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Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano Entra Archivio

Davanti allo specchio - Lunedì, 20 giugno 2016

Ci sono regole chiare suggerite da Gesù per non cadere nell’ipocrisia: non giudicare gli altri per non essere a nostra volta giudicati con la stessa misura; e quando ci viene la tentazione di farlo, è meglio guardarsi prima allo specchio, non per nasconderci con il trucco ma per vedere bene come siamo realmente. Ricordando che l’unico vero giudizio è quello di Dio con la sua misericordia, Papa Francesco — nella messa celebrata lunedì mattina 20 giugno nella cappella della Casa Santa Marta — ha raccomandato di non cedere alla tentazione di mettersi al posto del Signore, dubitando della sua parola.

«Gesù parla alla gente e insegna tante cose sulla preghiera, sulle ricchezze, sulle preoccupazioni vane, tante, su come deve comportarsi un suo discepolo» ha affermato Francesco. E così «arriva a questo passo del Vangelo sul giudizio», proposto dalla liturgia (Matteo, 7, 1-15). È un brano in cui «il Signore è molto concreto». Se infatti «alcune volte il Signore per farci capire ci racconta una parabola, qui è: “ta, ta, ta”: diretto, perché il giudizio è una cosa che può fare solo lui».

«Il fatto incomincia» con una parola chiara di Gesù: «Non giudicate, per non essere giudicati». Dunque, «se tu non vuoi essere giudicato non giudicare gli altri: “tac, tac”, chiaro». E il Signore «va un passo avanti», indicando appunto il criterio della misura: «Perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi».

«Tutti noi vogliamo, il giorno del giudizio, che il Signore ci guardi con benevolenza, che il Signore si dimentichi di tante cose brutte che abbiamo fatto nella vita» ha detto Francesco. E «questo è giusto, perché siamo figli, e un figlio dal padre si aspetta questo, sempre». Ma «se tu giudichi continuamente gli altri, con la stessa misura tu sarai giudicato: questo è chiaro».

«Primo, il comandamento, il fatto: “Non giudicate per non essere giudicati”» ha ribadito il Papa, aggiungendo: «Secondo, la misura sarà la stessa che voi usate per i fratelli». E poi «il terzo passo: guardati allo specchio ma non per truccarti perché non si vedano le rughe; no, no, no, quello non è il consiglio!». Piuttosto, ha suggerito Francesco, «guardati allo specchio per guardare te, come tu sei». Le parole di Gesù sono chiare: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai a tuo fratello: “lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio” mentre nel tuo occhio c’è la trave?”».

«Come ci qualifica il Signore — si è chiesto il Pontefice — quando facciamo questo? Una sola parola: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”». In realtà, non dovrebbe sorprendere la reazione del Signore che «si arrabbia; è molto forte, e sembra anche che ci insulti: dice “ipocrita” a chi giudica gli altri».

La ragione è che «chi giudica — ha spiegato il Papa — si mette al posto di Dio, si fa Dio e dubita della parola di Dio». È proprio «quello che il serpente ha convinto a fare ai nostri padri: “No, no, Dio è un bugiardo, se voi mangiate di questo, sarete come lui”. E loro volevano mettersi al posto di Dio».

Per questo, ha insistito il Pontefice, «è tanto brutto giudicare: il giudizio solo a Dio, solo a lui!». A noi compete piuttosto «l’amore, la comprensione, il pregare per gli altri quando vediamo cose che non sono buone», se serve «anche parlare loro» per metterli in guardia se qualcosa non sembra andare per il verso giusto. In ogni caso «mai giudicare, mai», perché «se noi giudichiamo è ipocrisia».

Del resto, ha affermato Francesco, «quando giudichiamo ci mettiamo al posto di Dio, questo è vero, ma il nostro giudizio è un povero giudizio: mai, mai può essere un vero giudizio». Perché, appunto, «il vero giudizio è quello che dà Dio». E «perché il nostro non può essere come quello di Dio? Perché Dio è onnipotente e noi no? No, perché al nostro giudizio manca la misericordia». E «quando Dio giudica, giudica con misericordia».

In conclusione il Papa ha suggerito di pensare «oggi a questo che il Signore ci dice: non giudicare, per non essere giudicato; la misura con la quale giudichiamo sarà la stessa che useranno con noi; e, terzo, guardiamoci allo specchio prima di giudicare». E così quando ci viene da dire: «questa fa quello, questo fa quello», è meglio guardarsi allo specchio prima di parlare. Altrimenti «sarò un ipocrita — ha ripetuto Francesco — perché mi metto al posto di Dio». E comunque «il mio giudizio è un povero giudizio: manca qualcosa di tanto importante che ha il giudizio di Dio, manca la misericordia». Il Signore, ha auspicato il Papa, «ci faccia capire bene queste cose».

Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta



Vangelo e Commento del mese di Luglio 2016
PAGINA ARCHIVIO
Venerdì 1 luglio 2016 Am 8, 4-6.9-12; Sal 118 Vangelo secondo Matteo (9, 9-13) Tempo ordinario Salterio: prima settimana

Sabato 2 luglio 2016 Am 9,11-15; Sal 84 Vangelo secondo Matteo (9, 14-17)

Domenica 3 luglio 2016 Is 66, 10-14c; Sal 65; Gal 6, 14-18 Vangelo secondo Luca (10, 1-12.17-20) San Tommaso Salterio: seconda settimana

Lunedì 4 luglio 2016 Os 2, 16.17b-18.21-22; Sal 144 Vangelo secondo Matteo (9, 18-26)

Martedì 5 luglio 2016 Os 8, 4-7.11-13; Sal 113 Vangelo secondo Matteo (9, 32-38)

Mercoledì 6 luglio 2016 Os 10, 1-3.7-8.12; Sal 104 Vangelo secondo Matteo (10, 1-7)

Giovedì 7 luglio 2016 Os 11, 1-4.8c-9; Sal 79 Vangelo secondo Matteo (10, 7-15)

Venerdì 8 luglio 2016 Os 14, 2-10; Sal 50 Vangelo secondo Matteo (10, 16-23)

Sabato 9 luglio 2016 Is 6, 1-8; Sal 92 Vangelo secondo Matteo (10, 24-33)

Domenica 10 luglio 2016 Dt 30, 10-14; Sal 18; Col 1, 15-20 Salterio: terza settimana Vangelo secondo Luca (10, 25-37)

Lunedì 11 luglio 2016 Prv 2, 1-9; Sal 33 Vangelo secondo Matteo (19, 27-29) San Benedetto

Martedì 12 luglio 2016 Is 7, 1-9; Sal 47 Vangelo secondo Matteo (11, 20-24)

Mercoledì 13 luglio 2016 Is 10, 5-7.13-16; Sal 93 Vangelo secondo Matteo (11, 25-27)

Giovedì 14 luglio 2016 Is 26, 7-9.12.16-19; Sal 101 Vangelo secondo Matteo (11, 28-30)

Venerdì 15 luglio 2016 Is 38, 1-6.21-22.7-8; Is 38, 10-12.16 Vangelo secondo Matteo (12, 1-8) San Bonaventura

Sabato 16 luglio 2016 Mic 2, 1-5; Sal 9 Beata Vergine Maria del Monte Carmelo Vangelo secondo Matteo (12, 14-21)

Domenica 17 luglio 2016 Gn 18, 1-10a; Sal 14; Col 1, 24-28 Salterio: quarta settimana Vangelo secondo Luca (10, 38-42)

Lunedì 18 luglio 2016 Mic 6, 1-4.6-8; Sal 49 Vangelo secondo Matteo (12, 38-42)

Martedì 19 luglio 2016 Mic 7, 14-15.18-20; Sal 84 Vangelo secondo Matteo (12, 46-50)

Mercoledì 20 luglio 2016 Ger 1, 1.4-10; Sal 70 Vangelo secondo Matteo (13, 1-9)

Giovedì 21 luglio 2016 Ger 2, 1-3.7-8.12-13; Sal 35 Vangelo secondo Matteo (13, 10-17)

Venerdì 22 luglio 2016 Ct 3, 1-4a opp. 1Cor 5, 14-17; Sal 62 Santa Maria Maddalena Vangelo secondo Giovanni (20, 1.11-18)

Sabato 23 luglio 2016 Gal 2, 19-20; Sal 33 Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8) Santa Brigida

Domenica 24 luglio 2016 Gn 18, 20-32; Sal 137; Col 2, 12-14 Vangelo secondo Luca (11, 1-13) Salterio: prima settimana

Lunedì 25 luglio 2016 2Cor 4, 7-15; Sal 125 Vangelo secondo Matteo (20, 20-28) San Giacomo

Martedì 26 luglio 2016 Sir 44, 1.10-15; Sal 131 Vangelo secondo Matteo (13, 16-17) Santi Gioacchino ed Anna

Mercoledì 27 luglio 2016 Ger 15, 10.16-21; Sal 58 Vangelo secondo Matteo (13, 44-46)

Giovedì 28 luglio 2016 Ger 18, 1-6; Sal 145 Vangelo secondo Matteo (13, 47-53)

Venerdì 29 luglio 2016 1Gv 4, 7-16; Sal 33 Vangelo secondo Giovanni (11, 19-27) (opp. Lc 10, 38-42) Santa Marta

Sabato 30 luglio 2016 Ger 26, 11-16.24; Sal 68 Vangelo secondo Matteo (14, 1-12)

Domenica 31 luglio 2016 Qo 1, 2;2, 21-23; Sal 89; Col 3, 1-5.9-11 Vangelo secondo Luca (12, 13-21) Sant'Ignazio di Loyola Salterio: seconda settimana


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I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI


INTRODUZIONE

Primo comandamento NON AVRAI ALTRO DIO DI FRONTE A ME

Secondo comandamento NON PRONUNCIARE INVANO IL NOME DEL SIGNORE TUO DIO

Terzo comandamento RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quarto comandamento ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Quinto comandamento NON UCCIDERE

Sesto comandamento NON COMMETTERE ADULTERIO

Settimo comandamento NON RUBARE

Ottavo comandamento NON PRONUNZIARE FALSA TESTIMONIANZA

Nono e Decimo comandamento NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI



Pagina Indice: LE OPERE DI MISERICORDIA




CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II



Eccomi Signore, mi sono liberato dal Faraone che mi tiene legato alle mille preoccupazioni quotidiane che mi schiacciano...

Pubblicato da Voi che cercate Dio, fatevi coraggio. su Mercoledì 20 luglio 2016

La preghiera del cuore o preghiera di Gesù - Esicasmo
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo



Enzo Bianchi Priore di BoseEnzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare.....
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."
Enzo Bianchi Priore di BoseLa Preghiera Contemplativa. Non pensiamo che la preghiera sia esclusiva di anime eccezionali che hanno raggiunto le vette della santità. La preghiera è accessibile a tutti: basta praticarla. Evagrio diceva: "Vuoi imparare a pregare? Prega". "Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza" (Pascal). Siamo capaci di metterci in quel riposo contemplativo, che non è inattività, ma che anzi è la suprema attività?
Olivier Clement

L'itinerario verso il “luogo del cuore” Tappe ascetiche e aspetti pratici della Preghiera di Gesù

Il contesto teologico e sacramentale della Preghiera di Gesù

LA FILOCALIA: I testi - La via - La pratica ("pràxis") - La contemplazione della natura ('phhysikè theorla") - La deificazione ("théosis")
TEOFANE IL RECLUSO - DIARIO DELLA PREGHIERA
Nessuno può evitare le tentazioni, ma è possibile evitare le cadute, non da soli, ma con Dio. Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
Si racconta di un vecchio eremita.....:
Iniziazione alla vita spirituale - Decisione iniziale e perseveranza. Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen»
1 - Prega e fa’ quel che vuoi (dai Racconti di un pellegrino russo)

2 - Il volto dell’umile - Isacco di Ninive

3 - 7 mezzi pratici per vivere la presenza di Dio

4 - La meditazione delle Scritture - San Giovanni Crisostomo

5 - Silvano del monte Athos - La lotta spirituale - La grande scienza

6 - GREGORIO PALAMAS - Tre capitoli sulla preghiera e sulla purità del cuore



La Riflessione di OggiLa Riflessione Per Domenica 24 Luglio 2016
Archivio Autori Antichi o Moderni

Sovrabbondo di gioia in ogni tribolazione

Paolo riprende il discorso sulla carità, moderando l'asprezza del rimprovero. Dopo aver infatti rimproverato e biasimato i Corinzi per il fatto che, pur amati, non avevano corrisposto all'amore, anzi erano stati ingrati e avevano dato ascolto a gente malvagia, mitiga il rimprovero dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori» (2 Cor 7, 2), cioè amateci. Chiede un favore assai poco gravoso, anzi più utile a loro che a lui. Non dice «amate», ma con squisita delicatezza: «Fateci posto nei vostri cuori». Chi ci ha scacciati, sembra chiedere, dai vostri cuori? Chi ci ha espulsi? Per quale motivo siamo stati banditi dal vostro spirito? Dato che prima aveva affermato: «È nei vostri cuori invece che siete allo stretto» (2 Cor 6, 12), qui esprime lo stesso sentimento dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori». Così li attira di nuovo a sè. Niente spinge tanto all'amore chi è amato quanto il sapere che l'amante desidera ardentemente di essere corrisposto.
«Vi ho già detto poco fa, continua, che siete nel nostro cuore per morire insieme e insieme vivere» (2 Cor 7, 3). Espressione massima dell'amore di Paolo: benchè disprezzato, desidera vivere e morire con loro. Siete nel nostro cuore non superficialmente, in modo qualsiasi, ma come vi ho detto. Può capitare che uno ami, ma fugga al momento del pericolo: non è così per me.
«Sono pieno di consolazione» (2 Cor 7,4). Di quale consolazione? Di quella che mi viene da voi: ritornati sulla buona strada mi avete consolato con le vostre opere. E' proprio di chi ama prima lamentarsi del fatto che non è amato, poi temere di recare afflizione con eccessiva insistenza nella lamentela. Per questo motivo aggiuge: «Sono pieno di consolazione, pervaso di gioia».
In altre parole: sono stato colpito da grande dispiacere a causa vostra, ma mi avete abbondantemente compensato e recato gran sollievo; non avete solo rimosso la causa del dispiacere, ma mi avete colmato di più abbondante gioia.
Paolo manifesta la sua grandezza d'animo non fermandosi a dire semplicemente «sovrabbondo di gioia», ma aggiungendo anche «in ogni mia tribolazione». È così grande il piacere che mi avete arrecato che neppure la più grande tribolazione può oscurarlo, anzi è tale da farmi dimenticare con l'esuberanza della sua ricchezza, tutti gli affanni che mi erano piombati addosso e ha impedito che io rimanessi schiacciato.

Dalle «Omelie sulla seconda lettera ai Corinzi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. 14, 1-2; PG 61, 497-499)


Nel «Padre nostro» Gesù ci insegna la grammatica di Dio Domenica 24 Luglio 2016 XVII Domenica Tempo ordinario Anno C Letture: Genesi 18, 20-23; Salmo 137; Colossesi 2,12-14; Luca 11,1-13


I Sette doni dello Spirito SantoI Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio
Preghiere di Madre Teresa di CalcuttaScritti Preghiere e Fioretti di Madre Teresa Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo.
Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto
Voglio Confessarmi BeneVOGLIO CONFESSARMI BENE! "Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
"Paziente e misericordioso" è il binomio che ricorre spesso nell'Antico Testamento per descrivere la natura di Dio I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell'agire divino. (Misericordiae Vultus, 6)
150 Salmi - I Salmi della misericordia 25 41 {42. 43.} 51 57 92 103 119 136
LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIOLA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
di: Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e vene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE

"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione
Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.
L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.
Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.
Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI
Di tutto grazie

Di tutto grazie, Gesù.
Grazie della sofferenza,
grazie dell'umiliazione,
delle aridità, dell'annientamento,
dell'abbandono delle creature.
Grazie per tutte quelle infinite
miserie che hai permesso
affinché meglio mi conoscessi
e più a te mi abbandonassi
in un amore senza confini.

Continua, Signore,
l'opera tua:
non ti fermino
le mie paure
e le mie lacrime.



SUOR MARIA TERESA DELL'EUCARESTIA


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Una famiglia ospitale Il 29 luglio è la memoria di santa Marta, una figura, a prima vista un po’ maltrattata da Gesù (Luca 10,38-42) e dalla tradizione cristiana, che ci permette di illustrare il rapporto tra famiglia e atti di misericordia. Anche in questo caso, infatti, abbiamo una famigliola di tre membri, il fratello Lazzaro e le due sorelle Marta e Maria e un’accoglienza generosa all’amico Gesù nella casetta dei tre, situata nel quartiere periferico di Betania, termine suggestivo perché significa “casa della misericordia”. Continua....

LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98
Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde

Ultimo Inserimento: Maria Maddalena e Maria di Betania sono le stessa persona?

Ho sentito dire che secondo alcuni biblisti Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, e Maria Maddalena, prima testimone della resurrezione, sarebbero la stessa persona. È possibile?

Risponde don Stefano Tarocchi, Preside della Facoltà teologica dell’Italia centrale.