Novena.it E-Mail

Ti amo Signore mia forza, Signore, mia roccia, sal.17 (18)

Calendario Dei Santi:

Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre

Papa Francesco dal Balcone il 13 Marzo 2013Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia. Piazza San Pietro - Lunedì dell'Angelo, 1-4-13

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen


Archivio:Catechesi Video e Testo Integrale Udienze del Mercoledi'
Ultimo Inserimento: PAPA FRANCESCO UDIENZA GENERALE Piazza San Pietro Mercoledì, 8 Ottobre 2014 - La Chiesa - 8. I cristiani non cattolici


Papa Francesco PREGHIERA DELLE CINQUE DITA - Vai al testo e Video


Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo:

Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio




Quando il Signore esagera - Martedì, 3 marzo 2015

Continuano — seguendo la quotidiana liturgia della parola — le riflessioni di Papa Francesco sul tema della conversione. Dopo l’invito di lunedì «ad accusare noi stessi, a dirci la verità su noi stessi, a non truccarci l’anima per convincere che siamo più buoni di quello che realmente siamo», nella messa celebrata martedì 3 marzo a Santa Marta, il Pontefice ha approfondito «il messaggio della Chiesa» che «oggi si può riassumere in tre parole: l’invito, il dono e la “finta”». Un invito che, come si legge nel libro del profeta Isaia (1, 10.16) riguarda proprio la conversione: «Prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio. Lavatevi, purificatevi!», ovvero: «Ciò che voi avete dentro che non è buono, quello che è cattivo, quello che è sporco, deve essere purificato».

Di fronte alle sollecitazioni del profeta: «Allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni», «Cessate di fare il male! Imparate a fare il bene», c’è chi dice: «Ma, Signore, io non faccio il male; vado a messa tutte le domeniche, sono un buon cristiano, faccio tante offerte». A costoro ha idealmente chiesto Francesco: «Ma tu sei entrato nel tuo cuore? Sei capace di accusare te stesso nelle cose che trovi lì?». E nel momento in cui si avverte la necessità della conversione, ci si può anche chiedere: «Ma come posso convertirmi?». La risposta viene dalla Scrittura: «Imparate a fare il bene».

«La sporcizia del cuore» infatti, ha puntualizzato il Papa, «non si toglie come si toglie una macchia: andiamo in tintoria e usciamo puliti. Si toglie col fare». La conversione è «fare una strada diversa, un’altra strada da quella del male». Altra domanda: «E come faccio il bene?». La risposta viene ancora dal profeta Isaia: «Cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova». Indicazioni che, come ha spiegato Francesco, ben si comprendono in una realtà come quella di Israele, dove «i più poveri e i più bisognosi erano gli orfani e le vedove». Per ognuno di noi significa: vai «dove sono le piaghe dell’umanità, dove c’è tanto dolore; e così, facendo il bene, tu laverai il tuo cuore. Tu sarai purificato! Questo è l’invito del Signore».

Conversione significa quindi che siamo chiamati a fare il bene «ai più bisognosi: la vedova, l’orfano, gli ammalati, gli anziani abbandonati, che nessuno ricorda»; ma anche «i bambini che non possono andare a scuola» o i bambini «che non sanno farsi il segno della Croce». Perché, ha evidenziato con amarezza il Pontefice, «in una città cattolica, in una famiglia cattolica ci sono bambini che non sanno pregare, che non sanno farsi il segno della Croce». E allora occorre «andare da loro» a portare «l’amore del Signore».

Se faremo questo, si è chiesto il Papa, «quale sarà il dono del Signore?». Egli «ci cambierà», ha detto riprendendo la frase in cui il profeta Isaia afferma: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve; se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana». Persino di fronte alla nostra paura o titubanza — «Ma, padre, io ho tanti peccati! Ne ho fatti tanti, tanti, tanti, tanti!» — il Signore ci conferma: «Se tu vieni per questa strada, nella quale io ti invito, anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve».

Ha commentato il Pontefice: «È una esagerazione! Il Signore esagera; ma è la verità», perché Dio, di fronte alla nostra conversione, «ci dà il dono del suo perdono» e «perdona generosamente». Dio non si limita a dire: «Ma io ti perdono fino a qui, poi vedremo il resto...». Al contrario, «il Signore perdona sempre tutto, tutto». Ma, ha puntualizzato Francesco chiudendo il suo ragionamento, «se tu vuoi essere perdonato» devi incamminarti sulla «strada del fare il bene».

Dopo l’analisi delle prime due parole proposte all’inizio dell’omelia — l’«invito», ovvero: mettiti in cammino per convertirti, per fare il bene; e il «dono», cioè: «ti darò il perdono più grande, ti cambierò, ti farò purissimo» — il Papa è passato alla terza parola, la «finta». Rileggendo il brano del Vangelo di Matteo (23, 1-12) in cui Gesù parla degli scribi e dei farisei, Francesco ha fatto notare che «anche noi siamo furbi», da peccatori: «sempre troviamo una strada che non è quella giusta, per sembrare più giusti di quello che siamo: è la strada dell’ipocrisia».

Proprio a questo si riferisce Gesù nel brano proposto dalla liturgia. Egli «parla di quegli uomini cui piace vantarsi come giusti: i farisei, i dottori della legge, che dicono le cose giuste, ma che fanno il contrario». A questi “furbi”, ha spiegato il Pontefice, piacciono «la vanità, l’orgoglio, il potere, il denaro». E sono «ipocriti» perché «fanno finta di convertirsi, ma il loro cuore è una menzogna: sono bugiardi». Infatti «il loro cuore non appartiene al Signore; appartiene al padre di tutte le menzogne, a satana. E questa è la “finta” della santità». È un atteggiamento contro il quale Gesù ha usato sempre parole molto chiare. Egli infatti preferiva «mille volte» i peccatori agli ipocriti. Almeno «i peccatori dicevano la verità su loro stessi: “Allontanati da me Signore, che sono un peccatore!”» (Luca, 5, 8). Così, ha ricordato il Pontefice, aveva fatto «Pietro, una volta». Un riconoscimento che invece non affiora mai sulla bocca degli ipocriti, i quali dicono: «Ti ringrazio Signore, perché non sono peccatore, perché sono giusto» (cfr. Luca, 18, 11).

Ecco allora le tre parole su cui «meditare» in questa seconda settimana della quaresima: «l’invito alla conversione; il dono che ci darà il Signore e cioè un perdono grande»; e «la “trappola”, cioè “fare finta” di convertirsi e prendere la strada dell’ipocrisia». Con queste tre parole nel cuore si può partecipare all’Eucaristia, «la nostra azione di grazie», nella quale si sente «l’invito del Signore: “Vieni da me, mangiami. Io cambierò la tua vita. Fai la giustizia, fai il bene ma, per favore, guardati dal lievito dei farisei, dall’ipocrisia”».

(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLV, n.051, Mer. 04/03/2015)
Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta


Vangelo e Commento del mese di Marzo 2015
ARCHIVIO VANGELO E COMMENTO



Domenica 1 marzo 2015
Vangelo secondo Marco (9, 2-10)
Gn 22, 1-2.9a.10-13.15-18; Sal 115; Rm 8, 31b-34
Tempo di quaresima Salterio: seconda settimana


Lunedì 2 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (6, 36-38)
Dn 9, 4b-10; Sal 78


Martedì 3 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (23, 1-12)
Is 1, 10.16-20; Sal 49


Mercoledì 4 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (20, 17-28)
Ger 18, 18-20; Sal 30


Giovedì 5 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (16, 19-31)
Ger 17, 5-10; Sal 1


Venerdì 6 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (21, 33-43.45-46)
Gn 37, 3-4.12-13a.17b-28; Sal 104


Sabato 7 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (15, 1-3.11-32)
Mic 7, 14-15.18-20; Sal 102
Santa Perpetua e Felicita


Domenica 8 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (2, 13-25)
Es 20, 1-17; Sal 18; 1Cor 1, 22-25
Salterio: terza settimana


Lunedì 9 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (4, 24-30)
2Re 5, 1-15a; Sal 41-42


Martedì 10 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (18, 21-35)
Dn 3, 25.34-43; Sal 24


Mercoledì 11 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (5, 17-19)
Dt 4, 1.5-9; Sal 147


Giovedì 12 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (11, 14-23)
Ger 7, 23-28; Sal 94


Venerdì 13 marzo 2015
Vangelo secondo Marco (12, 28b-34)
Os 14, 2-10; Sal 80


Sabato 14 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (18, 9-14)
Os 6, 1-6; Sal 50


Domenica 15 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (3, 14-21)
2Cr 36, 14-16.19-23; Sal 136; Ef 2, 4-10
Salterio: quarta settimana


Lunedì 16 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (4, 43-54)
Is 65, 17-21; Sal 29










Martedì 17 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (5, 1-16)
Ez 47, 1-9.12; Sal 45


Mercoledì 18 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (5, 17-30)
Is 49, 8-15; Sal 144


Giovedì 19 marzo 2015
Vangelo secondo Matteo (1, 16.18-21.24a)
2Sam 7, 4-5a.12-14a.16; Sal 88; Rm 4, 13.16-18.22
San Giuseppe


Venerdì 20 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (7, 1-2.10.25-30)
Sap 2, 1a.12-22; Sal 33


Sabato 21 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (7, 40-53)
Ger 11, 18-20; Sal 7


Domenica 22 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (12, 20-23)
Ger 31, 31-34; Sal 50; Eb 5, 7-9
Salterio: prima settimana


Lunedì 23 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (8, 1-11)
Dn 13, 1-9.15-17.19-30.33-62; Sal 22


Martedì 24 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (8, 21-30)
Nm 21, 4-9; Sal 101


Mercoledì 25 marzo 2015
Vangelo secondo Luca (1, 26-38)
Is 7, 10-14;8, 10c; Sal 39; Eb 10, 4-10
Annunciazione del Signore


Giovedì 26 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (8, 51-59)
Gn 17, 3-9; Sal 104


Venerdì 27 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (10, 31-42)
Ger 20, 10-13; Sal 17


Sabato 28 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (11, 45-56)
Ez 37, 21-28; Ger 31, 10-12b.13


Domenica 29 marzo 2015
Vangelo secondo Marco (11, 1-10) - (opp. Gv 12, 12-16) Is 50, 4-7; Sal 21; Fil 2, 6-11; Mc 14, 1-15, 47
Domenica delle Palme


Lunedì 30 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (12, 1-11)
Is 42, 1-7; Sal 26
Lunedì Santo


Martedì 31 marzo 2015
Vangelo secondo Giovanni (13, 21-33.36-38)
Is 49, 1-6; Sal 70
Martedì Santo











LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIOSi è convertito! Conversione è una parola che noi cristiani pronunciamo con estrema facilità. Il termine greco metanoia vuol dire cambiamento del modo di pensare. Il termine latino, conversio, significa cambiamento di direzione. La metanoia viene prima della conversio. Se non si cambia mentalità difficilmente si cambia direzione: che significa il coraggio di scambiare le mille direzioni che imbrogliano la nostra vita con l’unica direzione che porta alla realizzazione piena della persona in Dio. LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e viene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.

Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI



NOVENA DELLE ROSE

NOVENA DELLE ROSE

“Questa novena, se recitata con fede, è una preghiera molto efficace
per ottenere una grazia importante”.




Santissima Trinità Padre, Figlio e Spirito Santo io Vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l'anima della Vostra serva Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa Vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero: ... indicare la grazia richiesta .... se è conforme alla Vostra Santa Volontà e per il bene della mia anima.

Aiutate la mia fede e la mia speranza , o Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo; realizzate ancora una volta la Vostra promessa di passare il vostro Cielo a fare del bene sulla terra, permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Amen

Si recitano a seguito 24 "Gloria al Padre..." in ringraziamento a Dio per i doni concessi a Teresina nei 24 anni della sua vita terrena.


Ad ogni “Gloria”segue l’invocazione:
“Santa Teresa del Bambin Gesù del Volto Santo, prega per noi”.

Vedi Anche:
NOVENA A “MARIA CHE SCIOGLIE I NODI” - 15 Orazioni di Santa Brigida - Novena a Santa Lucia - NOVENA IN ONORE A SAN GIUDA TADDEO - Supplica al Bambino Gesù di Praga - Novena per la Natività della B. V. Maria - Invocazione ai Tre Arcangeli - Novena a San Michele e ai 9 Cori degli Angeli - NOVENA A PADRE PIO - Novena a San Francesco d'Assisi - Corona Angelica - SUPPLICA Alla Beata Vergine Maria Immacolata Della Medaglia Miracolosa - Devozione al Santo Volto - Novena alle Sante Anime del Puragatorio - IL SANTO ROSARIO E LA BOMBA ATOMICA - Preghiere della moltiplicazione o Novena delle 33 Giaculatorie - Preghiera per Chiedere la Grazia della Devozione - Novena a Cristo Re - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena a Dio Padre Onnipotente - Preghiere in Latino - Novena a San Giovanni Bosco - Novena e Preghiera a Nostra Signora di Lourdes - Novena a San Giuseppe - Novena a San Giuseppe Lavoratore - Scuola di umilta' - le regole - 15 Minuti Con Gesù - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - TREDICINA A SANT'ANTONIO DI PADOVA - Devozione delle Tre Ave Marie - Preghiera delle 5 Dita -- Novena alla Madonna del Carmine - Novena delle nove grazie (a San Michele Arcangelo) - Novena a S.Francesco d'Assisi - Novena alla B.V. Maria di Fatima - Novena alla Medaglia Miracolosa - Novena dell'immacolata - Novena alla Beata Vergine Maria di Loreto - Novena di Natale - Novena ai Santi Magi - Novena a San Francesco Saverio - Novena a San Giuseppe - La Via Crucis - La Novena alla Divina Misericordia - Coroncina alla Divina Misericordia - Novena alla Madonna del Rosario di Pompei - Triduo a Santa Gemma (dall'8 al 10 Aprile) - Supplica alla Madonna di Pompei - Coroncina alla Madonna di Fatima - Coroncina allo Spirito Santo - Novena a Santa Rita - Novena allo Spirito Santo - Novena alla Santissima Trinità - Novena al Sacro Cuore di Gesù - Settenario al Preziosissimo Sangue - Coroncina al Preziosissimo Sangue - Novena alla Beata Vergine Maria del Monte Carmelo - Novena a San Benedetto da Norcia - Video Preghiera del Cuore dal Film Isola - Perdono di Assisi - Le sette offerte all'eterno padre - Novena a Dio Padre - Novena dell'assunzione della B.V. Maria - Novena all’Immacolata Concezione - Novena di Natale - NOVENA A GESÙ BAMBINO DI PRAGA



Entra Archivio - Riflessioni di Autori del 900Archivio - Brani di Autori del 900
Inserimento del 5 Marzo 2015

Sia fatta la tua volontà: questo era il contenuto della vita del Redentore. Egli venne nel mondo per fare la volontà del Padre: non solo per riparare con la sua obbedienza il peccato della nostra disobbedienza, ma per ricondurre gli uomini, mediante la sua obbedienza, alla loro originaria destinazione. La volontà delle creature non è capace di liberarsi dall’istinto di orgogliosa indipendenza, ma è chiamata a mettersi in armonia con la volontà divina. Se questa armonia si realizza nella libera sottomissione, l’individuo può partecipare in piena libertà al compimento della creazione. Se la creatura libera rifiuta di realizzare quest’armonia, diventa schiava.

Di fronte a questa situazione non c’è altro rimedio che incamminarsi alla sequela del Figlio dell’uomo, il quale non solo obbedì direttamente alla Persona del Padre celeste, ma si sottomise anche a quegli uomini ai quali, secondo la volontà del Padre, era sottoposto. L’obbedienza stabilita da Dio libera dai vincoli delle creature la volontà umana divenuta schiava e la riconduce alla libertà.

Teresa Benedetta della Croce






La fede non si ottiene con il pensiero, ma con l’azione. Non sono le parole e la speculazione che ci insegnano ciò che Dio è, ma l’esperienza. Per lasciar entrare l’aria fresca, bisogna aprire la finestra; per essere abbronzati, bisogna esporsi al sole. Per acquisire la fede, è la stessa cosa; come dicono i santi Padri, non si arriva alla meta standosene comodamente seduti ad aspettare. Imitiamo il figliol prodigo: «Partì e si incamminò verso suo padre» (Lc 15,20). Qualunque sia il peso e il numero delle catene che ti irretiscono alla terra, non è mai troppo tardi. Non senza motivo sta scritto che Abramo aveva settantacinque anni quando partì; e che gli operai dell’undecima ora ricevettero lo stesso salario di quelli che avevano lavorato fin dal mattino. E neanche è mai troppo presto. L’incendio di una foresta non può venire spento troppo presto. Vorresti vedere l’anima tua devastata e bruciata? Al battesimo, hai ricevuto l’ordine di ingaggiare un combattimento invisibile contro i nemici della tua anima. Mettiti all’opera. è già tanto tempo che te ne stai a tentennare. Sprofondato nella noncuranza e nella pigrizia, hai sperperato un tempo prezioso. Non ti rimane che ricominciare da capo, perché hai miseramente lasciato appannarsi la limpidezza ricevuta nel battesimo.

Mettiti dunque fin d’ora al lavoro, senza indugio. Non rimandare la tua decisione a questa sera né a domani, né a più tardi, «quando avrò terminato quello che ora ho da fare». Un ritardo può essere fatale. No. Adesso, nell’istante in cui formuli la decisione, devi dimostrare con gli atti che hai preso congedo dal tuo vecchio «io» e che incominci una nuova vita, per conseguire una nuova meta e per nuovi cammini. Alzati, dunque, arditamente e di’: «Signore, concedimi di incominciare adesso! Aiutami».
Perché hai soprattutto bisogno dell’aiuto di Dio. Persevera nella tua decisione e non voltarti indietro. L’esempio della moglie di Lot ti serva di lezione: per aver guardato indietro fu cambiata in una colonna di sale (cf. Gen 19,26). Hai abbandonato l’uomo vecchio: non riprendere un tale straccio. Come Abramo, hai udito la voce del Signore dirti: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). È verso questo paese che devi ormai concentrare tutta la tua attenzione.
Entra: 26 Brevi e Semplici Capitoli - Iniziazione alla Vita Spirituale

Esicasmo - la preghiera del cuore o preghiera di Gesù. Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)

Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare che possa adattarsi alla vita dei laici, presi tra i mille impegni quotidiani (il lavoro, la famiglia, i servizi in parrocchia, il bisogno di svago e di riposo...) di: Roberto Vitale
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia. Cercherò di declinarle, nel loro significato e nelladinamica che comportano per il nostro cuore, in quattro puntate. Di: p. ELIA CITTERIO - FRATELLI CONTEMPLATIVI DI GESU’ – 15060 CAPRIATA D’ORBA (AL) - Tratto dalla rivista “In caritate Christi”, delle Suore Elisabettine di Padova, anno 2010.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."


La Notizia Cattolica in EvidenzaInserimento del 5 Marzo 2015 Tratto da AVVENIRE
«Rispettare la sapienza degli anziani»

Una civiltà che non ha al suo interno un posto per gli anziani “porta con sé il virus della morte”. Papa Francesco ha preso nuovamente le difese della terza età, contro la cultura dello scarto, durante la catechesi dell’udienza generale in Piazza San Pietro. Parlando dei nonni, il Papa ha messo in risalto in questa occasione i deficit di solidarietà che si riscontrano oggi verso gli anziani, rinviando a una successiva catechesi la descrizione dei valori di questa stagione della vita.

Diventare vecchi e quindi sfrattati dalla “società dell’efficienza”, che non sa che farsene dei tempi lenti di un anziano e dei suoi bisogni. Essere vecchi e spesso malati e diventare in famiglia più che qualcuno da amare, qualcuno cui “badare”. Sono i punti affrontati dal Francesco, che si lancia con determinazione in un tema che fa parte del suo magistero più sentito. Affronta uno dei cortocircuiti del progresso umano, che allunga la vita ma non sempre offre il modo di custodirla e rispettarla quando essa si fa più fragile. E che spesso volta le spalle agli anziani, i quali invece – afferma – “sono una ricchezza”, anzi “la riserva sapienziale del nostro popolo” – e quindi “non si possono ignorare”.

“In una civiltà c’è attenzione all’anziano? C’è posto per l’anziano? - si è chiesto il Papa -. Questa civiltà andrà avanti se saprà rispettare la saggezza, la sapienza degli anziani. In una civiltà in cui non c’è posto per gli anziani o sono scartati perché creano problemi, questa società porta con sé il virus della morte”.

Scartare i deboli
Il vecchio – questa “zavorra” che non produce e che dunque deve scontare il suo essere un “peso” – è davvero qualcosa di indigesto per Papa Francesco, che usa parole durissime contro l’indegna attitudine che costringe gli anziani, dice, “a sopravvivere in una civiltà che non permette loro di partecipare, di dire la propria”.

“C’è qualcosa di vile in questa assuefazione alla cultura dello scarto. Ma noi siamo abituati a scartare gente. Vogliamo rimuovere la nostra accresciuta paura della debolezza e della vulnerabilità; ma così facendo aumentiamo negli anziani l’angoscia di essere mal sopportati e abbandonati”.

Il peccato dell'abbandono
Il deficit è tutto nel cuore delle singole famiglie e della società nel suo insieme nel modo che hanno di considerare la vecchiaia. Cioè, all’inverso, nella capacità – sostiene Francesco – di dimostrare “prossimità” verso gli anziani, un “affetto senza contropartita”. Perché quando non c’è amore, esclama, “con quanta facilità si mette a dormire la coscienza”.

“Io ricordo, quando visitavo le case di riposo, parlavo con ognuno e tante volte ho sentito questo: ‘Come sta lei? E i suoi figli?’. ‘Bene, bene’. ‘Quanti ne ha?’. ‘Tanti’. ‘E vengono a visitarla?’. ‘Sì, sì, sempre, sì, vengono’. ‘Quando sono venuti l’ultima volta?’. Ricordo un’anziana che mi diceva: 'Mah, per Natale'. Eravamo in agosto! Otto mesi senza essere visitati dai figli, otto mesi abbandonata! Questo si chiama peccato mortale, capito?”.

"L'anziano siamo noi"
Francesco ricorda, tra gli applausi della folla, quando Papa Benedetto affermò che la “qualità” di una civiltà “si giudica anche da come gli anziani sono trattati”. E conclude chiamando in causa i cristiani, ricordando che “gli anziani sono uomini e donne, padri e madri che sono stati prima di noi sulla nostra stessa strada, nella nostra stessa casa, nella nostra quotidiana battaglia per una vita degna”.

“La Chiesa non può e non vuole conformarsi ad una mentalità di insofferenza, e tanto meno di indifferenza e di disprezzo, nei confronti della vecchiaia. Dobbiamo risvegliare il senso collettivo di gratitudine, di apprezzamento, di ospitalità, che facciano sentire l’anziano parte viva della sua comunità (...) L’anziano non è un alieno. L’anziano siamo noi: fra poco, fra molto, inevitabilmente comunque, anche se non ci pensiamo. E se noi non impariamo a trattare bene gli anziani, così tratteranno a noi”.

I saluti del Papa sono andati, fra gli altri, ai docenti e agli studenti della Pontificia Università Salesiana che ricordano il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco.

Francesco ha poi concluso con una sorta di preghiera spontanea rivolta a tutti.

“Cari amici, il nostro tempo, segnato da tante ombre, sia sempre illuminato dal sole della speranza, che è Cristo. Egli ha promesso di restare sempre con noi e in molti modi manifesta la sua presenza. A noi il compito di annunciare e testimoniare il suo amore che ci accompagna in ogni situazione. Non stancatevi, pertanto, di affidarvi a Cristo e di diffondere il suo Vangelo in ogni ambiente”.




La Riflessione di Oggi

Messaggio da Medjugorje di Mercoledì 25 Febbraio 2015

Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti: pregate di più e parlate di meno. Nella preghiera cercate la volontà di Dio e vivetela secondo i comandamenti ai quali Dio vi invita. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Dato a Marija Pavlovic, il 25 Febbraio 2015

Entra Testo Integrale Imitazione di CristoImitazione di Cristo Archivio Imitazione di Cristo

Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE


"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.



Archivio preghiere per ogni occasione

Preghiamo
Inserimento 5 Marzo 2015


Dammi solo poco

Dammi solo poco,
perché non dimentichi mai
di chiamarti il mio tutto.

Lasciami solo poco,
perché in ogni luogo
senta bisogno di te,
perché senza ritegni
possa tornare da te,
perché in ogni momento
possa offrirti il mio cuore.

Lasciami solo poco,
perché i tuoi doni
non ti nascondano mai;
dammi una sola catena
con cui possa legarmi
al tuo viso per sempre;
lascia che il tuo desiderio
inanelli la mia vita
e diventi catena per te.

RABINDRANATH TAGORE








Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.


LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98



La Riflessione di OggiLa Riflessione di Oggi - 5 Marzo 2014
Archivio Autori Antichi o Moderni

Il vero timore del Signore

«Beato l’uomo che teme il Signore e cammina nelle sue vie» (Sal 127, 1). Ogni volta che nella Scrittura si parla del timore del Signore, bisogna tener presente che non si trova mai da solo, come se per noi bastasse alla completezza della fede, ma gli vengono aggiunti o anteposti molti altri valori.
Da questi si comprende l’essenza e la perfezione del timor di Dio, come sappiamo da quanto è detto nei Proverbi di Salomone: «Se appunto invocherai l’intelligenza e chiamerai la saggezza, se la ricercherai come l’argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del Signore» (Pro 2, 3-5).
Vediamo da ciò per quanti gradi si arriva al timore di Dio. Anzitutto, chiesto il dono della sapienza, si deve affidare tutto il compito dell’approfondimento al dono dell’intelletto, con il quale ricercare e investigare la sapienza. Solo allora si potrà comprendere il timore del Signore. Certamente il modo comune di ragionare degli uomini non procede così circa il timore.
Infatti il timore è considerato come la paura che ha l’umana debolezza quando teme di soffrire ciò che non vorrebbe gli accadesse. Tale genere di timore si desta in noi con il rimorso della colpa, di fronte al diritto del più potente, o all’attacco del più forte, a causa di una malattia, per l’incontro con una bestia feroce o, infine, per la sofferenza di qualsiasi male.
Non è questo il timore che qui si insegna, perché esso deriva dalla debolezza naturale. In questa linea di timore, infatti, ciò che si deve temere non è per nulla oggetto e materia di apprendimento, poiché le cose temibili si incaricano da se stesse a incutere terrore.
Del timore del Signore invece così sta scritto: «Venite, figli, ascoltatemi; v’insegnerò il timore del Signore» (Sal 33, 12). Dunque si impara il timore del Signore, perché viene insegnato. Questo genere di timore non sta nello spavento naturale e spontaneo, ma in una realtà che viene comunicata come una dottrina. Non promana dalla trepidazione della natura, ma lo si comincia ad apprendere con l’osservanza dei comandamenti, con le opere di una vita innocente, e con la conoscenza della verità.
Per conto nostro il timore di Dio è tutto nell’amore, e l’amore perfetto perfeziona questo timore. Il compito proprio del nostro amore verso Dio è di ascoltarne gli ammonimenti, obbedire ai suoi comandamenti, fidarsi delle sue promesse.
Ascoltiamo dunque la Scrittura che dice: «Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio, se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, che tu osservi i comandi del Signore e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene?» (Dt 10, 12).
Molte poi sono le vie del Signore, benché egli stesso sia la via. Ma quando parla di se stesso si chiama via, dando anche la ragione per cui si chiami così: «Nessuno», dice, «viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14, 6).
Bisogna dunque porsi il problema delle molte vie possibili e ponderare molti elementi perché, edotti da molte ragioni, possiamo trovare quell’unica via della vita eterna che fa per noi.
Vi sono infatti vie nella legge, vie nei profeti, vie nei vangeli, vie negli apostoli, vie anche nelle diverse opere dei maestri.
Beati coloro che camminano in esse col timore di Dio.

Dai «Trattati sui salmi» di sant’Ilario, vescovo
(Sal 127, 1-3; CSEL 22, 628-630)

Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?
Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.
Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.
Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

Archivio Padri Della Chiesa: Febbraio - Marzo - Aprile - Maggio - Giugno - Luglio - Agosto - Settembre


RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù 7 Video
Voglio Confessarmi BeneVOGLIO CONFESSARMI BENE!
"Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
Lectio Divina Personaggi BibliciPreghiere Ricevute e inviate a tutta la Mailing_list Una Pillola per lo SpiritoPreghiamo Insieme
I Sette doni dello Spirito Santo

I Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio


Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoPreghiere di Madre Teresa di CalcuttaScritti Preghiere
e Fioretti di Madre Teresa

Il Mattutino di Gianfranco Ravasi anno 2011
Vedi Anche: La Nostra Selezione di Libri di Gianfranco Ravasi con Sconto dal 10 al 15%


I «sette peccati capitali»:
i vizi a cui si possono ricondurre tutti i peccati umani

«superbia, avarizia, invidia, ira, lussuria, golosità, pigrizia o accidia».


Archivio: Ultimo Inserimento:
In Dialogo il Teologo Risponde



Come è nata la suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?

I Vangeli che ho a casa sono divisi per capitoli e per paragrafi, ogni paragrafo ha il suo titolo. Nelle versioni della Cei 2008 che ho trovato in rete la divisione per paragrafi è sparita: è una scelta ufficiale? Qual è il motivo? Qual è la storia della suddivisione dei Vangeli in capitoli e paragrafi?



VAI SU: Risponde don Filippo Belli, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia Centrale.