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Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano Entra Archivio

Anime sedute - Venerdì, 13 gennaio 2017

«Per seguire Gesù bisogna saper rischiare», senza timore di «apparire ridicoli» e senza essere «troppo educati»; e in questo «le donne sono più brave degli uomini». L’invito «a non restare seduti nella vita, fermi a guardare», è stato rilanciato dal Papa nella messa celebrata venerdì 13 gennaio, nella cappella della Casa Santa Marta.

Per la sua riflessione, Francesco ha preso le mosse dal brano evangelico di Marco (2, 1-12) proposto dalla liturgia, che racconta l’arrivo di Gesù a Cafàrnao: «Tanta gente segue Gesù, sempre, qui non c’era posto per nessuno, fino alla porta». Ma «si può pensare che quella gente segua Gesù per il proprio interesse, per avere qualcosa; e può darsi: la salute, una parola di conforto». Forse, ha aggiunto il Papa, «la purezza di intenzione non era totale, non era proprio perfetta, è sempre immischiata, anche in noi». Del resto, ha fatto notare Francesco, «quante volte anche noi seguiamo Gesù per qualche interesse, per qualche cosa, perché è conveniente». Infatti «la purezza di intenzione è una grazia che si trova nel cammino: l’importante è seguire Gesù, camminare dietro a Gesù».

Il Vangelo dunque, ha spiegato il Pontefice, ci racconta di «questa gente» che «andava dietro a Gesù, camminava, lo cercava perché c’era qualcosa in Gesù che l’attirava: quell’autorità con la quale lui parlava, le cose che diceva e come le diceva, si faceva capire». E inoltre Gesù «guariva e tanta gente andava dietro a lui per farsi guarire». Tanto che «alcune volte Gesù rimproverò, quando si accorse che lo cercavano con tanto interesse materiale: per esempio, quella volta in cui ha detto alla gente, dopo la moltiplicazione dei pani: “Ma voi mi cercate non per sentire la parola di Dio ma perché vi ho dato da mangiare!”». E diceva così «per far vedere la differenza».

Ci sono state occasioni, ha affermato il Papa, in cui «la gente voleva farlo re, perché pensava: “Questo è il politico perfetto e con questo le cose andranno bene, non ci saranno problemi”». Ma «la gente sbagliava» a ragionare in questo modo. E difatti «Gesù se ne è andato, si è nascosto». Ma è anche vero, ha detto il Pontefice, che «Gesù lasciava sempre che la gente lo seguisse un po’ con questa purezza di intenzione non piena, imperfetta, perché sapeva che tutti siamo peccatori».

In realtà «il problema più grande — ha insistito Francesco — non erano quelli che seguivano Gesù, ma quelli che restavano fermi», gli uomini «fermi, che erano all’orlo del cammino, guardavano, seduti». Marco, nel suo Vangelo, scrive proprio che «erano seduti là alcuni scribi», i quali «non seguivano» Gesù ma «guardavano dal balcone; non andavano camminando nella propria vita, “balconavano” la vita; non rischiavano mai, giudicavano soltanto; erano i puri e non s’immischiavano». E anche i loro «giudizi erano forti». Marco racconta che vedendo la folla intorno a Gesù «pensavano in cuor loro: “Che gente ignorante, che gente superstiziosa!”». Ma «quante volte — ha riconosciuto il Papa — anche a noi, quando vediamo la pietà della gente semplice, viene in testa quel clericalismo che fa tanto male alla Chiesa e giudichiamo la gente semplice» pensando che sia «superstiziosa».

Certo, ha affermato il Pontefice «la gente è peccatrice, come io sono peccatore, tutti lo siamo». Ma la gente «cerca Gesù, cerca qualcosa, cerca la salvezza». Invece quel «gruppo» di uomini «fermi erano lì, al balcone, guardavano e giudicavano». E «ci sono altri “fermi” nella vita: pensiamo a quello che da trentotto anni era vicino alla piscina, fermo, amareggiato dalla vita, senza speranza — “niente da fare, non va” — e digeriva la propria amarezza» ha affermato il Papa, riferendosi alla guarigione del paralitico alla piscina Betzatà a Gerusalemme, narrata da Giovanni nel suo Vangelo (5 1-9). Anche quell’uomo «è un altro fermo che non seguiva Gesù e non aveva speranza».

Invece «la gente che seguiva Gesù rischiava» ha spiegato il Pontefice. Essa «rischiava per incontrare Gesù, per trovare quello che voleva». Basti pensare, ha proseguito, all’episodio che Marco racconta nel Vangelo odierno: «Non potendo portare il paralitico davanti a Gesù, a causa della folla», le persone che lo accompagnavano «scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella». Così facendo, ha aggiunto Francesco, «questi uomini hanno rischiato quando hanno fatto il buco sul tetto: hanno rischiato che il padrone della casa facesse loro causa, li portasse dal giudice e li facesse pagare: hanno rischiato, ma volevano andare da Gesù».

A questo proposito il Papa ha riproposto anche la testimonianza della donna, malata da tempo per via delle perdite di sangue, «che rischiò quando di nascosto voleva toccare soltanto l’orlo del manto di Gesù: rischiò la vergogna pubblica; rischiò» perché «voleva la salute, voleva arrivare a Gesù». Inoltre, ha aggiunto Francesco riferendosi a un altro episodio evangelico, «pensiamo alla donna cananea: rischiò di essere chiamata “cagnolina”» ma ha detto a Gesù: «Sì, sì, ma tu dai la guarigione a mia figlia!».

E ancora, ha proseguito, «pensiamo alla peccatrice nella casa di Simone: entrava lì, disperata, piangeva, i capelli tutti in disordine, col profumo in mano. E Simone la guardò e disse: “Sfacciata, se questo fosse un profeta e sapesse chi è questa!”». Anche quella donna «rischiò di essere giudicata». Come pure «la samaritana rischiò quando ha incominciato a discutere con Gesù: da adultera che era, rischiò e trovò la salvezza».

Tutte storie di donne, insomma. Sarà perchè, ha detto il Papa, «le donne rischiano più degli uomini: è vero, sono più brave e questo dobbiamo riconoscerlo».

«Seguire Gesù non è facile — ha proseguito il Pontefice — ma è bello e sempre si rischia, e tante volte si diventa ridicoli». Ma «si trova una cosa importante: ti sono perdonati i peccati». Perché «dietro a quella grazia che noi chiediamo — la salute o la soluzione di un problema o quel che sia — c’è la voglia di essere guariti nell’anima, di essere perdonati».

In realtà, ha proseguito Francesco, «tutti noi sappiamo di essere peccatori e per questo seguiamo Gesù per incontrarlo». E «rischiamo» pensando: «Io rischio o seguo Gesù sempre secondo le regole della compagnia di assicurazione? Fino a qui, non fare il ridicolo, non fare questo, non fare quello!». Ma non si segue Gesù «troppo educatamente». Anzi, così facendo, «si rimane seduti» come gli scribi nel Vangelo «che giudicavano». Invece «seguire Gesù, perché abbiamo bisogno di qualcosa», e rischiando anche di persona, «significa seguire Gesù con fede: questa è la fede».

Insomma ci si deve affidare «a Gesù, fidarsi di Gesù»: proprio «con questa fede nella sua persona», ha ripetuto Francesco ritornando al passo evangelico, quegli «uomini hanno fatto il buco sul tetto per far calare la barella» del paralitico «davanti a Gesù, perché lui potesse guarirlo».

In conclusione, il Pontefice ha suggerito le linee per un esame di coscienza attraverso alcune domande essenziali: «Mi fido di Gesù, affido la mia vita a Gesù? Sono in cammino dietro Gesù, anche se faccio il ridicolo qualche volta? O sono seduto, guardando come fanno gli altri, guardando la vita? O sono seduto con l’anima “seduta”, diciamo così, con l’anima chiusa per l’amarezza, la mancanza di speranza?». E, ha concluso, «ognuno di noi può farsi queste domande oggi».

Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta



Vangelo e Commento del mese di Gennaio 2017
PAGINA ARCHIVIO
Domenica 1 gennaio 2017 Vangelo secondo Luca (2, 16-21) Nm 6, 22-27; Sal 66; Gal 4, 4-7 Maria Santissima Madre di Dio Tempo di Natale

Lunedì 2 gennaio 2017 Vangelo secondo Giovanni (1, 19-28) 1Gv 2, 22-28; Sal 97 Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno Salterio: prima settimana

Martedì 3 gennaio 2017 Vangelo secondo Giovanni (1, 29-34) 1Gv 2, 29-3, 6; Sal 97

Mercoledì 4 gennaio 2017 Vangelo secondo Giovanni (1, 35-42) 1Gv 3, 7-10; Sal 97

Giovedì 5 gennaio 2017 Vangelo secondo Giovanni (1, 43-51) 1Gv 3, 11-21; Sal 99

Venerdì 6 gennaio 2017 Vangelo secondo Matteo (2, 1-12) Is 60, 1-6; Sal 71; Ef 3, 2-3a.5-6 Epifania del Signore

Sabato 7 gennaio 2017 Vangelo secondo Matteo (4, 12-17.23-25) 1Gv 3, 22-4, 6; Sal 2

Domenica 8 gennaio 2017 Vangelo secondo Matteo (3, 13-17) Is 42, 1-4.6-7; Sal 28; At 10, 34-38 Battesimo del Signore

Lunedì 9 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (1, 14-20) Eb 1, 1-6; Sal 96 Tempo ordinario Salterio: prima settimana

Martedì 10 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (1, 21b-28) Eb 2, 5-12; Sal 8

Mercoledì 11 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (1, 29-39) Eb 2, 14-18; Sal 104

Giovedì 12 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (1, 40-45) Eb 3, 7-14; Sal 94

Venerdì 13 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (2, 1-12) Eb 4, 1-5.11; Sal 77

Sabato 14 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (2, 13-17) Eb 4, 12-16; Sal 18

Domenica 15 gennaio 2017 Vangelo secondo Giovanni (1, 29-34) Is 49, 3.5-6; Sal 39; 1Cor 1, 1-3 Salterio: seconda settimana

Lunedì 16 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (2, 18-22) Eb 5, 1-10; Sal 109

Martedì 17 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (2, 23-28) Eb 6, 10-20; Sal 110 Sant'Antonio abate

Mercoledì 18 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 1-6) Eb 7, 1-3.15-17; Sal 109 Inizio della settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Giovedì 19 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 7-12) Eb 7, 25-8, 6; Sal 39

Venerdì 20 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 13-19) Eb 8, 6-13; Sal 84

Sabato 21 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 20-21) Eb 9, 2-3.11-14; Sal 46 Sant'Agnese

Domenica 22 gennaio 2017 Vangelo secondo Matteo (4, 12-23) Is 8, 23b-9, 3; Sal 26; 1Cor 1, 10-13.17 Salterio: terza settimana

Lunedì 23 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 22-30) Eb 9, 15.24-28; Sal 97

Martedì 24 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (3, 31-35) Eb 10, 1-10; Sal 39 San Francesco di Sales

Mercoledì 25 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (16, 15-18) At 22, 3-16 opp. At 9, 1-22; Sal 116 Conversione di San Paolo

Giovedì 26 gennaio 2017 Vangelo secondo Luca (10, 1-9) 2Tm 1, 1-8 opp. Tt 1, 1-5; Sal 95 Santi Timoteo e Tito

Venerdì 27 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (4, 26-34) Eb 10, 32-39; Sal 36

Sabato 28 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (4, 35-41) Eb 11, 1-2.8-19; Lc 1, 69-75 San Tommaso d'Aquino

Domenica 29 gennaio 2017 Vangelo secondo Matteo (5, 1-12s) Sof 2, 3;3, 12-13; Sal 145; 1Cor 1, 26-31 Salterio: quarta settimana

Lunedì 30 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (5, 1-20) Eb 11, 32-40; Sal 30

Martedì 31 gennaio 2017 Vangelo secondo Marco (5, 21-43) Eb 12, 1-4; Sal 21 San Giovanni Bosco


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I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI


INTRODUZIONE

Primo comandamento NON AVRAI ALTRO DIO DI FRONTE A ME

Secondo comandamento NON PRONUNCIARE INVANO IL NOME DEL SIGNORE TUO DIO

Terzo comandamento RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quarto comandamento ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Quinto comandamento NON UCCIDERE

Sesto comandamento NON COMMETTERE ADULTERIO

Settimo comandamento NON RUBARE

Ottavo comandamento NON PRONUNZIARE FALSA TESTIMONIANZA

Nono e Decimo comandamento NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI



Pagina Indice: LE OPERE DI MISERICORDIA




CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II



La preghiera del cuore o preghiera di Gesù - Esicasmo
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo



Enzo Bianchi Priore di BoseEnzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Doni Dello Spirito Santo Scritti di Don Divo BarsottiI DONI DELLO SPIRITO SANTO Alcuni Scritti di Don Divo Barsotti

L'azione dello Spirito Santo si manifesta a noi, ed è garantita dal fatto che lo Spirito Santo è creatore, perciò dilata la nostra anima, dona alla nostra anima di seguire un cammino di fedeltà, dona alla nostra anima la pace.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare.....
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
La rivincita del silenzioLa rivincita del SILENZIO
«Il silenzio favorisce la rinascita della dimensione spirituale che la modernità ha soffocato sotto la spinta del razionalismo» assicura Michel Maffesoli ad Avvenire. Classe 1944, Maffesoli è uno dei più originali sociologi francesi. Da anni indaga i tratti dell’epoca che emergerà dalle rovine della modernità. I segni di questo passaggio d’epoca sarebbero evidenti. Comunità, sacro, sentimento sostituiranno presto individuo, materialismo, ragione.
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
La preghiera è luce per l'anima Omelia sulla preghiera “luce per l’anima”, tratta dalle Omelie di San Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64,462-466)LA PREGHIERA è luce per l'anima - San Giovanni Crisostomo
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."
La Preghiera ContemplativaLa Preghiera Contemplativa. Non pensiamo che la preghiera sia esclusiva di anime eccezionali che hanno raggiunto le vette della santità. La preghiera è accessibile a tutti: basta praticarla. Evagrio diceva: "Vuoi imparare a pregare? Prega". "Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza" (Pascal). Siamo capaci di metterci in quel riposo contemplativo, che non è inattività, ma che anzi è la suprema attività?
Le Lettere di Sant’Antonio AbateLe Lettere di Sant’Antonio Abate:

I tre modi con cui gli uomini si incamminano sulla strada della conversione fino a ottenere la grazia e la vocazione di figli di Dio
Olivier Clement

L'itinerario verso il “luogo del cuore” Tappe ascetiche e aspetti pratici della Preghiera di Gesù

Il contesto teologico e sacramentale della Preghiera di Gesù

LA FILOCALIA: I testi - La via - La pratica ("pràxis") - La contemplazione della natura ('phhysikè theorla") - La deificazione ("théosis")
TEOFANE IL RECLUSO - DIARIO DELLA PREGHIERA
Nessuno può evitare le tentazioni, ma è possibile evitare le cadute, non da soli, ma con Dio. Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
Si racconta di un vecchio eremita.....:
La preghiera, pegno della salute spirituale (Pavel Evdokimov)La preghiera, pegno della salute spirituale (Pavel Evdokimov)
Vedi Anche:

Prega e fa’ quel che vuoi (dai Racconti di un pellegrino russo)

Il volto dell’umile - Isacco di Ninive

7 mezzi pratici per vivere la presenza di Dio

La meditazione delle Scritture - San Giovanni Crisostomo

Silvano del monte Athos - La lotta spirituale - La grande scienza

GREGORIO PALAMAS - Tre capitoli sulla preghiera e sulla purità del cuore



La Riflessione di OggiLa Riflessione Per Domenica 15 Gennaio 2017
Archivio Autori Antichi o Moderni

La perfetta armonia frutto della concordia

È vostro dovere rendere gloria in tutto a Gesù Cristo, che vi ha glorificati; così uniti in un’unica obbedienza, sottomessi al vescovo e al collegio dei presbiteri, conseguirete una perfetta santità.
Non vi do ordini, come se fossi un personaggio importante. Sono incatenato per il suo nome, ma non sono ancora perfetto in Gesù Cristo. Appena ora incomincio ad essere un suo discepolo e parlo a voi come a miei condiscepoli. Avevo proprio bisogno di essere preparato alla lotta da voi, dalla vostra fede, dalle vostre esortazioni, dalla vostra pazienza e mansuetudine. Ma, poiché la carità non mi permette di tacere con voi, vi ho prevenuti esortandovi a camminare insieme secondo la volontà di Dio. Gesù Cristo, nostra vita inseparabile, opera secondo la volontà del Padre, come i vescovi, costituiti in tutti i luoghi, sino ai confini della terra, agiscono secondo la volontà di Gesù Cristo.
Perciò procurate di operare in perfetta armonia con il volere del vostro vescovo, come già fate. Infatti il vostro venerabile collegio dei presbìteri, degno di Dio, è così armonicamente unito al vescovo, come le corde alla cetra. In tal modo nell’accordo dei vostri sentimenti e nella perfetta armonia del vostro amore fraterno, s’innalzerà un concerto di lodi a Gesù Cristo. Ciascuno di voi si studi di far coro. Nell’armonia della concordia e all’unisono con il tono di Dio per mezzo di Gesù Cristo, ad una voce inneggiate al Padre, ed egli vi ascolterà e vi riconoscerà, dalle vostre buone opere, membra del Figlio suo. Rimanete in un’unità irreprensibile, per essere sempre partecipi di Dio.
Se io in poco tempo ho contratto con il vostro vescovo una così intima familiarità, che non è umana, ma spirituale, quanto più dovrò stimare felici voi che siete a lui strettamente congiunti come la Chiesa a Gesù Cristo e come Gesù Cristo al Padre nell’armonia di una totale unità! Nessuno s’inganni: chi non è all’interno del santuario, resta privo del pane di Dio. E se la preghiera fatta da due persone insieme ha tanta efficacia, quanto più non ne avrà quella del vescovo e di tutta la Chiesa?


Dalla «Lettera agli Efesini» di sant’Ignazio di Antiochia,
vescovo e martire (Capp. 2, 2 – 5, 2; Funk 1, 175-177)


Un agnello inerme, ma più forte di ogni Erode Domenica 15 Gennaio 2017 II Domenica Tempo ordinario – Anno A Letture: Isaia 49,3.5-6; Salmo 39; 1 Corinzi 1,1-3; Giovanni 1,29-34


I Sette doni dello Spirito SantoI Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio
Preghiere di Madre Teresa di CalcuttaScritti Preghiere e Fioretti di Madre Teresa Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo.
Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto
Voglio Confessarmi BeneVOGLIO CONFESSARMI BENE! "Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
"Paziente e misericordioso" è il binomio che ricorre spesso nell'Antico Testamento per descrivere la natura di Dio I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell'agire divino. (Misericordiae Vultus, 6)
150 Salmi - I Salmi della misericordia 25 41 {42. 43.} 51 57 92 103 119 136
LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIOLA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
di: Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e vene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE

"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


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Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.
L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.
Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.
Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI
Di tutto grazie

Di tutto grazie, Gesù.
Grazie della sofferenza,
grazie dell'umiliazione,
delle aridità, dell'annientamento,
dell'abbandono delle creature.
Grazie per tutte quelle infinite
miserie che hai permesso
affinché meglio mi conoscessi
e più a te mi abbandonassi
in un amore senza confini.

Continua, Signore,
l'opera tua:
non ti fermino
le mie paure
e le mie lacrime.



SUOR MARIA TERESA DELL'EUCARESTIA


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Un comandante giovane e inesperto

«Signore mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera della tribù di Manasse e io sono il più piccolo della casa di mio padre». Questa è la risposta che dà Gedeone all’angelo che gli vuole conferire, a nome di Dio, l’investitura a guida dei combattenti per la liberazione di Israele dall’oppressione dei Madianiti, un popolo imparentato con gli Ebrei (discendeva anch’esso da Abramo e madianita era Zippora, la moglie di Mosè) ma divenuto uno dei suoi fieri avversari. Il racconto della vicenda di questo giovane che assurgerà poi alla carica di condottiero militare delle tribù ebraiche è presente nei capitoli 6-7 del libro biblico dei Giudici, pagine molto vivaci che si leggeranno con gusto.
Continua....

LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98
Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde

Ultimo Inserimento: La preghiera ad alta voce è più efficace di quella mentale?

C'è differenza tra pregare a voce alta, o solo mentalmente?

Risponde don Gianni Cioli, docente di Teologia morale alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.