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MEDITAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NELLE MESSE QUOTIDIANE CELEBRATE NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE - A cura de L'Osservatore Romano Entra Archivio

Novità e resistenze - Giovedì, 28 aprile 2016

Dalla Pentecoste in poi il «protagonista della Chiesa» è lo Spirito Santo: è lui che «muove tutto», che aiuta «a essere forti nel martirio» ma anche a «vincere le resistenze» che possono emergere all’interno della stessa comunità cristiana. È la storia di un cammino — percorso dalla Chiesa dalle origini ai giorni nostri — quella che ha raccontato Papa Francesco nell’omelia tenuta durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì 28 aprile. Una strada che, sin dalle prime discussioni fra gli apostoli, è stata segnata da alcuni atteggiamenti: «riunirsi», «ascoltarsi», «discutere», «pregare e decidere» con lo spirito Santo. È, ha sottolineato il Pontefice, la strada «della sinodalità», nella quale «si esprime la comunione della Chiesa» che è opera dello Spirito.

«Il protagonista della Chiesa, del lavoro della Chiesa, della crescita della Chiesa» è lo Spirito. Come ha ricordato il Papa, è questo un dato che emerge chiaramente dalle Scritture. È lui, infatti, «che dal primo momento ha dato la forza agli apostoli, uno a uno, di proclamare il Vangelo, il nome di Gesù». Lo Spirito «disse a Filippo: “Vai per quella strada, dove era il proselito etiope e senti...”»; ugualmente inviò Pietro a Cesarea e a Paolo «disse: “Vieni in Macedonia”, in un sogno». Proprio lì, dove Paolo e Sila vennero incarcerati, fu sempre lo Spirito a muovere il cuore del carceriere il quale, di fronte a eventi straordinari — negli Atti degli apostoli si legge: «D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti» (16, 26) — chiese il battesimo.

Ha concluso il Pontefice: «È lo Spirito che fa tutto, lo Spirito che porta la Chiesa avanti». Ma, ha aggiunto, la porta avanti «anche nel confrontarsi con i suoi problemi». Così, «quando scoppia la persecuzione, dopo il martirio di Stefano, per esempio, è lo Spirito che dà la forza ai credenti per rimanere nella fede». Ed è ancora lui «che fa fuggire i credenti da Gerusalemme, dopo il martirio di Stefano» e li spinge a «portare la fede in Gesù in altri posti».

Anche nel brano proposto dalla liturgia del giorno, tratto dagli Atti degli apostoli (15, 7-21), si incontra l’azione dello Spirito «che porta avanti la Chiesa; e la porta avanti in momenti di pace, gioiosi, di conversione, ma anche nei momenti difficili di persecuzione e anche di resistenze e di accanimento dei dottori della legge». Nel brano in questione, infatti, si legge della «resistenza di quelli che credevano che Gesù fosse venuto soltanto per il popolo eletto». Essi, udendo che lo Spirito Santo era venuto «sui pagani, sui greci, su quelli che non appartenevano al popolo di Israele», si ribellavano dicendo: «Ma no, questo non si può fare». Pur animati da «buona volontà», facevano «resistenza». Così come quando loro stessi introducevano altre eccezioni: «Ma, sì, è vero, lo Spirito Santo o è venuto su di loro, ma devono percorrere la strada secondo la legge, per arrivare alla grazia, cioè la circoncisione e tutti i riti di appartenenza al popolo d’Israele».

Era una situazione di «grande confusione», innescata da quelle che il Papa ha definito «le sorprese dello Spirito». Cioè «lo Spirito metteva i cuori su una strada nuova» e gli apostoli «si sono trovati in situazioni che mai avrebbero creduto, situazioni nuove». Il problema era: «come gestire queste nuove situazioni?». Non a caso il brano degli Atti comincia specificando: «In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione...». Ed era, ha sottolineato Francesco, una discussione «calorosa» perché gli apostoli da una parte «avevano la forza dello Spirito — il protagonista — che spingeva ad andare avanti, avanti, avanti»; ma allo stesso tempo lo Spirito «li portava a certe novità, certe cose che mai erano state fatte», anzi, «neppure le avevano immaginate». Come, ad esempio, il fatto che i pagani potessero ricevere lo Spirito Santo. Perciò si chiedevano: «E cosa facciamo?». Insomma, ha spiegato il Pontefice usando un’espressione comune, «avevano la patata bollente nelle mani, e non sapevano che fare».

Negli Atti si legge quindi di come per questo motivo si tenne una riunione nella quale ognuno raccontò «la propria esperienza — Paolo, Barnaba, Pietro stesso» — e di come alla fine gli apostoli «si sono messi d’accordo». Ma, ha sottolineato il Papa, prima della soluzione finale si nota «una cosa bella: “Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Barnaba e Paolo, che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni, in mezzo a loro». Dal racconto emerge, cioè, un aspetto fondamentale: l’«ascoltare, non avere paura di ascoltare». È importante perché, ha detto Francesco, «quando uno ha paura di ascoltare, non ha lo Spirito nel suo cuore». E soprattutto è importante «ascoltare con umiltà».

Solo «dopo avere ascoltato», infatti, gli apostoli «hanno deciso di inviare alle comunità greche, cioè ai cristiani che sono venuti dal paganesimo», alcuni discepoli «per tranquillizzarli e dirgli: “Sta bene, andate così”». Quindi «si sono messi d’accordo, hanno inviato questi fratelli e hanno deciso di scrivere una lettera». E anche in quella lettera, ha ribadito il Pontefice, «il protagonista è lo Spirito Santo». Tant’è che vi si legge: «È parso allo Spirito Santo e a noi...» e in altre traduzioni: «Lo Spirito Santo e noi abbiamo deciso...». È chiaro, cioè, che gli apostoli «con lo Spirito guidano la Chiesa».

La lettura del giorno è senz’altro indicativa di quale sia «la strada della Chiesa davanti alle persecuzioni» e anche davanti alle «sorprese dello Spirito, perché lo Spirito sempre ci sorprende». Come si affrontano i problemi? «Con la riunione, l’ascolto, la discussione, la preghiera e la decisione finale. E lì è lo Spirito». Uno stile, una strada seguiti dalle origini «fino a oggi», ogni volta che «lo Spirito ci sorprende» con qualcosa di cui si dice: «mai si è fatto così»; oppure: «si deve fare così».

«Pensate — ha aggiunto il Papa ricorrendo a un esempio “più vicino a noi” — al Vaticano ii, alle resistenze che ha avuto il concilio Vaticano ii». Anche oggi, ha detto, ci sono «resistenze che continuano in una forma o in un’altra, e lo Spirito che va avanti». Ma «la strada della Chiesa è questa: riunirsi, unirsi insieme, ascoltarsi, discutere, pregare e decidere. E questa è la cosiddetta sinodalità della Chiesa, nella quale si esprime la comunione della Chiesa».

E ancora una volta, ha spiegato Francesco, incontriamo il «protagonista» di sempre. Infatti, «chi fa la comunione? È lo Spirito!»; e «cosa ci chiede il Signore? Docilità allo Spirito», ossia «non avere paura, quando vediamo che è lo Spirito che ci chiama». A volte, anzi, è lo Spirito stesso che «ci ferma» e ci indica la strada giusta. Sicuramente lo Spirito «non ci lascia soli» e «ci dà il coraggio, ci dà la pazienza, ci fa andare sicuri sulla strada di Gesù, ci aiuta a vincere le resistenze e a essere forti nel martirio». Questo Spirito, ha concluso il Papa, «è il dono del Padre, che Gesù ha inviato».

Di qui l’invito finale del Pontefice: «Chiediamo al Signore la grazia di capire come va avanti la Chiesa, di capire come dal primo momento ha affrontato le sorprese dello Spirito» e chiediamo, anche, per ognuno di noi, «la grazia della docilità allo Spirito».

Archivio Meditazioni del Santo Padre Santa Marta



Vangelo e Commento del mese di APRILE 2016
PAGINA ARCHIVIO
Venerdì 1 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (21, 1-14) At 4, 1-12; Sal 117 Tempo di Pasqua Salterio: prima settimana

Sabato 2 aprile 2016 Vangelo secondo Marco (16, 9-15) At 4, 13-21; Sal 117

Domenica 3 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (20, 19-31) At 5, 12-16; Sal 117; Ap 1, 9-11a.12-13.17-19 Domenica della Divina Misericordia

Lunedì 4 aprile 2016 Vangelo secondo Luca (1, 26-38) Is 7, 10-14;8, 10c; Sal 39; Eb 10, 4-10 Annunciazione del Signore

Martedì 5 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (3, 7-15) At 4, 32-37; Sal 92 Salterio: seconda settimana

Mercoledì 6 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (3, 16-21) At 5, 17-26; Sal 33

Giovedì 7 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (3, 31-36) At 5, 27-33; Sal 33 San Giovanni Battista de la Salle

Venerdì 8 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 1-15) At 5, 34-42; Sal 26

Sabato 9 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 16-21) At 6, 1-7; Sal 32

Domenica 10 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (21, 1-19) At 5, 27b-32.40b-41; Sal 29; Ap 5, 11-14 Salterio: terza settimana

Lunedì 11 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 22-29) At 6, 8-15; Sal 118 Santo Stanislao

Martedì 12 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 30-35) At 7, 51-8, 1a; Sal 30

Mercoledì 13 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 35-40) At 8, 1b-8; Sal 65

Giovedì 14 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 44-51) At 8, 26-40; Sal 65

Venerdì 15 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 52-59) At 9, 1-20; Sal 116

Sabato 16 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (6, 60-69) At 9, 31-42; Sal 115

Domenica 17 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (10, 27-30) At 13, 14.43-52; Sal 99; Ap 7, 9.14b-17 Salterio: quarta settimana

Lunedì 18 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (10, 1-10) At 11, 1-18; Sal 41-42

Martedì 19 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (10, 22-30) At 11, 19-26; Sal 86

Mercoledì 20 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (12, 44-50) At 12, 24-13, 5; Sal 66

Giovedì 21 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (13, 16-20) At 13, 13-25; Sal 88

Venerdì 22 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (14, 1-6) At 13, 26-33; Sal 2

Sabato 23 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (14, 7-14) At 13, 44-52; Sal 97

Domenica 24 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (13, 31-33a.34-35) At 14, 21b-27; Sal 144; Ap 21, 1-5a Salterio: prima settimana

Lunedì 25 aprile 2016 Vangelo secondo Marco (16, 15-20) 1Pt 5, 5b-14; Sal 88 San Marco

Martedì 26 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (14, 27-31a) At 14, 19-28; Sal 144

Mercoledì 27 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8) At 15, 1-6; Sal 121

Giovedì 28 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (15, 9-11) At 15, 7-21; Sal 95

Venerdì 29 aprile 2016 Vangelo secondo Matteo (11, 25-30) 1Gv 1, 5-2, 2; Sal 102 Santa Caterina da Siena

Sabato 30 aprile 2016 Vangelo secondo Giovanni (15, 18-21) At 16, 1-10; Sal 99

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I DIECI COMANDAMENTI Vivere nella libertà di DioI DIECI COMANDAMENTI


INTRODUZIONE

Primo comandamento NON AVRAI ALTRO DIO DI FRONTE A ME

Secondo comandamento NON PRONUNCIARE INVANO IL NOME DEL SIGNORE TUO DIO

Terzo comandamento RICORDATI DI SANTIFICARE LE FESTE

Quarto comandamento ONORA TUO PADRE E TUA MADRE

Quinto comandamento NON UCCIDERE

Sesto comandamento NON COMMETTERE ADULTERIO

Settimo comandamento NON RUBARE

Ottavo comandamento NON PRONUNZIARE FALSA TESTIMONIANZA

Nono e Decimo comandamento NON DESIDERARE LA DONNA D’ALTRI. NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI





CATECHESI DI GIOVANNI PAOLO II


La preghiera del cuore o preghiera di Gesù - Esicasmo
Signore Gesù Cristo Figlio di Dio abbi pietà di me peccatore (o peccatrice)

“Verrà un'epoca in cui i monaci giungeranno alla loro salvezza vivendo in mezzo alla gente” (Silvano del Monte Athos)


Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28s)


Gli Angeli non hanno una voce materiale, ma con la mente incessantemente glorificano il Signore, in ciò consiste tutta la loro attività e ad essa è consacrata la loro vita. Così anche tu, fratello, quando entri nella tua camera e ne chiudi la porta, cioè quando la tua mente non erra qua e là, ma entra nell’intimo del tuo cuore, ed i tuoi sensi sono chiusi e lontani dalle cose di questo mondo, e tu in tal modo preghi incessantemente, allora sei simile agli Angeli ed il Padre tuo, vedendo la tua preghiera segreta da te elevata dall’intimo del tuo cuore, ti ricompenserà con grandi doni spirituali.

Gregorio Palamàs (ca. 1296–1359),
arcivescovo di Tessalonica, taumaturgo


Enzo Bianchi Priore di Bose
Enzo Bianchi Priore di Bose - LA PREGHIERA DI GESÙ

Dio “dona la preghiera a colui che prega”
- “Il Signore, vedendo il nostro desiderio e il nostro sforzo di pregare, ci dà il suo aiuto, secondo le parole dei santi: a chi prega con semplicità, Dio accorda il dono della preghiera del cuore”.
Filocalia Amore del BelloPiccola Filocalia - Amore del Bello
Entra alcuni testi di: San Giovanni Crisostomo, San Giovanni Cassiano, San Nilo Sinaita, Sant’Isacco di Ninive, San Massimo il Confessore, San Giovanni Climaco, San Simeone il Nuovo Teologo, San Niceforo il solitario, l’Italiano, San Gregorio Palamàs, San Massimo il brucia capanne , Callisto e Ignazio Xanthopuloi, Teofane il Recluso, San Serafim di Sarov, Vescovo Ignatij Brjancianinov, San Giovanni di Kronstadt , Silvano monaco athonita
Preghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino RussoPreghiera del Cuore; il Metodo del Pellegrino Russo

Il metodo del pellegrino russo, che si può seguire tappa dopo tappa nei Racconti, sebbene faccia spesso riferimento alla Filocalia non è del tutto uguale a quello insegnato da essa........
Risponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidianaRisponde Il teologo - Fare posto alla preghiera nella vita quotidiana
Domanda: Spesso mi rendo conto di non essere molto bravo nella preghiera. La Chiesa ci propone tanti modi di pregare, dalla liturgia delle ore al rosario, dall’adorazione eucaristica alla lectio divina... Io però non ho ancora trovato il mio. Forse anche perché sono tutte forme di preghiera pensate per i preti e i religiosi, che possono mettere la preghiera al centro della loro giornata. Mi chiedo se c’è un modo di pregare.....
La cella da cui nessuno è lontanoLa Cella da Cui Nessuno è Lontano
I contemplativi sono uomini e donne profetici, “sentinelle”, testimoni della speranza che verrà «il mattino». Sono persone che hanno messo Dio al centro della loro vita e che portano nel «loro cuore e nella loro preghiera» le gioie e le speranze, le difficoltà e sofferenze dell’umanità, «mostrandosi in ogni momento in profonda comunione con essa».......
LE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giornoLE VENTIQUATTRO ORAZIONI di San Nersete Armeno detto il Grazioso (Nerses Shnorhali) (1102-1173) Una per ogni ora del giorno Il poeta e ammiratore di Narsete, P. Alishan, che ha dedicato un voluminoso studio alla vita del santo, non esita a paragonare Narsete « il grazioso » con San Bernardo, suo contemporaneo, ed afferma non senza ragione, che nella Chiesa del XII sec. splendevano due luci, di cui una di Oriente, Narsete, e l'altra in Occidente, San Bernardo.
LA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si pregaLA PREGHIERA DEL CUORE - cos'è e come si prega - Signore Gesù Cristo Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore o peccatrice Nella storia del cristianesimo si constata che, in numerose tradizioni, esisteva un insegnamento sull’importanza del corpo e delle posizioni corporee per la vita spirituale. Grandi santi ne hanno parlato, come Domenico,Teresa d’Avila, Ignazio di Loyola… Inoltre, fin dal IV secolo, incontriamo consigli a questo proposito nei monaci d’Egitto. Più tardi, gli ortodossi hanno proposto un insegnamento sull’attenzione al ritmo del cuore e sulla respirazione. Se ne è parlato soprattutto a proposito della «preghiera del cuore» (o la «preghiera di Gesù», che si rivolge a lui).
ESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i PadriESICASMO - Introduzione - La vocazione all'esichia - Fuge: esichia come solitudine - Tace: esichia come silenzio - Quiesce: rimani nella pace interiore - La Tradizione e i Padri
ESICASMO LA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di EginaLA PREGHIERA - Consigli spirituali dello Starez Ieronimos di Egina
Gregorio il sinaita: ConsigliGREGORIO IL SINAITA: Consigli
Tre sono le qualità della preghiera silenziosa: l'austerità, il silenzio, la non considerazione di se stessi, cioè l'umiltà; queste devono essere praticate con fedeltà; continuamente dobbiamo verificare se sono la nostra dimora, perchè dimenticandole non ci incamminiamo fuori di esse. L'una sostiene e custodisce l'altra, da esse nasce la preghiera e cresce in maniera perfetta.
Niceforo il solitario: Trattato della sobrietà e della custodia del cuoreNICEFORO IL SOLITARIO: Trattato della sobrietà e della custodia del cuore
Quanti desiderate l'illuminazione miracolosa e divina del nostro Salvatore Gesù Cristo, quanti cercate di sperimentare il fuoco divino nel cuore, e vi sforzate di sentire la consolazione del perdono di Dio, e avete rinunciato ai beni del mondo per entrare in possesso del tesoro sepolto nel campo del cuore, e volete accendere gioiosamente le torce dell'anima, e, per questo, rinunciaste alle realtà presenti, e bramate conoscere e ricevere, con consapevole chiarezza, il regno di Dio presente nel vostro intimo, venite. Vi esporrò la scienza della eterna e celeste vita, il metodo.
LA VERA PREGHIERA - Anthony BloomLA VERA PREGHIERA - Anthony Bloom
L'evangelo ci insegna che il regno di Dio si trova prima di tutto in noi. Se non siamo capaci di trovare dentro di noi il regno, se non riusciamo a incontrare Dio interiormente, nelle profondità stesse del nostro essere, le probabilità che abbiamo di incontrarlo al di fuori sono estremamente remote.
Pregare come respirare di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.PREGARE COME RESPIRARE di P. Antonio Maria SICARI religioso, teologo e scrittore italiano.
S. Ignazio insegnava nei suoi Esercizi: "Bisogna chiudere gli occhi per guardare Gesù nel proprio cuore, e mormorare le parole del Pater, sulla misura del proprio respiro".
La preghiera continua e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero) LA PREGHIERA CONTINUA e la preghiera di Gesù di: Matta El Meskin, (Matteo il Povero)

Credi in Dio? Allora che Dio sia la base di tutti i tuoi comportamenti; con lui accogli tutto ciò che incontri nella vita, felicità o tristezza. Che la tua fede non cambi ogni giorno a seconda delle circostanze. Non lasciare che sia il successo ad aumentare la tua fede, né il fallimento, la perdita e la malattia a indebolirla o ad annientarla.
Vivere della stessa vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore.Vivere della Stessa Vita di Dio, in Cristo; partecipare al suo mistero, vivere il segreto di Dio che si rivela al nostro cuore. - Mi è stato chiesto di presentare in quattro parole chiave la vita spirituale. Ho scelto queste quattro parole in coppia: Segreto/Mistero, Lotta/Fatica, Relazione/Comunione, Umiltà/Letizia.
Regole Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma)REGOLE Per Una Vita Devota (di Platone, arcivescovo di Kostroma) Inizia ogni mattino come se avessi appena deciso di diventare un cristiano e di vivere secondo i comandamenti di Dio. Andando a fare i tuoi doveri, sforzati di fare tutto alla gloria di Dio. Non iniziare nulla senza preghiera, perché tutto ciò che facciamo senza pregare alla fine si rivela futile o dannoso. Le parole del Signore sono vere: "Senza di me, non potete fare niente."
Enzo Bianchi Priore di BoseLa Preghiera Contemplativa. Non pensiamo che la preghiera sia esclusiva di anime eccezionali che hanno raggiunto le vette della santità. La preghiera è accessibile a tutti: basta praticarla. Evagrio diceva: "Vuoi imparare a pregare? Prega". "Tutti i guai degli uomini derivano da una cosa sola: dal non saper starsene quieti in una stanza" (Pascal). Siamo capaci di metterci in quel riposo contemplativo, che non è inattività, ma che anzi è la suprema attività?
Olivier Clement - L'itinerario verso il “luogo del cuore”
Tappe ascetiche e aspetti pratici della Preghiera di Gesù

TEOFANE IL RECLUSO - DIARIO DELLA PREGHIERA
Nessuno può evitare le tentazioni, ma è possibile evitare le cadute, non da soli, ma con Dio. Il cuore è dentro di noi, ma vi è anche un pellegrinaggio per arrivare al cuore, talvolta lungo, molto lungo.
Prega e fa’ quel che vuoi (dai Racconti di un pellegrino russo)
Si racconta di un vecchio eremita.....:
Iniziazione alla vita spirituale - Decisione iniziale e perseveranza. Se vuoi salvarti l’anima e acquistare la vita eterna, scuotiti dal torpore, fatti il segno della croce e di’: «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen»


La Riflessione di OggiLa Riflessione Per Domenica - 1 Maggio 2016
Archivio Autori Antichi o Moderni

Dio ci ha riconciliati per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione

Chi ha il pegno dello Spirito e possiede la speranza della risurrezione, tiene come già presente ciò che aspetta e quindi può dire con ragione di non conoscere alcuno secondo la carne, di sentirsi, cioè, fin d’ora partecipe della condizione del Cristo glorioso. Ciò vale per tutti noi che siamo spirituali ed estranei alla corruzione della carne. Infatti, brillando a noi l’Unigenito, siamo trasformati nel Verbo stesso che tutto vivifica. Quando regnava il peccato eravamo tutti vincolati dalle catene della morte. Ora che è subentrata al peccato la giustizia di Cristo, ci siamo liberati dall’antico stato di decadenza.
Quando diciamo che nessuno è più nella carne intendiamo riferirci a quella condizione connaturale alla creatura umana che comprende, fra l’altro, la particolare caducità propria dei corpi. Vi fa cenno san Paolo quando dice: «Infatti anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così» (2 Cor 5, 16). In altre parole: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14), e per la vita di noi tutti accettò la morte del corpo. La nostra fede prima ce lo fa conoscere morto, poi però non più morto, ma vivo; vivo con il corpo risuscitato al terzo giorno; vivo presso il Padre ormai in una condizione superiore a quella connaturale ai corpi che vivono sulla terra. Morto infatti una volta sola non muore più, la morte non ha più alcun potere su di lui. Per quanto riguarda la sua morte egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio (cfr. Rm 6, 8-9).
Pertanto se si trova in questo stato colui che si fece per noi antesignano di vita, è assolutamente necessario che anche noi, calcando le sue orme, ci riteniamo vivi della sua stessa vita, superiore alla vita naturale della persona umana. Perciò molto giustamente san Paolo scrive: «Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le vecchie cose sono passate, ecco ne sono nate di nuove!» (2 Cor 5, 17). Fummo infatti giustificati in Cristo per mezzo della fede, e la forza della maledizione è venuta meno. Poiché egli è risuscitato per noi, dopo essersi messo sotto i piedi la potenza della morte, noi conosciamo il vero Dio nella sua stessa natura, e a lui rendiamo culto in spirito e verità, con la mediazione del Figlio, il quale dona al mondo, da parte del Padre, le benedizioni celesti.
Perciò molto a proposito san Paolo scrive: «Tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo» (2 Cor 5, 18). In realtà il mistero dell’incarnazione e il conseguente rinnovamento non avvengono al di fuori della volontà del Padre. Senza dubbio per mezzo di Cristo abbiamo acquistato l’accesso al Padre, dal momento che nessuno viene al Padre, come egli stesso dice, se non per mezzo di lui. Perciò «tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati mediante Cristo, ed ha affidato a noi il ministero della riconciliazione» (2 Cor 5, 18).

Dal «Commento sulla seconda lettera ai Corinzi»
di san Cirillo di Alessandria, vescovo (Cap. 5, 5 – 6; PG 74, 942-943)

Commento al Vangelo della domenica Per vivere la Parola dobbiamo lasciarci amare da Dio Domenica 1 Maggio 2016 VI Domenica di Pasqua – Anno C Letture: Atti 15,1-2.22-29; Salmo 66; Apocalisse 21, 10-14.22-23; Giovanni 14,23-29

Entra Testo Integrale Imitazione di CristoImitazione di Cristo Archivio Imitazione di Cristo


Libro III
INCOMINCIA IL LIBRO DELLA CONSOLAZIONE INTERIORE


Capitolo I
CRISTO PARLA INTERIORMENTE ALL'ANIMA FEDELE

"Darò ascolto a quello che stia per dire dentro di me il Signore" (Sal 84,9). Beata l'anima che ascolta il Signore che le parla dentro, e accoglie dalla sua bocca la parola di consolazione. Beate le orecchie che colgono la preziosa e discreta voce di Dio, e non tengono alcun conto dei discorsi di questo mondo. Veramente beate le orecchie che danno retta, non alla voce che risuona dal di fuori, ma alla verità, che ammaestra dal di dentro. Beati gli occhi, che, chiusi alle cose esteriori, sono attenti alle interiori. Beati coloro che sanno penetrare ciò che è interiore e si preoccupano di prepararsi sempre più, con sforzo quotidiano, a comprendere le cose arcane del cielo. Beati coloro che bramano di dedicarsi a Dio, sciogliendosi da ogni impaccio temporale.

Comprendi tutto ciò, anima mia, e chiudi la porta dei sensi, affinché tu possa udire quello che ti dice interiormente Iddio, tuo signore. Questo dice il tuo diletto: "Io sono la tua salvezza" (Sal 34,3), la tua pace, la tua vita; stai accanto a me e troverai la pace; lascia tutte le cose che passano, cerca le cose eterne. Che altro sono le cose corporali, se non illusioni? E a che gioveranno tutte le creature, se sarai abbandonata dal Creatore? Oh, anima mia, rinuncia a tutto e fatti cara e fedele al tuo Creatore, così da poter raggiungere la vera beatitudine.


Preghiamo Archivio preghiere per ogni occasione
Abbiamo bísogno dí te

Gesù, tutti hanno bisogno di te
anche quelli che non lo sanno.
E quelli che non lo sanno
assai più di quelli che sanno.
L'affamato si immagina
di cercare il pane
e ha fame di te.
L'assetato crede di volere l'acqua
e ha sete di te.
Il malato s'illude di cercare la salute
e il suo male è l'assenza di te.
Tu sai quanto sia grande
per me e per tutti noi
il bisogno del tuo sguardo
e della tua parola.
Tu che fosti tormentato
per amore nostro
ed ora ci tormenti con tutta la potenza
del tuo implacabile amore.

GIOVANNI PAPINI
Di tutto grazie

Di tutto grazie, Gesù.
Grazie della sofferenza,
grazie dell'umiliazione,
delle aridità, dell'annientamento,
dell'abbandono delle creature.
Grazie per tutte quelle infinite
miserie che hai permesso
affinché meglio mi conoscessi
e più a te mi abbandonassi
in un amore senza confini.

Continua, Signore,
l'opera tua:
non ti fermino
le mie paure
e le mie lacrime.



SUOR MARIA TERESA DELL'EUCARESTIA


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Archivio: Catechesi - Essere Cristiani Oggi
Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo. Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

Gianfranco Ravasi

Una Principessa Tenera

Non di rado le cronache registrano il dramma di neonati abbandonati nei cassonetti dei rifiuti o all’angolo di un palazzo. Per fortuna non sempre l’esito è tragico. Passa una persona che sente il vagito e prende tra le braccia il trovatello salvandolo e persino, se possibile, adottandolo. Qualcosa del genere sta alle origini di una - figura tra le più alte e amate della Bibbia, Mosè. Continua....

LANTERNA - Archivio Riflessioni Eucaristiche
Archivio Riflessioni Eucaristiche

Luce Dei Miei Passi,
Guida Al Mio Cammino, È La Tua Parola

UN GESTO PROFETICO

L’Eucaristia conferisce un significato al mondo. Da parte di Cristo essa è un gesto profetico. Il gesto compiuto da Gesù la sera del giovedì santo, quando istituisce l’Eucaristia, impegna l’avvenire. Gesù ne è perfettamente cosciente. Il gesto infatti non è qualcosa di esteriore, ma l’espressione più piena della sua vita, che sarà sanzionato dal dono della vita stessa, sul calvario. Cristo offre totalmente se stesso. Questo gesto, anche se compiuto la sera della vita terrestre di Cristo, anche se iscritto e limitato nel tempo e per i discepoli, non si lascia chiudere in questo limitato orizzonte. Esso sfugge al dominio dell’uomo, per riferirsi direttamente a un Dio più grande del cuore dell’uomo.

Esso è il gesto del Verbo fatto carne, vero uomo e vero Dio: un Dio risoluto a rimanere con i suoi, presente fra di loro, in tutto lo spessore del carnale e del quotidiano, consapevole insieme che tutto ciò gli è impossibile materialmente. Egli infatti deve ritornare dal Padre: ma ciò è l’unico modo e l’unica possibilità per poter continuare ad essere presente non solamente a un popoio e ad un’epoca, ma a tutti i popoli di tutte le epoche.

Il gesto di Gesù è quello dell’amore che va fino alle estreme conseguenze. Un amore che ha bisogno di giungere alla massima espressione per non rimanere incompleto, ma anche un amore che non accetta di essere sottratto all’affetto dei suoi. È un gesto che si ripercuote sulla vita intera del singolo e dell’universo; un gesto che racchiude in sé tutta la storia per farla convergere, in qualche modo, in un punto dove si concentra la potenza della vita. Concentrazione di vita che non è un ricupero, bensì una fioritura, un erompere, in quanto di lì la vita si diffonde a tutto l’universo.


RAYMOND JOHANNY in L’Eucaristia cammino di risurrezione, Elledici 1976, pp. 97-98
Ogni Giorno Con I Padri della ChiesaAlcuni Brani: Padri della Chiesa

La medicina dell’umiltà

Qual rimedio sarebbe stato più appropriato a ridare salute ai malati, luce ai ciechi, vita ai morti, del fatto che le ferite della superbia fossero curate con la medicina dell’umiltà?

Adamo, trasgredendo i precetti di Dio, introdusse il dominio del peccato; Gesù, nato sotto la legge, ci ha restituito la libertà della giustizia; quello, ossequiente al diavolo fino alla trasgressione, ha meritato che tutti morissero in lui: Questi, « ubbidiente al Padre fino alla morte in croce » (Fil 2,8), ha fatto sì che in lui tutti ricevessero vita.


Quello, desideroso dell’onore degli angeli, perdette la dignità della sua natura, Questi, assumendo lo stato della nostra infermità, ripose fra i celesti coloro per i quali era disceso all’inferno.


Infine: a quello, caduto a causa dell’alterigia, fu detto: « Tu sei terra, e alla terra ritornerai » (Gn 3,19), a Questi, esaltato per la sottomissione, fu detto: « Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi » (Sal 109,1).


Leone Magno, Sermone 25,5

RAIUNO A sua immagine - Il Papa risponde alle Domande su Gesù - 7 Video
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Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
Catechesi di Benedetto XVI Sulla Preghiera
''La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa, di affidare i figli a Lui, che li conosce prima e meglio di noi, e sa perfettamente qual è il loro vero bene. E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare'' (Benedetto XVI - Omelia 8 gennaio 2012).


Lectio Divina Personaggi Biblici


Archivio: In Dialogo il Teologo Risponde

Ultimo Inserimento:

È possibile rinunciare alle cure mediche quando sono troppo pesanti?

Qual è, in caso di gravi malattie, il comportamento da tenere rispetto alle cure proposte dai medici? Vanno accettate sempre, anche quando gli effetti collaterali possono essere devastanti? O è possibile rinunciare, sapendo magari che la durata della vita si accorcerà ma che la qualità sarà migliore?


VAI SU: Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.