darti è di attenerti strettamente a quanto ti ho detto nel Signore e di non lasciare fare altro che quello che brama di fare lo Spirito Santo in te. Abbandonati ai suoi trasporti e non temere:
egli è tanto discreto, sapiente e soave da non causare che il bene.

Specialmente quando le interne delizie sono accompagnate da un dolce e profondo sentimento di umiltà, non debbono ingenerare nessun sospetto e bisogna allargare il cuore e riceverle.

(15 aprile 19/8 a Girolamo Longo - Ep. III, p. 1021)

&

Archivio: Catechesi - Essere Cristiani Oggi - Ultimi Inserimenti:
Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

L’EUCARISTIA PASSIONE DELLA VITA

Quando sarò elevato da terra, attirerò ogni cosa a me (Gv 12,32). Dapprima fu dall’alto della croce che Nostro Signore attirò a sé tutte le anime, niscattandole. Ma è pure certo che Gesù, pronunziando queste parole, accennava al suo trono eucanistico, vicino al quale vuole attirare tutte le anime per avvincerle con le catene del suo amore. Vuole mettere in noi un amore appassionato verso di lui.

Un’idea, una virtù che non diventano amore appassionato, non produrranno nulla di grande. L’affezione di un fanciullo non è amore secondo tutta la forza della parola: esso ama per istinto e perché si sente amato, ama se stesso in coloro che gli fanno del bene. Un dipendente può dedicarsi tutto al servizio, ma non amerà davvero se non si dedica ai suoi superiori per affetto e senza alcuna mira d’interesse personale. L’amore trionfa soltanto quando è una passione della nostra vita. Altrimenti si possono produrre atti isolati d’amore più o meno frequenti, ma la nostra vita non è impegnata, non è donata.

Finché non avremo per Gesù nel Sacramento un amore appassionato, non avremo fatto nulla. Nostro Signore certo ci ama appassionatamente, ciecamente, senza pensare a se stesso, sacrificandosi tutto per noi: dunque bisogna rendergli il cambio! Il nostro amore per essere appassionato deve seguire le leggi delle passioni umane. Io parlo delle passioni ordinate, naturalmente buo.ne, di cui sta a noi servirci per il bene, guardarci dall’abusarne volgendole ai male. Una passione che domina un uomo lo concentra. Quel tale vuoi giungere a quella posizione onorevole ed elevata: egli non lavora più ad altro fine. Ci vorranno dieci, vent’anni, egli dice; non importa, vi arriverò. Fa unità, ossia fa servire ogni cosa al suo intento, lasciando tutto quel che non lo condurrebbe alla sua meta.

S.PIER GIULIANO EYMARD

La Riflessione di OggiLa Riflessione di Oggi - 21 Maggio 2013
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Tempo di nascere e tempo di morire


«C’è un tempo per nascere», dice, «e un tempo per morire» (Qo 3, 2). Voglia il cielo che sia concesso anche a me di nascere al tempo giusto e di morire al momento più opportuno.

Noi infatti siamo in certo modo padri di noi stessi, quando per mezzo delle buone disposizioni di animo e del libero arbitrio, formiamo, generiamo, diamo alla luce noi stessi.

Questo poi lo realizziamo quando accogliamo Dio in noi stessi e diveniamo figli suoi, figli della virtù e figli dell’Altissimo. Mentre invece rimaniamo imperfetti e immaturi, finché non si è formata in noi, come dice l’Apostolo, «l’immagine di Cristo».

È necessario però che l’uomo di Dio sia integro e perfetto. Ecco la vera nascita nostra.

«C’è un tempo per morire». Per san Paolo ogni tempo era adatto per una buona morte. Grida infatti nei suoi scritti: «Ogni giorno io affronto la morte» (1 Cor 15, 31) e ancora: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno» (Rm 8, 36). E proprio in noi stessi portiamo la sentenza di morte.

È chiaro poi in che modo Paolo muoia ogni giorno, egli che non vive per il peccato, ma mortifica il suo corpo e porta sempre in se stesso la mortificazione del corpo di Cristo, ed è sempre crocifisso con Cristo, lui che non vive mai per se stesso, ma porta in sé il Cristo vivente.

Questa, secondo me, è stata la morte opportuna che ha dato la vera vita. Infatti dice: Io farò morire e darò la vita (cfr. Dt 32, 39) perché ci si persuada veramente che è un dono di Dio esser morti al peccato e vivificati nello spirito. La parola di Dio, infatti, promette la vita proprio come effetto della morte.



Dalle «Omelie sull’Ecclesiaste» di san Gregorio di Nissa, vescovo
(Om 6; PG 44, 702-705)
Spedizione del Singolo Libro con la Velocissima Posta Prioritaria

Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa
Cristo sommo sacerdote

Nei sacrifici delle vittime materiali che la stessa santa Trinità, Dio unico del Nuovo e dell’Antico Testamento, comandava le venissero offerti dai nostri padri, era significato, dono molto gradito, quel sacrificio, con cui il solo Dio Figlio, con infinita misericordia avrebbe offerto se stesso secondo la carne per noi.
Egli è il vero sommo sacerdote il quale, per noi, entrò una sola volta nel santuario non con il sangue dei tori o dei capri, ma con il suo sangue. E questo, nei tempi antichi, stava a indicare quel sommo sacerdote che con il sangue entrava una volta all’anno nel Santo dei santi.
Egli è dunque colui che in sé solo offrì tutto quello che sapeva sarebbe stato necessario per il compimento della nostra redenzione, egli che è insieme sacerdote e sacrificio, Dio e tempio:
sacerdote, mediante il quale siamo riconciliati; sacrificio, per mezzo del quale siamo riconciliati; tempio nel quale siamo riconciliati; Dio al quale siamo riconciliati.


Fulgenzio di Ruspe, La fede in Pietro 22,62
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Statua San Michele Arcangelo



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