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Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano Entra Archivio

Tre grazie - Martedì, 27 settembre 2016

«Riconoscere la desolazione spirituale, pregare quando saremo stati sottomessi a questo stato di desolazione spirituale e sapere accompagnare le persone che soffrono momenti brutti di tristezza e di desolazione spirituale». Sono le tre grazie da chiedere al Signore che Papa Francesco ha indicato commentando le letture di martedì 27 settembre, durante la messa mattutina a Santa Marta.

Offrendo la celebrazione del giorno, festa liturgica di san Vincenzo de’ Paoli, per le suore della comunità della Casa — che dal santo francese sono «state fondate» e la cui «vita segue la strada da lui segnata: fare la carità» — il Papa ha incentrato la propria riflessione soprattutto sulla prima lettura, tratta dal libro di Giobbe (3, 1-3.11-17.20-23). Quest’uomo «era nei guai» perché «aveva perso tutto. Tutti i suoi beni, anche i suoi figli. E poi si era ammalato di una malattia che assomiglia alla lebbra: forte, pieno di piaghe». Insomma «la sua sofferenza era tale» che «a un certo punto, aprì la bocca e maledisse il suo giorno, quello che gli accadeva», dicendo: «Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: “È stato concepito un maschio”. Tutto questo sarebbe stato meglio che non fosse stato, che non fosse accaduto. Meglio la morte che vivere così».

Tuttavia, ha osservato il Pontefice, «la Bibbia dice che Giobbe era giusto, era santo». E un santo di solito non «può fare queste cose». Infatti, ha chiarito il Papa, Giobbe «non maledisse Dio. Soltanto si sfogò e questo era uno sfogo: uno sfogo di figlio davanti al Padre». Un po’ come fece il profeta Geremia, secondo quanto riportato nel capitolo ventesimo del suo libro nell’Antico Testamento: «Incomincia con una cosa tanto bella — ha fatto notare Francesco — e dice al Signore: “Io sono stato sedotto da Te, Signore”»; ma subito dopo, come Giobbe, anche Geremia dice: «Maledetto il giorno nel quale io sono stato concepito». Eppure «questi due casi non sono bestemmie: sono sfoghi». Entrambi «si sfogano davanti a Dio così», perché «tutti e due erano in una grande desolazione spirituale».

E in proposito il Pontefice ha sottolineato come la desolazione spirituale sia «una cosa che accade a tutti: può essere più forte, più debole... Ma, quello stato dell’anima oscuro, senza speranza, diffidente, senza voglia di vivere, senza vedere la fine del tunnel, con tante agitazioni nel cuore e anche nelle idee», lo vive ogni donna e ogni uomo. «La desolazione spirituale — ha spiegato — ci fa sentire come se avessimo l’anima schiacciata», che «non vuol vivere: “Meglio è la morte!” è lo sfogo di Giobbe; meglio morire che vivere così».

Ma, ha detto il Papa, «quando il nostro spirito è in questo stato di tristezza allargata, che quasi non c’è respiro, noi dobbiamo capire» che ciò «capita a tutti»: in modo più o meno accentuato, ma capita a tutti. Ecco allora l’invito a «capire cosa succede nel nostro cuore», a domandarsi «cosa si deve fare quando viviamo questi momenti oscuri, per una tragedia familiare, una malattia, qualche cosa che butta giù». Di certo, ha chiarito, non è il caso di «prendere una pastiglia per dormire e allontanarmi dai fatti, o prendere due, tre, quattro bicchierini» per dimenticare, perché «questo non aiuta». Invece «la liturgia di oggi ci fa vedere come» bisogna comportarsi «con questa desolazione spirituale, quando siamo tiepidi, giù, senza speranza».

Un aiuto viene dal salmo responsoriale: «Giunga fino a te la mia preghiera, Signore». Dunque la prima cosa da fare è pregare. «Preghiera forte, forte, forte» ha scandito Francesco, evidenziando come il «salmo 87 che abbiamo recitato insieme», insegni «come si prega, come pregare nel momento della desolazione spirituale, del buio interiore, quando le cose non vanno bene e la tristezza entra tanto forte nel cuore. “Signore, Dio della mia salvezza, davanti a Te grido giorno e notte”: le parole sono forti! È quello che ha fatto Giobbe: “Grido, giorno e notte. Per favore, tendi l’orecchio alla mia supplica”». Insomma «è una preghiera» che consiste nel «bussare alla porta, ma con forza: “Signore, io sono sazio di sventure. La mia vita è sull’orlo degli inferi. Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, sono come un uomo ormai senza forze”».

Nella vita, ha osservato il Papa «quante volte ci sentiamo così, senza forze». Ma «lo stesso Signore ci insegna come pregare in questi brutti momenti: “Signore, mi hai gettato nella fossa più profonda. Pesa su di me il tuo furore. Giunga fino a te la mia preghiera”. Questa è la preghiera: così dobbiamo pregare nei momenti più brutti, più oscuri, più di desolazione, più schiacciati, che ci schiacciano», ha esortato Francesco. Perché «questo è pregare con autenticità» e, in qualche modo, serve «anche sfogarsi come si è sfogato Giobbe con i figli. Come un figlio».

Dopo aver indicato il comportamento individuale da tenere nei momenti di desolazione spirituale, il Pontefice si è poi soffermato sull’accompagnamento di chi si trova in tali situazioni. Il brano biblico, infatti, continua con il racconto degli amici che sono andati a trovare Giobbe e «sono rimasti in silenzio, tanto tempo». Infatti, ha spiegato il Papa «davanti a una persona che è in questa situazione, le parole possono fare male. Soltanto, toccarlo, essere vicino», in modo «che senta la vicinanza, e dire quello che lui domanda; ma non fare discorsi».

Invece nel caso di Giobbe «si vede che gli amici dopo un certo tempo si sono annoiati del silenzio» e hanno incominciato «a fare discorsi, a dire stupidaggini». Mentre «quando una persona soffre, quando una persona è nella desolazione spirituale, si deve parlare il meno possibile e si deve aiutare con il silenzio, la vicinanza, le carezze la sua preghiera davanti al Padre».

Da qui l’attualità delle letture liturgiche. Sulla base delle quali Francesco ha espresso l’auspicio «che il Signore ci aiuti: primo, a riconoscere in noi i momenti della desolazione spirituale, quando siamo nel buio, senza speranza, e domandarci perché; secondo, a pregare come oggi ci insegna la liturgia con questo salmo 87 nel momento del buio — “giunga fino a te la mia preghiera, Signore”». E terzo, «quando mi avvicino a una persona che soffre», sia per una malattia sia per qualsiasi altra circostanza, «ma che è proprio nella desolazione: silenzio». Un silenzio, ha concluso «con tanto amore, vicinanza, carezze. E non fare discorsi che alla fine non aiutano e, anche, fanno del male».

Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta



Vangelo e Commento del mese di Settembre 2016
PAGINA ARCHIVIO
Giovedì 1 settembre 2016 1Cor 3, 18-23; Sal 23 Vangelo secondo Luca (5, 1-11) Tempo ordinario Salterio: seconda settimana

Venerdì 2 settembre 2016 1Cor 4, 1-5; Sal 36 Vangelo secondo Luca (5, 33-39)

Sabato 3 settembre 2016 1Cor 4, 6b-15; Sal 144 Vangelo secondo Luca (6, 1-5) San Gregorio Magno

Domenica 4 settembre 2016 Sap 9, 13-18; Sal 89; Fm 1, 9b-10.12-17 Vangelo secondo Luca (14, 25-33) Salterio: terza settimana

Lunedì 5 settembre 2016 1Cor 5, 1-8; Sal 5 Vangelo secondo Luca (6, 6-11)

Martedì 6 settembre 2016 1Cor 6, 1-11; Sal 149 Vangelo secondo Luca (6, 12-19)

Mercoledì 7 settembre 2016 1Cor 7, 25-31; Sal 44 Vangelo secondo Luca (6, 20-26)

Giovedì 8 settembre 2016 Mic 5, 1-4a opp. Rm 8, 28-30; Sal 12 Vangelo secondo Matteo (1, 1-16.18-23) Natività della Beata Vergine Maria

Venerdì 9 settembre 2016 1Cor 9, 16-19.22b-27; Sal 83 Vangelo secondo Luca (6, 39-42)

Sabato 10 settembre 2016 1Cor 10, 14-22; Sal 115 Vangelo secondo Luca (6, 43-49)

Domenica 11 settembre 2016 Es 32, 7-11.13-14; Sal 50; 1Tm 1, 12-17 Vangelo secondo Luca (15, 1-32) Salterio: quarta settimana

Lunedì 12 settembre 2016 1Cor 11, 17-26.33; Sal 39 Vangelo secondo Luca (7, 1-10)

Martedì 13 settembre 2016 1Cor 12, 12-14.27-31a; Sal 99 Vangelo secondo Luca (7, 11-17) San Giovanni Crisostomo

Mercoledì 14 settembre 2016 Nm 21, 4b-9 opp. Fil 2, 6-11; Sal 77 Vangelo secondo Giovanni (3, 13-17) Esaltazione della Santa Croce

Giovedì 15 settembre 2016 Eb 5, 7-9; Sal 30 Vangelo secondo Giovanni (19, 25-27) Beata Vergine Maria addolorata

Venerdì 16 settembre 2016 1Cor 15, 12-20; Sal 16 Vangelo secondo Luca (8, 1-3) Santi Cornelio e Cipriano

Sabato 17 settembre 2016 1Cor 15, 35-37.42-49; Sal 55 Vangelo secondo Luca (8, 4-15)

Domenica 18 settembre 2016 Am 8, 4-7; Sal 112; 1Tm 2, 1-8 Vangelo secondo Luca (16, 1-13) Salterio: prima settimana

Lunedì 19 settembre 2016 Prv 3, 27-34; Sal 14 Vangelo secondo Luca (8, 16-18)

Martedì 20 settembre 2016 Prv 21, 1-6.10-13; Sal 118 Vangelo secondo Luca (8, 19-21) Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni

Mercoledì 21 settembre 2016 Ef 4, 1-7.11-13; Sal 18 Vangelo secondo Matteo (9, 9-13) San Matteo

Giovedì 22 settembre 2016 Qo 1, 2-11; Sal 89 Vangelo secondo Luca (9, 7-9)

Venerdì 23 settembre 2016 Qo 3, 1-11; Sal 143 Vangelo secondo Luca (9, 18-22) San Pio da Pietralcina

Sabato 24 settembre 2016 Qo 11, 9-12, 8; Sal 89 Vangelo secondo Luca (9, 43b-45)

Domenica 25 settembre 2016 Am 6, 1a.4-7; Sal 145; 1Tm 6, 11-16 Vangelo secondo Luca (16, 19-31) Salterio: seconda settimana

Lunedì 26 settembre 2016 Gb 1, 6-22; Sal 16 Vangelo secondo Luca (9, 46-50) Consacrazione della Cattedrale di Pisa

Martedì 27 settembre 2016 Gb 3, 1-3.11-17.20-23; Sal 87 Vangelo secondo Luca (9, 51-56) San Vincenzo de' Paoli

Mercoledì 28 settembre 2016 Gb 9, 1-12.14-16; Sal 87 Vangelo secondo Luca (9, 57-62)

Giovedì 29 settembre 2016 Dn 7, 9-10.13-14 opp. Ap 12, 7-12a; Sal 137 Vangelo secondo Giovanni (1, 47-51) Santi Michele, Gabriele e Raffaele

Venerdì 30 settembre 2016 Gb 38, 1.12-21;40, 3-5; Sal 138 Vangelo secondo Luca (10, 13-16) San Girolamo


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I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI


INTRODUZIONE

Primo comandamento NON AVRAI ALTRO DIO DI FRONTE A ME

Secondo comandamento NON PRONUNCIARE INVANO IL NOME DEL SIGNORE TUO DIO

Terzo comandamento RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quarto comandamento ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Quinto comandamento NON UCCIDERE

Sesto comandamento NON COMMETTERE ADULTERIO

Settimo comandamento NON RUBARE

Ottavo comandamento NON PRONUNZIARE FALSA TESTIMONIANZA

Nono e Decimo comandamento NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI



Pagina Indice: LE OPERE DI MISERICORDIA




CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II



La preghiera del cuore o preghiera di Gesù - Esicasmo
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo



Enzo Bianchi Priore di BoseEnzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare.....
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."
La Preghiera ContemplativaLa Preghiera Contemplativa. Non pensiamo che la preghiera sia esclusiva di anime eccezionali che hanno raggiunto le vette della santità. La preghiera è accessibile a tutti: basta praticarla. Evagrio diceva: "Vuoi imparare a pregare? Prega". "Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza" (Pascal). Siamo capaci di metterci in quel riposo contemplativo, che non è inattività, ma che anzi è la suprema attività?
Le Lettere di Sant’Antonio AbateLe Lettere di Sant’Antonio Abate:

I tre modi con cui gli uomini si incamminano sulla strada della conversione fino a ottenere la grazia e la vocazione di figli di Dio
Olivier Clement

L'itinerario verso il “luogo del cuore” Tappe ascetiche e aspetti pratici della Preghiera di Gesù

Il contesto teologico e sacramentale della Preghiera di Gesù

LA FILOCALIA: I testi - La via - La pratica ("pràxis") - La contemplazione della natura ('phhysikè theorla") - La deificazione ("théosis")
TEOFANE IL RECLUSO - DIARIO DELLA PREGHIERA
Nessuno può evitare le tentazioni, ma è possibile evitare le cadute, non da soli, ma con Dio. Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
Si racconta di un vecchio eremita.....:
Iniziazione alla vita spirituale - Decisione iniziale e perseveranza. Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen»
1 - Prega e fa’ quel che vuoi (dai Racconti di un pellegrino russo)

2 - Il volto dell’umile - Isacco di Ninive

3 - 7 mezzi pratici per vivere la presenza di Dio

4 - La meditazione delle Scritture - San Giovanni Crisostomo

5 - Silvano del monte Athos - La lotta spirituale - La grande scienza

6 - GREGORIO PALAMAS - Tre capitoli sulla preghiera e sulla purità del cuore



La Riflessione di OggiLa Riflessione Per Domenica 2 Ottobre 2016
Archivio Autori Antichi o Moderni

Il pastore sia accorto nel tacere, tempestivo nel parlare

Il pastore sia accorto nel tacere e tempestivo nel parlare, per non dire ciò ch’è doveroso tacere e non passare sotto silenzio ciò che deve essere svelato. Un discorso imprudente trascina nell’errore, così un silenzio inopportuno lascia in una condizione falsa coloro che potevano evitarla. Spesso i pastori malaccorti, per paura di perdere il favore degli uomini, non osano dire liberamente ciò ch’è giusto e, al dire di Cristo ch’è la verità, non attendono più alla custodia del gregge con amore di pastori, ma come mercenari. Fuggono all’arrivo del lupo, nascondendosi nel silenzio.
Il Signore li rimprovera per mezzo del Profeta, dicendo: «Sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare» (Is 56, 10), e fa udire ancora il suo lamento: «Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa degli Israeliti, perché potessero resistere al combattimento nel giorno del Signore» (Ez 13, 5). Salire sulle brecce significa opporsi ai potenti di questo mondo con libertà di parola per la difesa del gregge. Resistere al combattimento nel giorno del Signore vuol dire far fronte, per amor di giustizia, alla guerra dei malvagi.
Cos’è infatti per un pastore la paura di dire la verità, se non un voltar le spalle al nemico con il suo silenzio? Se invece si batte per la difesa del gregge, costruisce contro i nemici un baluardo per la casa d’Israele. Per questo al popolo che ricadeva nuovamente nell’infedeltà fu detto: «I tuoi profeti hanno avuto per te visioni di cose vane e insulse, non hanno svelato le tue iniquità, per cambiare la tua sorte» (Lam 2, 14). Nella Sacra Scrittura col nome di profeti son chiamati talvolta quei maestri che, mentre fanno vedere la caducità delle cose presenti, manifestano quelle future.
La parola di Dio li rimprovera di vedere cose false, perché, per timore di riprendere le colpe, lusingano invano i colpevoli con le promesse di sicurezza, e non svelano l’iniquità dei peccatori, ai quali mai rivolgono una parola di riprensione.
Il rimprovero è una chiave. Apre infatti la coscienza a vedere la colpa, che spesso è ignorata anche da quello che l’ha commessa. Per questo Paolo dice: «Perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono» (Tt 1, 9). E anche il profeta Malachia asserisce: «Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è messaggero del Signore degli eserciti» (Ml 2, 7).
Per questo il Signore ammonisce per bocca di Isaia: «Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce» (Is 58, 1).
Chiunque accede al sacerdozio si assume l’incarico di araldo, e avanza gridando prima dell’arrivo del giudice, che lo seguirà con aspetto terribile. Ma se il sacerdote non sa compiere il ministero della predicazione, egli, araldo muto qual è, come farà sentire la sua voce? Per questo lo Spirito Santo si posò sui primi pastori sotto forma di lingue, e rese subito capaci di annunziarlo coloro che egli aveva riempito.

Dalla «Regola pastorale» di san Gregorio Magno, papa
(Lib. 2, 4; PL 77, 30-31)


Il peccato del ricco è l'indifferenza verso il povero Domenica 25 Settembre 2016 XXVI Domenica Tempo ordinario Anno C Letture: Amos 6, 1.4-7; Salmo 145; 1 Timoteo 6,11-16; Luca 16,19-31


I Sette doni dello Spirito SantoI Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio
Preghiere di Madre Teresa di CalcuttaScritti Preghiere e Fioretti di Madre Teresa Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo.
Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto
Voglio Confessarmi BeneVOGLIO CONFESSARMI BENE! "Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
"Paziente e misericordioso" è il binomio che ricorre spesso nell'Antico Testamento per descrivere la natura di Dio I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell'agire divino. (Misericordiae Vultus, 6)
150 Salmi - I Salmi della misericordia 25 41 {42. 43.} 51 57 92 103 119 136
LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIOLA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
di: Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e vene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE

"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione
Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.
L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.
Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.
Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI
Di tutto grazie

Di tutto grazie, Gesù.
Grazie della sofferenza,
grazie dell'umiliazione,
delle aridità, dell'annientamento,
dell'abbandono delle creature.
Grazie per tutte quelle infinite
miserie che hai permesso
affinché meglio mi conoscessi
e più a te mi abbandonassi
in un amore senza confini.

Continua, Signore,
l'opera tua:
non ti fermino
le mie paure
e le mie lacrime.



SUOR MARIA TERESA DELL'EUCARESTIA


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Un padre tenero e misericordioso

Uno dei simboli più suggestivi per evocare la persona di Dio è, nella Bibbia, quello genitoriale. Al Signore vengono assegnate a più riprese qualità paterne ma anche materne. L’apice è nell’invito di Gesù a rivolgersi al Padre celeste con l’appellativo più familiare, quell’abba’ aramaico equivalente al nostro “papà, babbo”.
Continua....

LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98
Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde

Ultimo Inserimento: Perché Gesù dice «Chi ha lasciato i figli per il mio nome avrà la vita eterna?

Gesù nel Vangelo dice: «Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». Mi ha colpito il riferimento ai figli: è davvero possibile che Gesù chieda a un genitore di lasciare i figli per seguirlo? Come vanno interpretate quelle parole?

Risponde don Stefano Tarocchi, preside della Facoltà teologica dell’Italia Centrale.