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Catechesi di Papa Francesco Testo Integrale e Video I Sette Doni dello Spirito Santo: Sapienza - Intelletto - Consiglio - Fortezza - Scienza - Pietà - Timore di Dio

MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano Entra Archivio

Quella voglia di arrampicarsi - Martedì, 17 maggio 2016

C’è una «tentazione» che «divide e distrugge la Chiesa»: è la «voglia mondana di avere il potere», l’invidia e il desiderio «di andare più in alto». Lo ha detto Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta martedì 17 maggio, spiegando che questa tentazione risponde al «pensiero del mondo», mentre Gesù parla «di servizio, di umiliazione».

Confrontandosi con il brano evangelico del giorno, tratto dal Vangelo di Marco (9, 30-37), l’intera meditazione del Pontefice si è sviluppata sulla contrapposizione fra questi «due modi di parlare». La Scrittura, infatti, presenta Gesù che «insegna ai suoi discepoli» e dicendo loro «la verità sulla propria vita» — sulla sua, ha spiegato Francesco, ma «anche sulla vita dei cristiani, la “vera” verità» — rivela: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni, risorgerà».

Di fronte a tale verità — «Io sono venuto per questo compito, per compiere questa missione: dare la mia vita per la salvezza di tutti» — i discepoli non capiscono. Anzi, «non volevano capire» e, per «timore di interrogarlo», avevano deciso di lasciar perdere, come a dire: «le cose si arrangeranno da sole». Ha spiegato il Papa: «Il timore chiudeva il loro cuore, chiudeva il loro cuore alla verità che Gesù gli stava insegnando».

Il racconto evangelico prosegue e si legge che essi «continuarono la strada, ma non in silenzio»: i discepoli «continuavano a parlare». Arrivati a Cafarnao, Gesù chiede: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Nessuna risposta. Essi, infatti, «avevano vergogna di dire a Gesù di che cosa discutevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro su chi fosse il più grande».

Ecco, quindi, la contrapposizione: «Gesù parla un linguaggio di umiliazione, di morte, di redenzione, e loro parlano un linguaggio da arrampicatori: chi andrà più in alto nel potere?». Questa, ha detto Francesco, è una tentazione che avevano loro — «erano tentati dal modo di pensare del mondo mondano» — ma «non solo loro». Anche la mamma di Giacomo e Giovanni, ha ricordato il Pontefice, andò da Gesù — l’episodio si può leggere nelle pagine di Matteo (20, 20-21) — per «chiedere che i suoi figli fossero uno alla destra e un altro alla sinistra, quando lui fosse arrivato al Regno». Come se oggi si chiedesse: «Uno faccia il primo ministro e l’altro il ministro dell’economia» per dividersi «tutto il potere». Proprio questo, infatti, «è il pensiero del mondo: chi è il più grande?». Perciò Gesù si premura di chiamare i dodici e di dire loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo e il servitore di tutti».

Quello di Gesù ai discepoli è un insegnamento che vale per tutti: «Nella strada che Gesù ci indica per andare avanti — ha detto Francesco — il servizio è la regola. Il più grande è quello che più serve, quello che più è al servizio degli altri, non quello che si vanta, che cerca il potere, i soldi, la vanità, l’orgoglio». Insegnamento necessario perché, ha fatto notare il Papa, questa «è una storia che accade ogni giorno nella Chiesa, in ogni comunità» dove spesso ci si chiede: «Ma da noi, chi è il più grande? Chi comanda?». Emergono le «ambizioni», la «voglia di arrampicarsi, di avere il potere».

L’argomento viene affrontato anche nella prima lettura, tratta dalla lettera di san Giacomo (4, 1-10), nella quale l’apostolo scrive: «Ma fratelli miei, da dove vengono le guerre, le liti che sono in mezzo a voi?». E continua: «Non vengono forse dalle vostre passioni?», ovvero «dalla passione del potere, di comandare, di dominare»? Giacomo accusa: «Siete pieni di desideri», alludendo alle loro invidie e gelosie. E aggiunge: «Non avete, perché non chiedete. Chiedete e non ottenete, perché chiedete male».

A questo punto il Pontefice ha invitato a valutare con attenzione il passo successivo, «per pensare a come preghiamo male». L’apostolo infatti spiega ai suoi interlocutori: «chiedete male per soddisfare cioè le vostre passioni». E incalza: «Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio?». Proprio qui, ha spiegato il Papa, si trova «il nocciolo di questo brano» e del messaggio rivolto oggi alla Chiesa.

La sintesi è nella contrapposizione già accennata: «Gesù parla un linguaggio di servizio, di umiliazione, anzi lui dice: “Io non sono venuto per farmi servire, per essere servito, ma per servire”». Invece «il linguaggio del mondo è: “chi ha più potere per comandare?”. E questo linguaggio mondano è nemico di Dio». Quando infatti, ha continuato Francesco, c’è la «vanità», la «voglia mondana di avere il potere, non di servire, ma di essere servito», si usano tutti i mezzi. Così, ad esempio, ci sono le «chiacchiere», lo «sporcare gli altri». Lo «sappiamo tutti», ha aggiunto, che «l’invidia e le gelosie fanno questa strada e distruggono».

Tutto questo, ha fatto amaramente notare il Pontefice, «accade oggi in ogni istituzione della Chiesa: parrocchie, collegi, altre istituzioni, anche nei vescovati... tutti». Ecco i «due modi di parlare»: da una parte lo «spirito del mondo, che è spirito di ricchezza, vanità e orgoglio»; dall’altra Gesù che dice: «il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno». Egli «è venuto per servire e ci ha insegnato la strada nella vita cristiana: il servizio, l’umiltà». Del resto, ha spiegato Francesco, «quando i grandi santi dicevano di sentirsi tanto peccatori, è perché avevano capito questo spirito del mondo che era dentro di loro e avevano tante tentazioni mondane». Infatti «nessuno di noi può dire: “No, io no, no io... io sono una persona santa, pulita.” Tutti noi siamo tentati da queste cose, siamo tentati di distruggere l’altro per salire in alto». È una «tentazione mondana» che «divide e distrugge la Chiesa», e non è certo «lo Spirito di Gesù».

Concludendo la sua riflessione, il Papa ha detto che, avendo negli occhi la scena evangelica appena riletta, «ci farà bene pensare alle tante volte che noi abbiamo visto questo nella Chiesa e alle tante volte che noi abbiamo fatto questo, e chiedere al Signore che ci illumini, per capire che l’amore per il mondo, cioè per questo spirito mondano, è nemico di Dio».

Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta



Vangelo e Commento del mese di Maggio 2016
PAGINA ARCHIVIO
Libri Preghiera del Cuore o Preghiera di Gesù - Esicasmo

















Domenica 1 maggio 2016 Vangelo Vangelo secondo Giovanni (14, 23-29) At 15, 1-2.22-29; Sal 66; Ap 21, 10-14.22-23 Tempo di Pasqua Salterio: seconda settimana San Giuseppe lavoratore

Lunedì 2 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (15, 26-16, 4a) At 16, 11-15; Sal 149 Sant'Atanasio

Martedì 3 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (14, 6-14) 1Cor 15, 1-8a; Sal 18 Santi Filippo e Giacomo

Mercoledì 4 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 12-15) At 17, 15.22-18, 1; Sal 148

Giovedì 5 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 16-20) At 18, 1-8; Sal 97

Venerdì 6 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 20-23a) At 18, 9-18; Sal 46

Sabato 7 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 23b-28) At 18, 23-28; Sal 46

Domenica 8 maggio 2016 Vangelo secondo Luca (24, 46-53) At 1, 1-11; Sal 46; Eb 9, 24-28;10, 19-23 Ascensione del Signore

Lunedì 9 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 29-33) At 19, 1-8; Sal 67 Salterio: terza settimana

Martedì 10 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (17, 1-11a) At 20, 17-27; Sal 67

Mercoledì 11 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (17, 11b-19) At 20, 28-38; Sal 67

Giovedì 12 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (17, 20-26) At 22, 30;23, 6-11; Sal 15

Venerdì 13 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (21, 15-19) At 25, 13-21; Sal 102 Beata Vergine Maria di Fatima

Sabato 14 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (15, 9-17) At 1, 15-17.20-26; Sal 112 San Mattia

Domenica 15 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (14, 15-16.23b-26) At 2, 1-11; Sal 103; Rm 8, 8-17 Domenica di Pentecoste

Lunedì 16 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (9, 14-29) Gc 3, 13-18; Sal 18 Tempo ordinario Salterio: terza settimana

Martedì 17 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (9, 30-37) Gc 4, 1-10; Sal 54

Mercoledì 18 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (9, 38-40) Gc 4, 13-17; Sal 48

Giovedì 19 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (9, 41-50) Gc 5, 1-6; Sal 48

Venerdì 20 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 1-12) Gc 5, 9-12; Sal 102

Sabato 21 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 13-16) Gc 5, 13-20; Sal 140

Domenica 22 maggio 2016 Vangelo secondo Giovanni (16, 12-15) Prv 8, 22-31; Sal 8; Rm 5, 1-5 Santissima Trinità

Lunedì 23 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 17-27) 1Pt 1, 3-9; Sal 110 Salterio: quarta settimana

Martedì 24 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 28-31) 1Pt 1, 10-16; Sal 97

Mercoledì 25 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 32-45) 1Pt 1, 18-25; Sal 147

Giovedì 26 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (10, 46-52) 1Pt 2, 2-5.9-12; Sal 99 San Filippo Neri

Venerdì 27 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (11, 11-25) 1Pt 4, 7-13; Sal 95

Sabato 28 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (11, 27-33) Gd 17, 20-25; Sal 62

Domenica 29 maggio 2016 Vangelo secondo Luca (9, 11b-17) Gn 14, 18-20; Sal 109; 1Cor 11, 23-26 Santissimi Corpo e Sangue di Cristo

Lunedì 30 maggio 2016 Vangelo secondo Marco (12, 1-12) 2Pt 1, 2-7; Sal 90 Salterio: prima settimana

Martedì 31 maggio 2016 Vangelo secondo Luca (1, 39-56) Sof 3, 14-17 opp. Rm 12, 9-16b; Is 12, 2-6 Visitazione della Beata Vergine Maria



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I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI


INTRODUZIONE

Primo comandamento NON AVRAI ALTRO DIO DI FRONTE A ME

Secondo comandamento NON PRONUNCIARE INVANO IL NOME DEL SIGNORE TUO DIO

Terzo comandamento RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quarto comandamento ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Quinto comandamento NON UCCIDERE

Sesto comandamento NON COMMETTERE ADULTERIO

Settimo comandamento NON RUBARE

Ottavo comandamento NON PRONUNZIARE FALSA TESTIMONIANZA

Nono e Decimo comandamento NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI



Pagina Indice: LE OPERE DI MISERICORDIA




CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II



La preghiera del cuore o preghiera di Gesù - Esicasmo
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo



Enzo Bianchi Priore di BoseEnzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare.....
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."
Enzo Bianchi Priore di BoseLa Preghiera Contemplativa. Non pensiamo che la preghiera sia esclusiva di anime eccezionali che hanno raggiunto le vette della santità. La preghiera è accessibile a tutti: basta praticarla. Evagrio diceva: "Vuoi imparare a pregare? Prega". "Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza" (Pascal). Siamo capaci di metterci in quel riposo contemplativo, che non è inattività, ma che anzi è la suprema attività?
Olivier Clement - L'itinerario verso il “luogo del cuore”
Tappe ascetiche e aspetti pratici della Preghiera di Gesù

TEOFANE IL RECLUSO - DIARIO DELLA PREGHIERA
Nessuno può evitare le tentazioni, ma è possibile evitare le cadute, non da soli, ma con Dio. Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
Prega e fa’ quel che vuoi (dai Racconti di un pellegrino russo)
Si racconta di un vecchio eremita.....:
Iniziazione alla vita spirituale - Decisione iniziale e perseveranza. Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen»



La Riflessione di OggiLa Riflessione Per Domenica 22 Maggio 2016
Archivio Autori Antichi o Moderni

Luce, splendore e grazia della Trinità

Non sarebbe cosa inutile ricercare l’antica tradizione, la dottrina e la fede della Chiesa cattolica, quella s’intende che il Signore ci ha insegnato, che gli apostoli hanno predicato, che i padri hanno conservato. Su di essa infatti si fonda la Chiesa, dalla quale, se qualcuno si sarà allontanato, per nessuna ragione potrà essere cristiano, né venir chiamato tale.

La nostra fede è questa: la Trinità santa e perfetta è quella che è distinta nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e non ha nulla di estraneo o di aggiunto dal di fuori, né risulta costituita del Creatore e di realtà create, ma è tutta potenza creatrice e forza operativa. Una è la sua natura, identica a se stessa. Uno è il principio attivo e una l’operazione. Infatti il Padre compie ogni cosa per mezzo del Verbo nello Spirito Santo e, in questo modo, è mantenuta intatta l’unità della santa Trinità. Perciò nella Chiesa viene annunziato un solo Dio, che è al di sopra di ogni cosa, agisce per tutto ed è in tutte le cose (cfr. Ef 4, 6). È al di sopra di ogni cosa ovviamente come Padre, come principio e origine. Agisce per tutto, certo per mezzo del Verbo. Infine opera in tutte le cose nello Spirito Santo.
L’apostolo Paolo, allorché scrive ai Corinzi sulle realtà spirituali, riconduce tutte le cose ad un solo Dio Padre come al principio, in questo modo: «Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti» (1 Cor 12, 4-6).

Quelle cose infatti che lo Spirito distribuisce ai singoli, sono date dal Padre per mezzo del Verbo. In verità tutte le cose che sono del Padre sono pure del Figlio. Onde quelle cose che sono concesse dal Figlio nello Spirito sono veri doni del Padre. Parimenti quando lo Spirito è in noi, è anche in noi il Verbo dal quale lo riceviamo, e nel Verbo vi è anche il Padre, e così si realizza quanto è detto: «Verremo io e il Padre e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23). Dove infatti vi è la luce, là vi è anche lo splendore; e dove vi è lo splendore, ivi c’è parimenti la sua efficacia e la sua splendida grazia.

Questa stessa cosa insegna Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, con queste parole: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13). Infatti la grazia è il dono che viene dato nella Trinità, è concesso dal Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo. Come dal Padre per mezzo del Figlio viene data la grazia, così in noi non può avvenire la partecipazione del dono se non nello Spirito Santo. E allora, resi partecipi di esso, noi abbiamo l’amore del Padre, la grazia del Figlio e la comunione dello stesso Spirito.


Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo
(Lett. 1 a Serap. 28-30; PG 26, 594-595. 599)


La Trinità comunione d'amore, flusso di vita divina. Domenica 22 Maggio 2016 Santissima Trinità - Anno C Letture: Proverbi 8,22-31; Salmo 8; Romani 5,1-5; Giovanni 16, 12-15


I Sette doni dello Spirito SantoI Sette Doni Dello Spirito Santo:
Sapienza Intelletto Consiglio Fortezza Scienza Pietà Timore di Dio
Preghiere di Madre Teresa di CalcuttaScritti Preghiere e Fioretti di Madre Teresa Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo.
Ogni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San BenedettoOgni Giorno una Riflessione Tratta dalla Regola di San Benedetto
Voglio Confessarmi BeneVOGLIO CONFESSARMI BENE! "Ti aiuti la Madonna a riconciliarti con Dio, col tuo prossimo, con te stesso, con la vita" dal Santuario di Montenero
"Paziente e misericordioso" è il binomio che ricorre spesso nell'Antico Testamento per descrivere la natura di Dio I Salmi, in modo particolare, fanno emergere questa grandezza dell'agire divino. (Misericordiae Vultus, 6)
150 Salmi - I Salmi della misericordia 25 41 {42. 43.} 51 57 92 103 119 136
LA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIOLA METANOIA COME CONDIZIONE DI BASE PER ACCEDERE A DIO
di: Bernhard Haring (Böttingen, 10 novembre 1912 – Gars am Inn, 3 luglio 1998) è stato un teologo tedesco. Bernhard Häring è stato uno dei fondatori dell’Accademia Alfonsiana e vene considerato dai suoi successori il più grande teologo morale cattolico del XX secolo.
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?Storia Vera Video e Testo:
Un professore universitario ha fatto ai suoi studenti una domanda: - Tutto che c’è nel mondo è stato creato da Dio?

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Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE

"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione
Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.
L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.
Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.
Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI
Di tutto grazie

Di tutto grazie, Gesù.
Grazie della sofferenza,
grazie dell'umiliazione,
delle aridità, dell'annientamento,
dell'abbandono delle creature.
Grazie per tutte quelle infinite
miserie che hai permesso
affinché meglio mi conoscessi
e più a te mi abbandonassi
in un amore senza confini.

Continua, Signore,
l'opera tua:
non ti fermino
le mie paure
e le mie lacrime.



SUOR MARIA TERESA DELL'EUCARESTIA


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Archivio: Catechesi - Essere Cristiani Oggi
Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Gianfranco Ravasi

Un'avvocata misericordiosa

Siamo nel mese di maggio, tradizionalmente dedicato a Maria. Partiremo, perciò, con un testo che le mette in bocca queste parole: «Ponete fine ai lamenti! Io mi farò avvocata presso mio Figlio… Non vi tormentate più, eliminate ogni paura: andrò io, piena di grazia, da lui a parlargli». Si rivolge così Maria ad Adamo ed Eva nel secondo degli “Inni sul Natale” del grande poeta siro-bizantino Romano il Melode (VI sec.)
Continua....

LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98
Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde

Ultimo Inserimento: Il Vangelo ci invita a perdonare ma anche ad ammonire chi sbaglia

Gesù ci dice: «Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato» (Luca 6,37). Però ci invita anche alla «correzione fraterna» e ad ammonire chi commette una colpa. Come si possono seguire questi due insegnamenti?

VAI SU: Risponde don Francesco Carensi, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.